Continuità territoriale, voli a rischio da Olbia: serve un nuovo bando

Dopo la proroga la giunta deve assegnare i collegamenti con le compensazioni 

SASSARI. La buona notizia attenua appena la preoccupazione. La pubblicazione del decreto sulla Continuità territoriale sul sito del Ministero e di conseguenza sulla Gazzetta ufficiale è una pezza nel colabrodo dei trasporti – con Air Italy in liquidazione e 1450 dipendenti, di cui 550 in Sardegna, finiti in purgatorio – ma almeno allontana la prospettiva da incubo dell’isolamento a partire dal 17 aprile. Quel giorno scatterà la proroga della Continuità territoriale dai tre aeroporti verso Roma e Milano, in attesa del nuovo bando per l’assegnazione dei collegamenti che dovrà essere pronto entro la fine dell’anno. Dovrà essere la Regione a predisporlo, in linea con le indicazioni che arrivano dalla sinora rigidissima commissione europea. E la stessa giunta regionale dovrà in questi giorni agire in fretta per chiudere i tasselli della Ct1 in proroga: se non ci sono problemi per Alghero e Cagliari, dove continuerà a garantire i voli Alitalia, il nodo è su Olbia. Dal 17 aprile Air Italy – a meno di un improvviso e inatteso cambio di programma – non ci sarà. E per individuare la compagnia che subentrerà è necessaria una gara pubblica: dovrà essere la Regione a bandirla. E il tempo stringe.

Il nuovo bando. È indispensabile perché sino al 16 aprile Air Italy volerà senza compensazioni economiche. Una condizione che Alitalia ha già dichiarato di non poter accettare e che allontana anche altri vettori potenzialmente interessati a garantire la Ct1 dall’aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Per questo la Regione dovrà disporre un bando di urgenza che allinei i tre scali, prevedendo anche per chi opererà da Olbia gli oneri di servizio pubblico e le compensazioni, così come accade già per Alghero e Cagliari. La scadenza è alle porte: il 16 aprile è dietro l’angolo e il bando richiede dei tempi tecnici. Se non saranno rispettati a Olbia si rischierà la paralisi.

Air Italy in agonia. «La ministra De Micheli è stata di parola – dice il segretario regionale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu – sia per quanto riguarda il decreto per la proproga della Ct1, sia per quanto riguarda la cassa integrazione per i lavoratori Air Italy: la riceveranno per sei mesi prorogabili grazie all’applicazione dell’articolo 44 del decreto Genova. Ora mi aspetto che anche il governatore Solinas e la sua giunta mantengano le promesse mettendo in atto in maniera concreta quanto dichiarato. In particolare per Air Italy, per cui si rende indispensabile una seria soluzione industriale». La speranza è che in questo modo la compagnia faccia un passo indietro nell’immediato, continuando a garantire i voli in continuità sino alla fine dell’anno. «Ma sarà possibile solo se nel bando saranno inserite delle clausole premianti per i vettori che porteranno la base a Olbia».

La newco. La settimana scorsa al Ministero sembrava fatta: una newco pubblico privata con in campo Qatar Airways e le Regioni Sardegna e Lombardia. Una ripartenza, un futuro post Air Italy con una nuova compagnia capace di dare certezze a tutti i dipendenti nel limbo. Ma i qatarioti hanno azzerato subito l’entusiasmo con una comunicazione nella quale hanno manifestato la volontà di uscire dal trasporto aereo italiano. Decisione confermata dall’iniezione di dollari, 600 milioni, a beneficio di Iag, la compagnia che controlla British Airways. Nel quadro complicatissimo, è necessario trovare con urgenza un nuovo partner che voglia entrare in una joint venture con la Sardegna, la Lombardia e lo stesso Governo. Proprio su questo i sindacati hanno sollecitato un incontro urgente con Solinas.

Aerei in volo. Lo scenario è allarmante perché in Italia non c’è più alcun aereo Air Italy: gli ultimi hanno lasciato la base di Malpensa in direzione Doha. «Nessuno ha fatto niente per evitare che accadesse – dice Boeddu – dopo la nostra denuncia speravamo in un intervento che bloccasse le partenze. Invece nulla si è mosso». Significa che l’ultimo mese di Ct1 da Olbia sarà garantito con aerei e personale a noleggio. Una beffa, l’ennesima, per i lavoratori in sosta forzata.

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