Buoni spesa, ecco chi ne ha diritto
di Matteo Guidelli e Luca Laviola
Beneficiari scelti dai servizi sociali. Priorità a chi non riceve «sostegno pubblico»
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ROMA. Buoni spesa per ogni nucleo familiare, pacchi di cibo consegnati dai volontari e donazioni dei privati. L'ordinanza per la «solidarietà alimentare» verso quelle migliaia di italiani che per colpa dell'emergenza coronavirus non riescono più a fare la spesa prende corpo dopo una lunga giornata di trattative tra l'Anci e il governo per fare in modo che nessuno rimanga escluso e che la ripartizione dei fondi rispetti davvero le esigenze dei territori. «C'è un contributo che viene dato ai Comuni e la possibilità di aggiungere donazioni per la solidarietà - ha spiegato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza Stampa - Si tratta di buoni spesa per derrate alimentari e la gestione sarà a cura dei servizi sociali». Ma come avverrà la distribuzione? I 400 milioni potranno essere utilizzati dai Comuni in due modi: o attraverso dei buoni spesa per l'acquisto di generi alimentari presso una serie di esercizi commerciali contenuti in un elenco pubblicato da ogni amministrazione, oppure per comprare direttamente generi alimentari i prodotti di prima necessità. In questo caso, saranno i volontari appartenenti al terzo settore a distribuire i pacchi con il cibo. Ai beni distribuiti dallo Stato si aggiungeranno poi le eventuali donazioni dei privati: singoli cittadini, produttori o distributori alimentari.
Ad individuare la platea dei beneficiari saranno invece i servizi sociali di ogni singolo Comune, che dovranno selezionare tra «i nuclei familiari più esposti agli effetti economici» e tra quelli «in stato di bisogno», per soddisfare «le necessità più urgenti». C'è però un ulteriore elemento che andrà tenuto in considerazione: l'ordinanza prevede che prioritariamente debbano essere aiutare quelle famiglie che non percepiscono già «un sostegno pubblico»: dunque prima chi non riceve già il reddito di cittadinanza o altri aiuti . Quanto alla ripartizione, il 75% dei fondi verrà ripartito in proporzione alla popolazione residente in ogni singolo comune mentre il restante 25%verranno distribuiti in base alla distanza tra il valore del reddito pro-capite di ciascuno degli oltre 8mila comuni italiani.
Ad individuare la platea dei beneficiari saranno invece i servizi sociali di ogni singolo Comune, che dovranno selezionare tra «i nuclei familiari più esposti agli effetti economici» e tra quelli «in stato di bisogno», per soddisfare «le necessità più urgenti». C'è però un ulteriore elemento che andrà tenuto in considerazione: l'ordinanza prevede che prioritariamente debbano essere aiutare quelle famiglie che non percepiscono già «un sostegno pubblico»: dunque prima chi non riceve già il reddito di cittadinanza o altri aiuti . Quanto alla ripartizione, il 75% dei fondi verrà ripartito in proporzione alla popolazione residente in ogni singolo comune mentre il restante 25%verranno distribuiti in base alla distanza tra il valore del reddito pro-capite di ciascuno degli oltre 8mila comuni italiani.
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