Coronavirus, a Sassari inchiesta per epidemia colposa
È l’ipotesi di reato all’esame della Procura dopo i contagi nel reparto di Cardiologia
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SASSARI. Potrebbe anche essere configurato il reato di epidemia colposa con condotta grave. È ancora presto per dirlo, ma l’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Sassari sui numerosi casi di contagio che sarebbero partiti dal reparto di Cardiologia potrebbe prendere in esame anche questa ipotesi. Molto dipenderà dall’esito dei primi accertamenti nei quali sono impegnati i carabinieri del Nas e gli investigatori della Sezione di polizia giudiziaria della Procura. L’inchiesta - seguita direttamente dal procuratore capo Gianni Caria - è nelle mani del sostituto Paolo Piras che vanta una grande competenza ed esperienza in materia di sanità.
I primi accertamenti sono indirizzati a capire perché si è verificata una situazione così grave in Cardiologia. Che cosa non ha funzionato? E sono stati rispettati i protocolli e i percorsi di tutela previsti? L’indagine - basata anche sull’analisi di documenti in fase di acquisizione - dovrebbe portare a individuare qual’è stato il primo caso in Cardiologia e soprattutto se sono state messe in atto tutte le iniziative necessarie per evitare che si propagasse il virus ai pazienti ricoverati e ai loro familiari, ai medici e a tutti gli altri operatori sanitari. E mentre va avanti anche l’inchiesta di Tempio continuano ad arrivare gli esposti dei sindacati dei medici e degli operatori sanitari.
A Sassari, intanto, il dirigente del Pronto Soccorso Mario Oppes è in malattia e da ieri è stato sostituito da Paolo Pinna Parpaglia che fa parte dell’Unità operativa dello stesso reparto. (g.b.)
I primi accertamenti sono indirizzati a capire perché si è verificata una situazione così grave in Cardiologia. Che cosa non ha funzionato? E sono stati rispettati i protocolli e i percorsi di tutela previsti? L’indagine - basata anche sull’analisi di documenti in fase di acquisizione - dovrebbe portare a individuare qual’è stato il primo caso in Cardiologia e soprattutto se sono state messe in atto tutte le iniziative necessarie per evitare che si propagasse il virus ai pazienti ricoverati e ai loro familiari, ai medici e a tutti gli altri operatori sanitari. E mentre va avanti anche l’inchiesta di Tempio continuano ad arrivare gli esposti dei sindacati dei medici e degli operatori sanitari.
A Sassari, intanto, il dirigente del Pronto Soccorso Mario Oppes è in malattia e da ieri è stato sostituito da Paolo Pinna Parpaglia che fa parte dell’Unità operativa dello stesso reparto. (g.b.)
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