La difesa: ignoravano il piano omicida di Fodde
I legali confidano in una riduzione di pena. La parte civile: erano complici e hanno detto tante bugie
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GHILARZA. Strade diverse eppure convergenti. Le posizioni processuali di Giada Campus, la ragazzina del gruppo, e di Cosmin Nita hanno dei punti in comune. Uno in particolare ed è figlio della sentenza che non ha riguardato loro in prima persona. È quella del procedimento connesso, con la giudice Silvia Palmas ha pronunciato per i tre maggiorenni. Nelle sue motivazioni rimarcherebbe la figura centrale di Christian Fodde, cosa che gli avvocati difensori Gianfranco Siuni e Giancarlo Frongia avevano già evidenziato al processo di primo grado al tribunale dei minori. In quella sede però i giudici avevano ricavato un esito opposto dicendo cioè che anche Cosmin Nita e Giada Campus fossero pienamente consapevoli dell’azione che il gruppo andava a compiere e quindi interamente partecipi dell’omicidio.
Questa tesi non ha mai convinto gli avvocati dei due minorenni e ora si apprestano a ribadire tutto ciò al processo di secondo grado. Gianfranco Siuni, difensore di Cosmin Nita lo dice esplicitamente già alla vigilia dell’udienza: «A mio parere, Fodde non ha condiviso con il mio assistito il suo piano criminoso. Lo dimostrano i colloqui avuti tra i due poco prima che Manuel salisse in auto, la decisione improvvisa di Fodde di tornare in auto per prendere l’arma del delitto e la presa di distanza del minore durante l’esecuzione dell’omicidio. In ultimo, la conferma inequivocabile della mancanza di accordo tra i due viene data dal fatto che il minore, a differenza di Fodde, non si porta dietro i vestiti di ricambio, circostanza che, sul piano logico, esclude la sussistenza della premeditazione in capo al minore».
Sceglie invece l’aula per un discorso ovviamente più esaustivo, l’avvocato Giancarlo Frongia, legale di Giada Campus che si limita a un prudente: «Confido, con serenità, in un equilibrato giudizio di appello». Mentre Luciano Rubattu, legale della madre di Manuel è sicuro: «L’impianto accusatorio è solido, non vedo gli estremi per una modifica della sentenza di primo grado che, nelle motivazioni, ha anche spiegato in maniera chiara i ruoli di ciascun imputato». E gli fa eco l’avvocato Gian Francesco Piscitelli, legale di Corrado Careddu, padre di Manuel: «Ci aspettiamo solo una cosa, la conferma. Le bugie dette dai minori al processo di primo grado, sono state ampiamente smentite dal processo di secondo grado. Le posizioni dei componenti del gruppo sono chiare».
Questa tesi non ha mai convinto gli avvocati dei due minorenni e ora si apprestano a ribadire tutto ciò al processo di secondo grado. Gianfranco Siuni, difensore di Cosmin Nita lo dice esplicitamente già alla vigilia dell’udienza: «A mio parere, Fodde non ha condiviso con il mio assistito il suo piano criminoso. Lo dimostrano i colloqui avuti tra i due poco prima che Manuel salisse in auto, la decisione improvvisa di Fodde di tornare in auto per prendere l’arma del delitto e la presa di distanza del minore durante l’esecuzione dell’omicidio. In ultimo, la conferma inequivocabile della mancanza di accordo tra i due viene data dal fatto che il minore, a differenza di Fodde, non si porta dietro i vestiti di ricambio, circostanza che, sul piano logico, esclude la sussistenza della premeditazione in capo al minore».
Sceglie invece l’aula per un discorso ovviamente più esaustivo, l’avvocato Giancarlo Frongia, legale di Giada Campus che si limita a un prudente: «Confido, con serenità, in un equilibrato giudizio di appello». Mentre Luciano Rubattu, legale della madre di Manuel è sicuro: «L’impianto accusatorio è solido, non vedo gli estremi per una modifica della sentenza di primo grado che, nelle motivazioni, ha anche spiegato in maniera chiara i ruoli di ciascun imputato». E gli fa eco l’avvocato Gian Francesco Piscitelli, legale di Corrado Careddu, padre di Manuel: «Ci aspettiamo solo una cosa, la conferma. Le bugie dette dai minori al processo di primo grado, sono state ampiamente smentite dal processo di secondo grado. Le posizioni dei componenti del gruppo sono chiare».
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