La proposta Udc: più potere alle Asl
Sanità, centristi e Cambiamo presentano la loro riforma: stop ad Ares e Areus
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CAGLIARI. C’è una prima grande differenza fra la sanità rivista e corretta dalla giunta Solinas, senza più l’Ats, e la controriforma proposta dal gruppo Udc-Cambiamo, partito dell’alleanza di centrodestra. È il numero degli articoli: 47, nella prima proposta di legge, appena 7 nell’altra. Quasi a voler sottolineare che una è mastodontica, mentre l’altra punta a essere molto più semplice e snella in attesa di una legge quadro sulla riorganizzazione del sistema regionale. Per entrare ancora più nel dettaglio, la bozza, che porta come prima firma quella di Giorgio Oppi, storico leader dell’Udc, non prevede neanche la nascita dell’Azienda regionale per gli appalti, l’Ares, e cancella dalla mappa anche l’Areus, la struttura centralizzata che oggi gestisce le emergenze e l’elisoccorso.
Più potere alle Asl. Il numero delle Aziende sanitarie nelle due proposte è lo stesso: otto, una per Provincia. Ma a essere diverso è proprio il peso delle Asl nello schema. Secondo la Giunta, una volta cancellata l’Azienda unica, l’Ats, solo gli appalti e la gestione del personale saranno ancora centralizzati, attraverso l’Ares, mentre spetterà alle Asl occuparsi di ospedali e sanità territoriale. L’Udc-Cambiamo, però, sulla nascita dell’Azienda della salute non è per nulla d’accordo. In uno degli articoli della sua proposta c’è scritto invece che «le Aziende dovranno consorziarsi per forniture, personale, concorsi, contabilità e formazione». In altre parole, dovranno essere costituite delle macro Asl e l’ipotesi più probabile, secondo l’Udc, è che a consorziarsi siano quelle confinanti semmai affiancandosi alle Aziende universitarie di Sassari e Cagliari e al Brotzu..
No all’Areus. Secondo l’Udc, anche l’Azienda per le emergenze urgenze, l’Areus, non ha più ragione di esistere come struttura centralizzata. Perché, anche in questo caso, la competenza «deve ritornere in carico alle Asl o ai consorzi fra le Aziende sanitarie». Resta, però, da capire come i centristi pensano di organizzare l’elisoccorso, che, si intuisce, dovrebbe rientrare sotto il controllo del 118.
Basta accorpamenti. Nella proposta di legge dell’Udc c’è scritto anche questo: «Il recente passaggio degli ospedali Microcitemico e Oncologico – entrambi a Cagliari – all’interno della gestione del Brotzu è stato fallimentare», e quindi «devono rientrare sotto il controllo dell’Asl 8».
Legge quadro e privati. Un’altra differenza fra la bozza dell’Udc e quella della Giunta è questa: «Entro un anno dall’approvazione della riforma, la Giunta dovrà predisporre una legge quadro per mettere a regime il sistema». Poi sempre la Giunta, stavolta con il parere del Consiglio regionale, dovrà modificare anche la Rete ospedaliera – sono i posti letto – per «superare le criticità segnalate nei territori». Infine, in via sperimentale, saranno possibili anche gestioni pubbliche-private, ma oltre a questa enunciazione l’Udc non va e quindi è un’ipotesi ancora tutta da capire.
Più potere alle Asl. Il numero delle Aziende sanitarie nelle due proposte è lo stesso: otto, una per Provincia. Ma a essere diverso è proprio il peso delle Asl nello schema. Secondo la Giunta, una volta cancellata l’Azienda unica, l’Ats, solo gli appalti e la gestione del personale saranno ancora centralizzati, attraverso l’Ares, mentre spetterà alle Asl occuparsi di ospedali e sanità territoriale. L’Udc-Cambiamo, però, sulla nascita dell’Azienda della salute non è per nulla d’accordo. In uno degli articoli della sua proposta c’è scritto invece che «le Aziende dovranno consorziarsi per forniture, personale, concorsi, contabilità e formazione». In altre parole, dovranno essere costituite delle macro Asl e l’ipotesi più probabile, secondo l’Udc, è che a consorziarsi siano quelle confinanti semmai affiancandosi alle Aziende universitarie di Sassari e Cagliari e al Brotzu..
No all’Areus. Secondo l’Udc, anche l’Azienda per le emergenze urgenze, l’Areus, non ha più ragione di esistere come struttura centralizzata. Perché, anche in questo caso, la competenza «deve ritornere in carico alle Asl o ai consorzi fra le Aziende sanitarie». Resta, però, da capire come i centristi pensano di organizzare l’elisoccorso, che, si intuisce, dovrebbe rientrare sotto il controllo del 118.
Basta accorpamenti. Nella proposta di legge dell’Udc c’è scritto anche questo: «Il recente passaggio degli ospedali Microcitemico e Oncologico – entrambi a Cagliari – all’interno della gestione del Brotzu è stato fallimentare», e quindi «devono rientrare sotto il controllo dell’Asl 8».
Legge quadro e privati. Un’altra differenza fra la bozza dell’Udc e quella della Giunta è questa: «Entro un anno dall’approvazione della riforma, la Giunta dovrà predisporre una legge quadro per mettere a regime il sistema». Poi sempre la Giunta, stavolta con il parere del Consiglio regionale, dovrà modificare anche la Rete ospedaliera – sono i posti letto – per «superare le criticità segnalate nei territori». Infine, in via sperimentale, saranno possibili anche gestioni pubbliche-private, ma oltre a questa enunciazione l’Udc non va e quindi è un’ipotesi ancora tutta da capire.
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