Moby: «Ci sono le condizioni per il rilancio»
Il Gruppo Onorato punta al risarcimento dei creditori e al mantenimento dei 10mila dipendenti
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SASSARI. Moby non ci sta e respinge le indiscrezioni sul mancato accordo con gli obbligazionisti del cosiddetto “Ad hoc group” a causa della indisponibilità degli Onorato di fare “un passo indietro sulla gestione del Gruppo”. «Moby e i suoi azionisti hanno ricevuto una proposta non compatibile con le leggi, con i contratti vigenti ed eccessivamente penalizzante per i creditori non appartenenti all'Ad hoc group. La volontà del gruppo è invece soddisfare tutti i creditori con soluzioni legali che tutelino gli interessi di tutti gli stakeholders coinvolti», dicono alla compagnia. Per questo motivo è stato inviato un invito a tutti i membri dell’Ad Hoc Group ad un confronto tra i rispettivi consulenti “ribadendo la piena disponibilità a cercare soluzioni per la tutela dei creditori e per la creazione di valore”. La famiglia Onorato ha quindi ribadito “la piena disponibilità ed il fermo volere di condividere un processo di maggiore istituzionalizzazione della governance della compagnia con l’obbiettivo di creare valore aggiunto per gli stakeholders e di creare i presupposti per proiettarla verso la crescita futura”. Infine Moby e i suoi azionisti ribadiscono la volontà di risanare e rilanciare il gruppo “nell’interesse dei creditori, degli oltre 10mila dipendenti diretti ed indiretti, dei fornitori e dei clienti”. «Si ritiene che gli elementi per il rilancio ci siano. Sulla base dell’ultima trimestrale 9 il gruppo ha registrato un Ebitda di 118 milioni di Euro, il debito finanziario netto ammonta a 591milioni di euro di cui 300 nei confronti dei bondholders e 160 nei confronti delle banche mentre il valore della flotta eccede il miliardo di euro.
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