Fondi, riparte l’inchiesta: 17 indagati nel Pd

Accusa di peculato anche per il senatore di Iv Giuseppe Luigi Cucca e per il deputato Gavino Manca

CAGLIARI. Diciassette consiglieri ed ex consiglieri regionali del Pd, tra i quali l’attuale senatore Giuseppe Luigi Cucca e il deputato Gavino Manca, sono indagati con l’accusa di peculato continuato per aver usato illegalmente 285 mila euro tratti dai fondi destinati all’attività del gruppo politico. Gli onorevoli hanno ricevuto tutti un invito a comparire firmato dal pm Andrea Vacca e dovrebbero presentarsi assistiti dai rispettivi legali all’ufficio del magistrato a partire da domani mattina per rispondere alle contestazioni. L’impressione diffusa è che la Procura abbia deciso di notificare gli inviti per fermare la prescrizione dei reati, che in mancanza di provvedimenti sarebbe scattata al sesto anno, quindi - trattandosi della legislatura 2009-2014 - nel 2020. Grazie a questo atto interruttivo il termine di prescrizione slitterà almeno fino al 2025.

L’inchiesta era rimasta impigliata per anni nel groviglio delle indagini che riguardano le legislature precedenti a quella in cui alla guida della Regione era una maggioranza di centrodestra capeggiata dal governatore Ugo Cappellacci. Numerosi consiglieri in carica durante quella legislatura sono stati indagati, in qualche caso arrestati e mandati a giudizio sulla base di evidenze investigative che hanno indotto la Procura - il titolare delle inchieste era fino a pochi mesi fa il pm Marco Cocco - a chiedere misure cautelari. Ora è arrivato il turno delle altre posizioni, gli ex consiglieri che hanno utilizzato i fondi del gruppo e che dovranno spiegare come e perché. Nel riaccendere l’attenzione sulla mega-inchiesta - finora circa 115 posizioni processuali tra definite, da definire e indagati - il pm Vacca ha scelto di cominciare da quelli del Pd, successivamente verrà il turno degli altri, perché il complesso delle inchieste per peculato sull’uso dei fondi pubblici copre il periodo che va dal 2004 fino alla legge per l’abolizione dei fondi approvata il 3 gennaio del 2014, ma una parte del consiglio regionale nella legislatura Cappellacci era rimasta ad oggi in apparenza fuori dall’indagine.

Nel calderone dell’inchiesta finale sono finiti numerosi consiglieri già indagati e prosciolti, altri potrebbero finirci non appena l’ufficio del pm Vacca avrà concluso lo screening degli atti messi insieme dagli investigatori della polizia giudiziaria. Una cosa è certa: molti onorevoli ed ex onorevoli che pensavano di essere ormai al riparo da ogni rischio giudiziario, dovranno ricredersi, la Procura non ha ancora concluso il suo lavoro sui fondi ai gruppi, difficilmente gli inviti a comparire notificati in queste ore saranno gli ultimi.

Tornando ai 17 del Pd, un invito a comparire ha raggiunto il senatore di Italia Viva Giuseppe Luigi Cucca, un altro il deputato Gavino Manca, un altro ancora l’ex capogruppo ed ex sindaco di Alghero Mario Bruno e l’ex segretario della Cgil Giampaolo Diana. Altri avvisi sono stati consegnati a Pier Luigi Caria, Gian Valerio Sanna, Chicco Porcu, Marco Meloni, Marco Espa, Pietro Cocco, Giuseppe Cuccu, Cesare Moriconi, Tarcisio Agus, Francesco Sabatini, Valerio Meloni, Luigi Lotto e Antonio Solinas. Parte di questi esponenti politici è uscita indenne dalla prima parte dell’inchiesta, che riguardava la legislatura 2004-2009, fornendo alla Procura la prova della propria non colpevolezza. Alcuni nomi compaiono invece per la prima volta sulla scena giudiziaria. Le somme al centro delle contestazioni sono in genere limitate a poche migliaia di euro, tranne quella legata al nome di Caria: 115 mila euro.

I consiglieri regionali infagati potranno ora seguire la strada ormai conosciuta dai legali impegnati nei vari procedimenti sui fondi: giustificare le spese sostenute con documenti e testimonianze. Chi è stato in grado di farlo è stato prosciolto. (m.l)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes