Riforma della sanità, è caos in maggioranza
L’Udc replica alla Lega e ai Riformatori. Oppi: «I nostri amici hanno le idee molto confuse»
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CAGLIARI. L’Udc non poteva accettare in silenzio le contestazioni arrivate da altri due partiti della maggioranza di centrodestra, Lega e Riformatori. Accusati di aver presentato una loro riforma della sanità – alternativa, o complementare si vedrà – rispetto a quella della Giunta, i centristi, con intesta il leader Giorgio Oppi, sono passati al contrattacco con un duro comunicato. «Gli amici riformatori e leghisti hanno le idee molto confuse», è l’esordio, per proseguire: «La maggioranza non può essere un luogo in cui non si può discutere, o dove c’è chi decide e gli altri devono obbedire. Non funziona così, perlomeno non con noi che non amiamo comandare e tanto meno obbedire». Dopo aver rispedito ai mittenti «parole offensive e volgari – testuale – su nostalgie assessoriali anni 90, archeologia sanitaria e fortune costruite grazie a gestioni spudoratamente clientelari», l’Udc entra nella sostanza. «Abbiamo presentato una proposta di legge che, come tutte le proposte, sarà discussa, emendata, accorpata, armonizzata e contribuirà a scrivere e approvare la legge migliore possibile per la sanità in Sardegna». Con subito dopo una stoccata: «Le proposte si presentano e si discutono, mentre questo di sicuro non è stato fatto sul testo portata avanti dalle altre forze politiche della maggioranza». In parole spicce: l’Udc denuncia che la riforma della Giunta sarebbe stata imposta o quasi alla coalizione. Poi in un altro passaggio: «Noi proponiamo invece – scrive l’Udc – strutture importanti e libere nella ricerca e nell’amministrazione e quindi non sottoposte alla gestione paternalistica e autoritaria di strutture più grosse, nate per essere autonome e destinate a rimanerlo». Negli altri sette articoli della loro riforma, contro gli oltre 40 della Giunta, i centristi sollecitano, va ricordato, anche l’azzeramento dell’Areus, è l’Azienda per le emergenze e urgenze, e l’inutilità dell’Ares, destinata, secondo la Giunta, a gestire gli appalti e il personale di tutte le Asl. «Secondo noi invece – si legge – sarebbe più efficiente che le future Aziende sanitarie si consorziassero o associassero per gestire questi servizi». La conclusione del comunicato è una legnata politica per «l’evidente non coerenza» di Riformatori e della Lega. «Non possiamo dimenticarci – scrive l’Udc – che chi era contro le Province, organizzando anche un inutile referendum, poi ha fatto il diavolo a quattro per gestire quella di Sassari. Mentre chi ha portato avanti una campagna elettorale al grido “prima i sardi”, alla fine, abbia regalato gli uffici di gabinetto, e non solo, a chi sardo non era, ma lombardo o veneto. Signori che oggi vanno e vengono dalla Sardegna, avanti o indietro, anche in tempo di coronavirus». (ua)
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