Nuova Air Italy bloccata All’appello manca il socio
Protesta dei dipendenti a Olbia durante la corsa amatoriale nell’aeroporto chiuso La Regione è alla ricerca di una compagnia aerea per la società pubblica-privata
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OLBIA. Quanto dev’essere stato amaro per loro correre sulla pista dell’aeroporto di casa? Molto. Piloti, assistenti di volo e tecnici di Air Italy sono senza lavoro da 20 giorni. Dall’11 febbraio, giorno in cui la compagnia è stata messa in liquidazione. Da allora hanno conquistato una sola certezza: prima o poi, potranno accedere alla cassa integrazione di sei mesi. Sul resto il buio è totale. Così, nell’aeroporto chiuso per lavori in corso e movimentato domenica solo dall’evento amatoriale «Airport run», il loro corteo con in testa lo striscione «Salviamo Air Italy», va letto di sicuro come un appello secco e deciso: «Non dimenticateci». Perché il rischio che questo accada c’è eccome. Con l’emergenza coronavirus in atto, tutti stanno pensando giustamente a fronteggiare il Covid-19 e meno al resto. Se il paracadute degli ammortizzatori sociali sembra essere stato messo al sicuro, sempre che l’azienda cambi idea sulla procedura di liquidazione, i sindacati sono preoccupati per il silenzio assoluto che è calato improvvisamente sul futuro della compagnia aerea. Ci sarà o meno l’attesa rinascita? È questo il vero problema.
Nuova compagnia. All’indomani del primo confronto al ministero dei trasporti, il 20 febbraio, la possibilità che, in tempi abbastanza brevi, potesse essere fondata una nuova Air Italy sembrava concreta. Christian Solinas e Attilio Fontana, governatori delle regioni Sardegna e Lombardia, s’erano detti pronti entrare a far parte di una società mista pubblica-privata. Società che avrebbe dovuto acquisire o il 51 per cento delle azioni dell’Aga Khan, attraverso il marchio Alisarda, oppure il 49 controllato dalla Qatar Airways. Qualcuno sostiene che addirittura le trattative fossero partite sin da subito col piede giusto. A tal punto che, in quei giorni, la Sfirs (è la finanziaria della Regione) aveva ricevuto l’incarico di studiare nel dettaglio l’operazione e sondare il mercato alla ricerca di altri potenziali partner pubblici: dalle Camere di commercio alla Sogaer, che gestisce l’aeroporto di Cagliari. Poi però gran parte di quei contatti si sarebbero fermati nei giorni del giallo scoppiato intorno al carteggio fra il governatore Solinas e l’amministratore della Qatar Airvays. Solo dopo un bel po’ è saltata fuori la verità: i qatarioti non hanno nessuna intenzione di investire in una nuova compagnia aerea italiana, ma al massimo potrebbero dare una mano tecnica solo dopo la costituzione della società. Tramontata quell’illusione, sarebbe stata poi la Sardegna, più che il governatore della Lombardia, a mettersi alla ricerca di un altro possibile socio. Avrebbe contattato prima i commissari di Alitalia, ma ricevendo in risposta un messaggio tutt’altro che positivo: «Prima risolviamo i nostri problemi, poi vedremo». Ancora più netta, la posizione di Ryanair, un altro possibile candidato: «Siamo interessati alla rotte in partenza da Olbia, non a rilevare la compagnia aerea». Subito dopo più di un approccio la Regione lo avrebbe tentato anche con EasyJet e Blue Air, ma le due società, a loro volta, avrebbero manifestato volontà di trattare innanzitutto con i liquidatori di Air Italy e solo in un secondo momento con l’accoppiata Sardegna-Lombardia. In altre parole, la situazione è quella dello stallo. Con il governatore lombardo Attilio Fontana, che addirittura avrebbe fatto un piccolo passo indietro rispetto agli annunci di metà febbraio: «È vero, potremmo far parte di una nuova compagnia, ma solo per due o tre anni, perché il nostro mestiere non è far volare gli aerei».
La posizione del Governo. La ministra Paola De Micheli, finora s’è data una gran daffare ma i risultati sembrano essere ancora lontani. L’impegno di rivedere al più presto tutto l’assetto industriale dei trasporti aerei, oggi sembra essere stato scavalcato da ben altre emergenze nazionali. Restano agli atti le sue dichiarazioni all’indomani del vertice a Roma del 20 febbraio: «Il nostro sistema vive troppe crisi, mentre i passeggeri aumentano. Il governo è comunque disponibile a valutare ogni ipotesi di soluzione per Air Italy, anche con l'apporto del sostegno da parte delle Regioni più coinvolte, Sardegna e Lombardia». Ma in queste settimane poco e nulla si sarebbe mosso, mentre la scadenza del 16 aprile, ultimo giorno in cui Air Italy volerà da Olbia, avanza sempre più inesorabile sul calendario.
Nuova compagnia. All’indomani del primo confronto al ministero dei trasporti, il 20 febbraio, la possibilità che, in tempi abbastanza brevi, potesse essere fondata una nuova Air Italy sembrava concreta. Christian Solinas e Attilio Fontana, governatori delle regioni Sardegna e Lombardia, s’erano detti pronti entrare a far parte di una società mista pubblica-privata. Società che avrebbe dovuto acquisire o il 51 per cento delle azioni dell’Aga Khan, attraverso il marchio Alisarda, oppure il 49 controllato dalla Qatar Airways. Qualcuno sostiene che addirittura le trattative fossero partite sin da subito col piede giusto. A tal punto che, in quei giorni, la Sfirs (è la finanziaria della Regione) aveva ricevuto l’incarico di studiare nel dettaglio l’operazione e sondare il mercato alla ricerca di altri potenziali partner pubblici: dalle Camere di commercio alla Sogaer, che gestisce l’aeroporto di Cagliari. Poi però gran parte di quei contatti si sarebbero fermati nei giorni del giallo scoppiato intorno al carteggio fra il governatore Solinas e l’amministratore della Qatar Airvays. Solo dopo un bel po’ è saltata fuori la verità: i qatarioti non hanno nessuna intenzione di investire in una nuova compagnia aerea italiana, ma al massimo potrebbero dare una mano tecnica solo dopo la costituzione della società. Tramontata quell’illusione, sarebbe stata poi la Sardegna, più che il governatore della Lombardia, a mettersi alla ricerca di un altro possibile socio. Avrebbe contattato prima i commissari di Alitalia, ma ricevendo in risposta un messaggio tutt’altro che positivo: «Prima risolviamo i nostri problemi, poi vedremo». Ancora più netta, la posizione di Ryanair, un altro possibile candidato: «Siamo interessati alla rotte in partenza da Olbia, non a rilevare la compagnia aerea». Subito dopo più di un approccio la Regione lo avrebbe tentato anche con EasyJet e Blue Air, ma le due società, a loro volta, avrebbero manifestato volontà di trattare innanzitutto con i liquidatori di Air Italy e solo in un secondo momento con l’accoppiata Sardegna-Lombardia. In altre parole, la situazione è quella dello stallo. Con il governatore lombardo Attilio Fontana, che addirittura avrebbe fatto un piccolo passo indietro rispetto agli annunci di metà febbraio: «È vero, potremmo far parte di una nuova compagnia, ma solo per due o tre anni, perché il nostro mestiere non è far volare gli aerei».
La posizione del Governo. La ministra Paola De Micheli, finora s’è data una gran daffare ma i risultati sembrano essere ancora lontani. L’impegno di rivedere al più presto tutto l’assetto industriale dei trasporti aerei, oggi sembra essere stato scavalcato da ben altre emergenze nazionali. Restano agli atti le sue dichiarazioni all’indomani del vertice a Roma del 20 febbraio: «Il nostro sistema vive troppe crisi, mentre i passeggeri aumentano. Il governo è comunque disponibile a valutare ogni ipotesi di soluzione per Air Italy, anche con l'apporto del sostegno da parte delle Regioni più coinvolte, Sardegna e Lombardia». Ma in queste settimane poco e nulla si sarebbe mosso, mentre la scadenza del 16 aprile, ultimo giorno in cui Air Italy volerà da Olbia, avanza sempre più inesorabile sul calendario.
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