Un milione di ricoveri rimandati Gravi ricadute sulle liste d’attesa
L’emergenza incide anche sulle operazioni chirurgiche: sono almeno 500mila i rinvii programmati Gli effetti rischiano di pesare per tutto il 2020 e oltre, ulteriore pressione per il sistema ospedaliero
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[FIRMA&LUOGO]di Livia Parisi
<MC>ROMA
[TESTO]Almeno un milione di ricoveri non urgenti saranno rimandati a causa della pandemia, da marzo a giugno, e con pesanti ricadute sulle liste d'attesa, che si faranno sentire per tutto il 2020 e oltre. Mentre milioni di pazienti cronici potranno avere effetti negativi sul medio periodo, ovvero di qui a 6-12 mesi, perché saranno meno seguiti attraverso visite di controllo e check-up. Le conseguenze del coronavirus sulla salute degli italiani, spiegano gli esperti che si occupano di organizzazione sanitaria, vanno oltre il rischio stesso del contagio e avranno ricadute che dureranno ben oltre il momento di emergenza sanitaria. Dalle visite agli interventi, tutte le attività che gli ospedali fanno in maniera programmata in questi mesi sono spostate, sia per conguagliare risorse nei reparti Covid che per proteggere pazienti e sanitari con il distanziamento sociale necessario ad arginare la diffusione del virus. Ad esempio, in neurochirurgia ora si fanno pochissimi interventi, quasi essenzialmente per tumore al cervello. In gastroenterologia sono fermi tutti gli interventi tranne quelli ad esempio per tumore al colon-retto. Stop alle protesi d'anca, agli interventi al ginocchio, alle operazioni chirurgiche per togliere nei, a meno che non siano pericolosi. «Questo significa - spiega all'ANSA Americo Cicchetti, direttore dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di Roma - che ci troveremo a fine pandemia, si spera entro giugno, a dover recuperare quello che non è stato fatto. Ogni mese in Italia - spiega l'esperto - ci sono circa 673.000 ricoveri per acuti. Considerando che circa la metà di questi sono differibili, nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno salteranno almeno un milione di ricoveri in Italia, di cui più o meno 510.000 per interventi chirurgici e il restante per terapie e trattamenti farmacologici ospedalieri». Tanti ne andranno spostati al dopo-emergenza e andranno sommati a quelli che normalmente ci sarebbero. «Questo significa - conclude Cicchetti - che nei mesi successivi alla fine della pandemia avremo una grande pressione sull'attività ospedaliera, che vedrà come minimo raddoppiare o triplicare i tempi delle liste d'attesa. E la coda in termini organizzativi si protrarrà per tutto il 2020 e anche oltre». La pandemia di Covid-19 avrà il suo effetto negativo anche sulle persone che soffrono di patologie croniche, come diabete, scompenso cardiaco, bpco e asma. «Ci possiamo aspettare - spiega l'esperto - un 20% in più di ricoveri per una non ottimale gestione di questi pazienti sul territorio. Questo porterà in molti casi a un aggravamento delle loro condizioni, con scompensi e ricoveri che normalmente vengono evitati con un buon controllo ambulatoriale». Senza contare che stare mesi chiusi in casa porterà a una riduzione dell'attività fisica, con le conseguenze che comporta. Altro problema riguarda la prevenzione oncologica. Da quello al colon-retto a quello per il tumore al collo dell'utero o alla mammografia sono fermi gli screening.
<MC>ROMA
[TESTO]Almeno un milione di ricoveri non urgenti saranno rimandati a causa della pandemia, da marzo a giugno, e con pesanti ricadute sulle liste d'attesa, che si faranno sentire per tutto il 2020 e oltre. Mentre milioni di pazienti cronici potranno avere effetti negativi sul medio periodo, ovvero di qui a 6-12 mesi, perché saranno meno seguiti attraverso visite di controllo e check-up. Le conseguenze del coronavirus sulla salute degli italiani, spiegano gli esperti che si occupano di organizzazione sanitaria, vanno oltre il rischio stesso del contagio e avranno ricadute che dureranno ben oltre il momento di emergenza sanitaria. Dalle visite agli interventi, tutte le attività che gli ospedali fanno in maniera programmata in questi mesi sono spostate, sia per conguagliare risorse nei reparti Covid che per proteggere pazienti e sanitari con il distanziamento sociale necessario ad arginare la diffusione del virus. Ad esempio, in neurochirurgia ora si fanno pochissimi interventi, quasi essenzialmente per tumore al cervello. In gastroenterologia sono fermi tutti gli interventi tranne quelli ad esempio per tumore al colon-retto. Stop alle protesi d'anca, agli interventi al ginocchio, alle operazioni chirurgiche per togliere nei, a meno che non siano pericolosi. «Questo significa - spiega all'ANSA Americo Cicchetti, direttore dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di Roma - che ci troveremo a fine pandemia, si spera entro giugno, a dover recuperare quello che non è stato fatto. Ogni mese in Italia - spiega l'esperto - ci sono circa 673.000 ricoveri per acuti. Considerando che circa la metà di questi sono differibili, nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno salteranno almeno un milione di ricoveri in Italia, di cui più o meno 510.000 per interventi chirurgici e il restante per terapie e trattamenti farmacologici ospedalieri». Tanti ne andranno spostati al dopo-emergenza e andranno sommati a quelli che normalmente ci sarebbero. «Questo significa - conclude Cicchetti - che nei mesi successivi alla fine della pandemia avremo una grande pressione sull'attività ospedaliera, che vedrà come minimo raddoppiare o triplicare i tempi delle liste d'attesa. E la coda in termini organizzativi si protrarrà per tutto il 2020 e anche oltre». La pandemia di Covid-19 avrà il suo effetto negativo anche sulle persone che soffrono di patologie croniche, come diabete, scompenso cardiaco, bpco e asma. «Ci possiamo aspettare - spiega l'esperto - un 20% in più di ricoveri per una non ottimale gestione di questi pazienti sul territorio. Questo porterà in molti casi a un aggravamento delle loro condizioni, con scompensi e ricoveri che normalmente vengono evitati con un buon controllo ambulatoriale». Senza contare che stare mesi chiusi in casa porterà a una riduzione dell'attività fisica, con le conseguenze che comporta. Altro problema riguarda la prevenzione oncologica. Da quello al colon-retto a quello per il tumore al collo dell'utero o alla mammografia sono fermi gli screening.
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