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[EMPTYTAG]Il virus decelera, si lavora all’assistenza

In Lombardia si sceglie di cambiare passo, proprio quando i numeri indicano una riduzione «costante» dei nuovi contagi, una diminuzione della «pressione» sui pronto soccorso e un nuovo calo dei morti...

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In Lombardia si sceglie di cambiare passo, proprio quando i numeri indicano una riduzione «costante» dei nuovi contagi, una diminuzione della «pressione» sui pronto soccorso e un nuovo calo dei morti in 24 ore, che scendono sotto quota 300. La linea la traccia l'assessore al Welfare Giulio Gallera quando dice che «quello che vuole fare la Regione», con un piano appena attivato di «sorveglianza attiva», ossia di assistenza a distanza ai malati in casa da parte dei medici di base, «è considerare tutti dei potenziali affetti da Coronavirus, anche chi ha un raffreddore». Nelle stesse ore, 81 sindaci della Città Metropolitana di Milano firmano un appello rivolto alla Regione: tamponi a tutte le persone con sintomi, soprattutto a quelle ammalate a casa. «Oggi il problema non è a chi fare o non fare il tampone», spiega l'assessore, ma monitorare le condizioni dei pazienti, trattandoli tutti come casi sospetti di Covid-19.

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