La Nuova Sardegna

Da oggi uscire da casa sarà ancora più difficile

di Umberto Aime
Da oggi uscire da casa sarà ancora più difficile

Nuova ordinanza della Regione: una uscita giornaliera per famiglia Col cane a non più di 200 metri dall’abitazione. Vietato usare la bici 

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CAGLIARI. La nuova ordinanza della Regione sulle restrizioni c’è e prevede uno #iostoacasa ancora più severo fino al 3 aprile. A cominciare da questo: sarà possibile una sola uscita giornaliera per famiglia e sempre vincolata all’acquisto di beni essenziali. Poi da questa domenica resteranno chiusi market e supermarket per evitare assembramenti. C’è anche dell’altro: l’uscita per portare in giro il cane dovrà essere solo nell’arco dei 200 metri da casa, saranno chiusi parchi e giardini, non potrà essere utilizzata la bicicletta e anche le altre attività ludiche non saranno permesse per strada. Poi c’è il caso degli orti e dei vigneti: un solo componente per famiglia, con un’unica uscita al giorno, potrà occuparsi del terreno. Ancora: negli autobus sarà consentito occupare solo il 40 per cento dei posti omologati e dovranno chiudere i bar dei distributori di benzina. Nell’ordinanza sono previste anche due prescrizioni tecniche: i Comuni, che riceveranno un contributo dalla Regione, dovranno sanificare le aree intorno a ospedali, supermercati, farmacie e pensiline del trasporto pubblico, mentre i sindaci avranno una linea telefonica dedicata per essere informati 24 ore su 24 sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Resta invece ancora aperta la proroga o meno, scade oggi, dell’ordinanza che chiude porti e aeroporti. «Siamo in attesa di un nuovo decreto del ministero ai trasporti. Dovrebbe arrivare oggi e quindi darei per certo lo spostamento della scadenza al 3 aprile», ha sottolineato il presidente della Regione Christian Solinas, nella seconda videoconferenza stampa dopo l’esordio di lunedì.

Mascherine. Il governatore ha detto che, in questi giorni, sono state distribuite 92mila mascherine soprattutto negli ospedali ma non solo. Poi: «I dispositivi di protezione professionale sono stati consegnati a gran parte, 170 su 196, delle associazioni di volontariato e pronto intervento inserite nella rete emergenza-urgenza, e il resto della fornitura avverrà presto». Sono in arrivo altre 450mila mascherine «recuperate direttamente – testuale – dall’assessore alla sanità Mario Nieddu». Infine è partito l’ordine per altri 2 milioni di pezzi (non ha precisato quali) per coprire a tappeto la Sardegna.

Tamponi e reagenti. Il governatore ha annunciato «l’arrivo a breve di 20mila kit per i test rapidi (o pungidito) sulla positività o meno al coronavirus», ma «per controllare tutto il personale sanitario, e a Sassari lo screening è già cominciato grazie alla collaborazione dei medici dell’Esercito, useremo sempre i tamponi». Resta il problema dei reagenti, che sono indispensabili per verificare l’esito dei campioni. «Avevamo chiuso un accordo con l’azienda farmaceutica Roche e l’ospedale Brotzu per poterne effettuare 750 al giorno. C’è stato però qualche difficoltà nell’avvio ma la risolveremo nelle prossime ore». Sul misterioso ordine alla Tema ricerca di test rapidi, l’assessore Nieddu ha detto: «Abbiamo chiarito l’incomprensione con l’amministratore delegato dell’azienda bolognese e non ci sono altri retroscena».

La polemica. In un passaggio Solinas è stato molto duro con la Protezione civile nazionale. «È da tre settimane – ha detto – che aspettiamo di ricevere quanto abbiamo chiesto. Finora sono arrivate solo le mascherine swiffer (le monovelo) ma neanche un ventilatore polmonare. Tutto quello che oggi è in dotazione, l’abbiamo acquistato con i soldi della Regione o grazie a numerose donazioni». Per rimarcare: «Questa lentezza non va bene e non sono solo io a dirlo ma il capo della Protezione civile nazionale: c’è ancora troppa burocrazia in giro e il virus invece è molto veloce». Per chiudere con uno speranzoso «mi auguro che qualcosa cambi in fretta» e confermare «noi acquisteremo i respiratori».

Commissario sì o no. Solinas ha escluso la nomina di un super manager, come lo è Bertolaso in Lombardia, dopo l’indiscrezione che quell’incarico fosse stato affidato ad Antonio Belloi, direttore della Protezione civile regionale. «Non è una nostra priorità la scelta di un commissario. Da noi la catena di comando è veloce. Semmai valuteremo la necessità in futuro e solo se dovesse essere indispensabile, ma in ogni caso mai ho pensato di commissariare questo o quello». Non si sa invece se abbia preso in considerazione la proposta di costituire un super comitato scientifico per l’emergenza.

Tavolo aperto con i medici. L’assessore Nieddu ha confermato di essersi incontrato per la prima volta con tutti i sindacati di medici e infermieri. «La riunione è stata lunga e proficua. Abbiamo aperto n filo diretto, in cui ho chiesto di mettere sul tavolo proposte operative». E forse così anche un altro muro è stato abbattuto nella guerra al coronavirus.

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