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La mossa della Bce, via al Qe pandemico

La mossa della Bce, via al Qe pandemico

Misura che fa precipitare lo spread e mette pressione su Germania e Olanda in ottica «coronabond»

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[FIRMA&LUOGO]di Domenico Conti

<MC>ROMA

[TESTO]È la Bce, nell'attesa che i leader europei sciolgano il nodo dei «coronabond», a mettere il campo il paracadute per l'Italia messa in ginocchio dallo shock della pandemia. Con una decisione senza precedenti, quella di togliere tutti i limiti agli acquisti di debito, che fa precipitare lo spread e alza il pressing su Germania e Olanda, ancora riottose a una risposta europea anche dal lato delle politiche di bilancio. Bastano poche righe sulla Gazzetta ufficiale della Ue, dove la Bce oggi ha notificato la partenza del suo nuovo «Pepp» (Pandemic Emergency Purchases Programme) da 750 miliardi di euro, a far salire di livello la potenza di fuoco degli acquisti di debito: «L'aggregazione dei portafogli del programma Pspp (il Qe precedente, ndr) non si applicherà al Pepp». Tradotto, vuol dire che l'impegno della presidente della Bce Christine Lagarde a una risposta «senza limiti» contro una crisi senza precedenti, ha effetto immediato: la Bce potrà acquistare da subito debito nazionale dei Paesi dell'area euro al di sopra della soglia del 33% finora applicata, con una libertà molto più ampia per spegnere «incendi» sui mercati laddove venissero attizzati. Non solo: potrà comprare debito da 70 giorni a 30 anni, inclusi Bot, cambiali delle aziende, bond delle aziende a brevissimo. Potrà tornare a comprare titoli greci nonostante il rating. E il suo portafoglio avrà pari trattamento legale rispetto agli investitori privati. Una svolta che «crea un ombrello di protezione molto più ampio e flessibile sul debito», come spiega Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte sim. Immediata la reazione degli investitori, dopo che anche Jerome Powell, presidente della Fed, di fronte a una «probabile recessione» negli Usa afferma «non abbiamo finito le nostre munizioni». Lo spread Btp-bund precipita sotto 160 da 180 di ieri: una settimana fa era a oltre 300. Salgono, ma era inevitabile visto quanto accaduto a marzo, i rendimenti dei Ctz (a 0,307%) e Btp (a 1,77%) in asta. Le borse europee recuperano, con Milano a +0,7%, Francoforte a +1,28%, trascinate dal rally di Wall Street (il Dow sfiora +4% a metà seduta) sulle misure massicce dell'amministrazione Trump e della Fed. Lagarde entra, di fatto, nel difficile negoziato in corso in queste ore fra i leader Ue per concordare uno stimolo di bilancio: senza - sembra dire a Berlino - la mole di debito creata dalla crisi finirà nel bilancio della Bce.

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