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I primi scioperi nelle fabbriche

I primi scioperi nelle fabbriche

I sindacati chiedono di aumentare il numero di chiusure, Confindustria contraria

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[LUOGO]ROMA

[TESTO]Domani sciopero generale dei metalmeccanici della Lombardia. E per lo stesso giorno i sindacati preannunciano uno stop delle fabbriche anche nel Lazio. Per Fiom, Fim e Uilm sono troppo larghe le maglie della sospensione di tutte le attività produttive non essenziali disposta dal Governo sul fronte dell'emergenza coronavirus: chiedono di ridurre l'attività o preannunceranno altri scioperi. Mentre il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, avverte: è un decreto che «dall'emergenza economica ci fa entrare nell'economia di guerra», «se il Pil è di 1800 miliardi all'anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese, se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni». Lo scontro tra industriali e sindacati, con il Governo arbitro e chiamato a decidere trovando il giusto equilibrio, è sulla lista di chi deve continuare a produrre. La linea di Confindustria era già stata ribadita ieri dal presidente, Vincenzo Boccia, in una lettera al premier Giuseppe Conte; in sintesi: senso di responsabilità delle imprese ma, attenzione, se si vuole mantenere operative le attività strategiche deve lavorare l'intera filiera. E per ripartire quando l'emergenza sarà finita bisogna considerare fin da ora ogni criticità. Boccia lo ribadisce: «Dobbiamo fare tutto quello che c'è da fare per garantire le filiere essenziali e poi pensare a fare tutto quello che serve perché le altre non chiudano definitivamente. È nell'interesse del Paese». Il leader della Cgil, Maurizio Landini, replica a stretto giro (come Boccia parla a Radio Capital, ospite di «Circo Massimo»): «Sabato avevamo trovato un accordo con il Governo. Poi domenica, mentre aspettavamo che uscisse il decreto, sono cominciate a circolare voci sull'allargamento della lista. Non si può fare la letterina sottobanco per dire di tenere aperte le attività, anche per rispetto dei lavoratori. È stato uno stravolgimento, non un aggiustamento». Il pressing dei sindacati è sul Governo: chiedono un incontro immediato, avvertono che - come dice Landini, «in quelle imprese, Amazon come altre, che non applicano in queste ore le tutele e la sicurezza, le categorie che proclamano sciopero chiedendo di applicare sicurezza avranno l'appoggio» dei sindacati confederali. Il confronto ci sarà oggi: i ministri dello Sviluppo economico e dell'Economia, Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri, hanno convocato Cgil, Cisl e Uil per una videoconferenza.

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