[EMPTYTAG]La vita oltre il virus, sale parto a pieno regime da Nord a Sud
I loro nomi sono scritti alla porta d'ingresso delle stanze, nel lungo corridoio dell'ospedale. Leonardo e Lorenzo da una parte, Gabriele, Mattia, Alice e Matilde dall'altra. Nei giorni bui del...
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I loro nomi sono scritti alla porta d'ingresso delle stanze, nel lungo corridoio dell'ospedale. Leonardo e Lorenzo da una parte, Gabriele, Mattia, Alice e Matilde dall'altra. Nei giorni bui del coronavirus si continua a nascere all'ospedale Sant'Anna di Torino. Le sale parto di una delle città più colpite dal virus non sono mai state tanto occupate, le culle piene simbolo della voglia di vivere che si respira in tanti reparti maternità. Dal Nord al Sud pianti e vagiti diventano così la colonna sonora di chi guarda al futuro. Nonostante l'emergenza, al Sant'Anna - l'ospedale ginecologico che in Italia detiene il record di parti - i parti dal 23 febbraio al 17 marzo sono più numerosi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ben 462 contro 394, che, a causa di una serie di alcuni parti gemellari, ha voluto dire 478 neonati. Ovvero 69 bambini in più rispetto ai 409 del 109. Negli stessi giorni in cui le ostetriche chiedono di rivedere il decreto Cura Italia per riconoscere «lo stesso trattamento previsto per le altre professioni sanitarie», l'ospedale Fatebenefratelli di Roma ha messo a punto un percorso sicuro per il parto. Per ogni gestante c'è una stanza singola, in modo da non venire in contatto con altre donne in travaglio.
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