Caso sospetto a Sassari: ma era solo influenza
di Vincenzo Garofalo
Una 28enne di Porto Torres ricoverata in isolamento, ma entrambi i tamponi erano negativi
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SASSARI. A Porto Torres sono scattate tutte le precauzioni dettate dall'Unità di crisi per un possibile caso di contagio da Covid-19 su una donna di 28 anni il cui padre, che lavora in Lombardia, è stato nei giorni scorsi in Sardegna a trovare la famiglia. La donna, che accusa una leggera febbre da qualche giorno, è stata ricoverata nel reparto Malattie infettive dell’Aou di Sassari, dove è arrivata poco prima delle 18 a bordo di un’ambulanza del 118, con barella a contenimento biologico. Le è stato fatto subito un primo tampone faringeo per verificare la presenza del virus, e l’esito è stato negativo. Anche il secondo tampone è risultato negativo. In realtà la donna ha una banale influenza di tipo A.
A far scattare l’allarme è stato il fatto che il padre lavora in Brianza: nei giorni scorsi è tornato a Porto Torres per trovare la famiglia ed è poi ripartito per la Lombardia, dove è stato registrato il primo focolaio italiano di coronavirus. L’allarme è scattato già dalla mattina di ieri, con la donna che ha chiamato il medico di famiglia descrivendo i sintomi e precisando che il papà è rientrato nei giorni scorsi da una delle zone a rischio. È stata quindi allertata l’unità di crisi che ha monitorato a distanza la situazione. Nel pomeriggio, visto che nonostante l’assunzione di farmaci antipiretici la febbre non accennava ad abbassarsi, è stato deciso per il suo ricovero precauzionale nel reparto di Malattie infettive. Tutto il personale del reparto e anche quello di Rianimazione, è stato allertato e precettato dal pomeriggio. Medici e infermieri già in servizio dal mattino non hanno potuto smontare e sono rimasti al lavoro fino a quando l’allarme è rientrato. Intanto sempre ieri pomeriggio, Assl e l’Unità di crisi locale deputata a gestire l’emergenza coronavirus sul territorio, hanno disposto il montaggio di una tenda da campo davanti all'ingresso del Pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata, che sarà allestita quanto prima per trattare eventuali pazienti sospetti, evitando così il loro ingresso nella struttura dove ci sono gli altri paziente e i loro famigliari. Nella tenda dovranno essere visitate le persone che palesano sintomi influenzali riconducibili a un possibile contagio da coronavirus.
A far scattare l’allarme è stato il fatto che il padre lavora in Brianza: nei giorni scorsi è tornato a Porto Torres per trovare la famiglia ed è poi ripartito per la Lombardia, dove è stato registrato il primo focolaio italiano di coronavirus. L’allarme è scattato già dalla mattina di ieri, con la donna che ha chiamato il medico di famiglia descrivendo i sintomi e precisando che il papà è rientrato nei giorni scorsi da una delle zone a rischio. È stata quindi allertata l’unità di crisi che ha monitorato a distanza la situazione. Nel pomeriggio, visto che nonostante l’assunzione di farmaci antipiretici la febbre non accennava ad abbassarsi, è stato deciso per il suo ricovero precauzionale nel reparto di Malattie infettive. Tutto il personale del reparto e anche quello di Rianimazione, è stato allertato e precettato dal pomeriggio. Medici e infermieri già in servizio dal mattino non hanno potuto smontare e sono rimasti al lavoro fino a quando l’allarme è rientrato. Intanto sempre ieri pomeriggio, Assl e l’Unità di crisi locale deputata a gestire l’emergenza coronavirus sul territorio, hanno disposto il montaggio di una tenda da campo davanti all'ingresso del Pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata, che sarà allestita quanto prima per trattare eventuali pazienti sospetti, evitando così il loro ingresso nella struttura dove ci sono gli altri paziente e i loro famigliari. Nella tenda dovranno essere visitate le persone che palesano sintomi influenzali riconducibili a un possibile contagio da coronavirus.
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