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Riforma della sanità c’è la controproposta Udc

Riforma della sanità c’è la controproposta Udc

Il gruppo formato dai centristi e da Cambiamo si differenzia dalla maggioranza L’assessore Nieddu: pronti ad ascoltare ma senza stravolgere lo schema iniziale

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CAGLIARI . Sulla sanità del futuro il colpo di scena è arrivato subito. Il gruppo Udc-Cambiamo, partito di maggioranza, ha annunciato: «Abbiamo una nostra proposta di legge». Sarà alternativa oppure integrerà, con diverse correzioni, quella della Giunta, approvata alla vigilia di Natale? Non si sa ancora. «Gli articoli sono pronti ma abbiamo bisogno ancora di qualche giorno per presentarli», ha fatto sapere Antonello Peru a nome del gruppo, nell’aula della commissione sanità del Consiglio regionale. «Siamo disponibili ad ascoltare qualunque suggerimento, purché il nostro schema iniziale non sia stravolto», è stata la replica immediata dell’assessore Mario Nieddu della Lega, lasciando intendere di non essere sorpreso dalla mossa dell’Udc: era nell’aria da giorni.

Primo stop. Nonostante il cammino della riforma, che cancellerà l’Azienda unica regionale e farà rinascere le Asl, sia appena cominciato, la coalizione di centrodestra sembra comunque essere andata in fibrillazione dopo neanche il primo giro di boa. «Non ci saranno contraccolpi», ha fatto sapere un ottimistico Domenico Gallus, presidente della commissione sanità e soprattutto iscritto al gruppo dell’Udc. L’opposizione non è rimasta sorpresa dalla fuga in avanti di un partito della maggioranza. «È la conferma che il centrodestra è in stato confusionale anche sulla sanità e punta comunque solo a un ritorno al passato che non possiamo condividere», ha detto Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd. Desirè Manca dell’M5s è andata oltre: «Questa maggioranza ha da mesi un unico pensiero per la testa: aumentare le poltrone da occupare. Non certo la salute dei sardi».

Possibili differenze. Della proposta della Giunta si sa tutto da tempo: l’Ats sarà spazzata via e sostituita, alla fine dell’anno, dall’Azienda regionale della salute, Ares, che però si occuperà solo di appalti e personale. Mentre ospedali e sanità territoriale ritorneranno sotto il controllo delle otto Asl, una per provincia, che saranno autonome nella gestione. Ma, stando alle indiscrezioni che circolano in Consiglio, l’Udc vorrebbe abolire sul nascere l’Ares, riportando anche le forniture in capo alle Aziende sanitarie. Un’altra possibile differenza fra le due bozze dovrebbe riguardare l’organizzazione dell’Azienda per le emergenze-urgenze, l’attuale Ares. Oggi è accentrata, invece, l’Udc punterebbe a un decentramento, rafforzando, anche in questo caso, il ruolo delle Asl. È ovvio che, a questo punto, all’interno della maggioranza comincerà una trattativa perché il confronto non trascenda semmai in un possibile scontro.

Tempi lunghi. In ogni caso e fra pochi giorni il cammino della riforma dovrà fermarsi per forza. A metà mese è previsto l’arrivo in Consiglio regionale della Finanziaria 2020 e, come prevede il regolamento, con l’avvio della sessione di bilancio saranno bloccati i lavori di tutte le altre commissioni. La sessione dovrebbe durare almeno un mese e quindi il Consiglio dovrebbe riprendere a parlare di sanità non prima di maggio. Dunque, la maggioranza di centrodestra avrà tutto il tempo per mediare con l’Udc. (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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