Un sardo positivo a Milano familiari in quarantena
di Umberto Aime
Cagliaritano, è stato ricoverato. Era in Lombardia per alcune visite mediche
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CAGLIARI. Il primo sardo contagiato dal coronavirus c’è. Però non è ricoverato in Sardegna, ma nel reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Il suo quadro clinico, seppure compromesso per altri motivi, sarebbe comunque sotto controllo. Le notizie sono ancora incerte, anche se è stata la Regione a comunicare per prima l’esistenza del cosiddetto paziente zero anche in Sardegna. Secondo una delle tante indiscrezioni, sarebbe un cagliaritano da diverse settimane a Milano, insieme alla famiglia, per sottoporsi ad alcune viste mediche in un ospedale oncologico. Però non si sa se fosse già ricoverato, oppure in lista d’attesa e quindi alloggiasse in qualche albergo. Proprio poco prima di una visita e visto che da alcuni giorni aveva la febbre alta, i medici lo avrebbero sottoposto al tampone per verificare il contagio o meno visto che la Lombardia è una delle regioni colpite dall’epidemia. L’esito del test è stato positivo. A quel punto è scattato l’allarme con il ricovero in isolamento, deciso dall’Unità di crisi della Lombardia. Al tampone sono stati sottoposti anche i familiari che erano con lui, ma per loro l’esito del test sarebbe stato negativo. In ogni caso i parenti del cagliaritano sono tenuti sotto controllo dalle équipe dell’ospedale Sacco e sarebbero stati messi in quarantena precauzionale.
Allarme in differita. Lo stato d’allerta è scattato comunque anche in Sardegna. La task force ha attivato tutte le procedure previste dai protocolli sanitari. Il motivo è presto detto: bisognerà ricostruire con esattezza da quanti giorni il paziente fosse in Lombardia. Se quel periodo fosse inferiore alle due settimane (è quanto dura l’incubazione) vorrebbe dire che è partito da Cagliari già contagiato, e quindi l’indagine epidemiologica potrebbe essere allargata ad altre persone. Però è una ricostruzione poco probabile, almeno stando a quanto filtra dalla Lombardia. È invece verosimile che il paziente sia stato contagiato dal coronavirus proprio nel milanese. Se così fosse, non ci sarebbero quindi collegamenti diretti con la Sardegna e non dovrebbe scattare nessuna emergenza nel Cagliaritano.
Situazione sotto controllo. È sembra essere davvero l’ipotesi del contagio durante la permanenza del paziente a Milano quella più probabile. Anche se a sollevare più di un dubbio è proprio il comunicato della Regione: «Sono stati attivati – testuale – tutti i protocolli nazionali e regionali per individuare e porre a sorveglianza attiva le persone che sono state in stretto contatto col paziente». Che sono state in stretto contatto dove: in Lombardia adesso o nel Cagliaritano prima? Nel comunicato non c’è una risposta a questa domanda anche se subito dopo si legge: «Ad oggi nessuna delle persone sottoposte a vigilanza (ma manca sempre dove, in quale città) è comunque in una condizione tale da non destare allarme. La situazione è sotto controllo e le strutture sanitarie della Regione sono operative per fare fronte ad ogni evenienza». Oggi qualche particolare di più dovrebbe emergere con un possibile secondo bollettino della Regione.
Nuovo numero verde. Da oggi è operativo il nuovo centralino regionale dedicato alle informazioni sul coronavirus. L’800311377 è stato attivato dall’Ats e risponderà tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8 alle 20. Sarà questo l’unico numero che i cittadini dovranno chiamare, gli altri centralini sono stati disattivati. Per le ore notturne, invece, saranno in servizio quello di pubblica utilità del ministero della salute, il 1500, e ovviamente il 118.
Termoscanner nei porti. Dopo gli scanner attivi da giorni negli aeroporti di Alghero e Cagliari, quello di Olbia è chiuso, è scattata anche l’operazione porti sicuri. Il primo termoscanner è stato installato in una zona sterile da cui dovranno transitare tutti i passeggeri delle navi in arrivo. I controlli saranno effettuati all’interno di una tenda dove è stato sistemato il misuratore elettronico della temperatura corporea. Presto, entro la prossima settimana, i termoscanner saranno installati anche nei porti di Santa Teresa di Gallura (per corse con la Corsica), Porto Torres, Golfo Aranci, Olbia, Arbatax e Oristano.
Allarme in differita. Lo stato d’allerta è scattato comunque anche in Sardegna. La task force ha attivato tutte le procedure previste dai protocolli sanitari. Il motivo è presto detto: bisognerà ricostruire con esattezza da quanti giorni il paziente fosse in Lombardia. Se quel periodo fosse inferiore alle due settimane (è quanto dura l’incubazione) vorrebbe dire che è partito da Cagliari già contagiato, e quindi l’indagine epidemiologica potrebbe essere allargata ad altre persone. Però è una ricostruzione poco probabile, almeno stando a quanto filtra dalla Lombardia. È invece verosimile che il paziente sia stato contagiato dal coronavirus proprio nel milanese. Se così fosse, non ci sarebbero quindi collegamenti diretti con la Sardegna e non dovrebbe scattare nessuna emergenza nel Cagliaritano.
Situazione sotto controllo. È sembra essere davvero l’ipotesi del contagio durante la permanenza del paziente a Milano quella più probabile. Anche se a sollevare più di un dubbio è proprio il comunicato della Regione: «Sono stati attivati – testuale – tutti i protocolli nazionali e regionali per individuare e porre a sorveglianza attiva le persone che sono state in stretto contatto col paziente». Che sono state in stretto contatto dove: in Lombardia adesso o nel Cagliaritano prima? Nel comunicato non c’è una risposta a questa domanda anche se subito dopo si legge: «Ad oggi nessuna delle persone sottoposte a vigilanza (ma manca sempre dove, in quale città) è comunque in una condizione tale da non destare allarme. La situazione è sotto controllo e le strutture sanitarie della Regione sono operative per fare fronte ad ogni evenienza». Oggi qualche particolare di più dovrebbe emergere con un possibile secondo bollettino della Regione.
Nuovo numero verde. Da oggi è operativo il nuovo centralino regionale dedicato alle informazioni sul coronavirus. L’800311377 è stato attivato dall’Ats e risponderà tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8 alle 20. Sarà questo l’unico numero che i cittadini dovranno chiamare, gli altri centralini sono stati disattivati. Per le ore notturne, invece, saranno in servizio quello di pubblica utilità del ministero della salute, il 1500, e ovviamente il 118.
Termoscanner nei porti. Dopo gli scanner attivi da giorni negli aeroporti di Alghero e Cagliari, quello di Olbia è chiuso, è scattata anche l’operazione porti sicuri. Il primo termoscanner è stato installato in una zona sterile da cui dovranno transitare tutti i passeggeri delle navi in arrivo. I controlli saranno effettuati all’interno di una tenda dove è stato sistemato il misuratore elettronico della temperatura corporea. Presto, entro la prossima settimana, i termoscanner saranno installati anche nei porti di Santa Teresa di Gallura (per corse con la Corsica), Porto Torres, Golfo Aranci, Olbia, Arbatax e Oristano.
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