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Il Papa invoca il Signore «Siamo nella tempesta»

Il Papa invoca il Signore «Siamo nella tempesta»

L’accorata preghiera del pontefice risuona in una piazza San Pietro deserta Sotto la pioggia chiede a Dio di non lasciarci soli: «Sappiamo che hai cura di noi»

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[FIRMA&LUOGO]di Manuela Tulli

<MC>ROMA

[TESTO]Sotto la pioggia, in un silenzio assordante, il Papa lancia il suo «grido» in una piazza San Pietro vuota: «Non lasciarci in balia della tempesta». Francesco chiede a Dio di guardare alla «dolorosa condizione» in cui versa l'umanità a causa della pandemia. «Ti imploriamo: 'Svegliati Signore!'», dice richiamando il passo del Vangelo in cui discepoli sono atterriti dalla tempesta e Gesù dorme. Chiede anche a tutti di cambiare «rotta» tornando a Dio e ai valori veri, primo tra tutti quello della solidarietà, perché pensavamo «di rimanere sempre sani in un mondo malato», afflitto da guerre e «ingiustizie planetarie». Invita a confidare nel Signore perché «sappiamo, tu hai cura di noi». A sostenere la preghiera del Papa, che arriva nella piazza visibilmente commosso, ci sono sul sagrato della basilica le icone care ai romani, dal crocifisso «miracoloso» di San Marcello alla Salus Populi Romani. E nella invocazione di Francesco passano in rassegna tutte le persone in prima linea, dai «medici stremati» ai politici chiamati a sostenere il peso delle scelte. Il Papa parla e in sottofondo si sente solo la pioggia, i gabbiani, qualche ambulanza. Ha voluto questo momento di preghiera speciale contro la pandemia proprio nel momento in cui anche il Vaticano vive il problema da vicino con uno stretto collaboratore del pontefice ricoverato per il Covid. Ma i contagi potrebbero essere di più anche se la linea ufficiale del Vaticano, ad ora, è quella del massimo riserbo e di non dare, ormai da giorni, notizie ufficiali. Secondo alcune fonti si è provveduto comunque alla sanificazione di alcuni locali come sarebbero tuttora in corso i tamponi alle persone che sono state più a stretto contatto con i casi riscontrati all'interno del piccolo Stato. Il Papa anche oggi ha continuato a tenere le sue udienze e ha invitato a dare «un significato» a questo tempo difficile sperimentando forme nuove di solidarietà. Ha indicato come esempi medici, infermieri, addetti ai supermercati, forze dell'ordine che stanno dando la loro vita. «Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite» e «ci siamo ritrovati impauriti e smarriti», «presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa». «Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme», ha sottolineato. Un momento molto forte con una benedizione «Urbi et Orbi», e la possibilità di avere l'indulgenza plenaria, che normalmente è riservata solo ai due grandi giorni di festa dei cattolici, la Pasqua e il Natale.

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