SOSTEGNO
I Comuni al lavoro per gli aiuti
Si attivano le macchine civiche per rendere validi i buoni spesa
2 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Paolo Teodori
<MC>ROMA
[TESTO]L'attivazione del Fondo di 400 milioni finalizzato all'acquisto di buoni spesa per generi alimentari o di prodotti di prima necessità ha attivato la macchina dei comuni, che non avranno l'obbligo di rendicontazione a terzi di quanto speso. Si tratta tuttavia di un’operazione complessa, che deve tener conto di molti fattori, tra questi: la creazione di un elenco degli esercizi commerciali, individuandone le tipologie; l'individuazione dei beneficiari dei buoni; la scelta dei criteri di priorità dei beneficiari; l'eventuale coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore e l'eventuale integrazione del finanziamento assegnato con fondi propri. Definito anche l'elenco dei prodotti di prima necessità, che dovrebbe comprendere pasta, riso, latte, farina e olio di oliva. Finora, tra l'altro, non è ancor stata definita la periodicità di erogazione né è ancora stato determinato l’ammontare dei buoni, lasciando quindi alla valutazione dei Servizi Sociali modalità e tempistica, sulla base delle situazioni e dei bisogni. I Sindaci ora sono chiamati a soddisfare le necessità delle famiglie meno abbienti, nonostante proprio ieri abbiano denunciato, in tanti, di poter contare su risorse esigue, almeno in questa prima fase. Su questo in giornata ha cercato di tranquillizzare gli animi, forse anche a nome del governo, il viceministro al Mise Stefano Buffagni, secondo il quale sui buoni spesa «400 milioni per due settimane sono capienti, non creiamo allarmismi». In piena sintonia il viceministro all'Interno Matteo Mauri: «Deve essere chiaro a tutti che i 400 milioni sono destinati a chi non riesce a comprare da mangiare. E che da domani invece lo potrà fare. E altri ne arriveranno nei prossimi interventi, che già sono in preparazione». Nel frattempo a Napoli il sindaco Luigi de Magistris ha spiegato che ai 7 milioni e 300mila euro che arriveranno dal governo, l'amministrazione comunale aggiungerà le risorse del fondo partenopeo di solidarietà, chiamato 'Cuore di Napolì, in cui confluiranno risorse dell'amministrazione e donazioni di privati. «Esprimo un giudizio positivo rispetto ai fondi stanziati dal Governo - ha spiegato - anche se nulla è sufficiente in questa fase. Noi ci siamo mossi in anticipo istituendo il fondo comunale». A Genova è stato definito il valore dei buoni spesa: ognuno avrà un valore intorno ai 100 euro e le famiglie in difficoltà che ne avranno diritto potranno averne uno per ogni componente del nucleo. A Bergamo, ha annunciato il primo cittadino Giorgio Gori, «siamo già pronti ad aiutare concretamente i nostri concittadini con i buoni spesa annunciati dal Governo; abbiamo lavorato con impegno per stabilire criteri certi e venire quindi incontro da subito alle esigenze delle famiglie».
<MC>ROMA
[TESTO]L'attivazione del Fondo di 400 milioni finalizzato all'acquisto di buoni spesa per generi alimentari o di prodotti di prima necessità ha attivato la macchina dei comuni, che non avranno l'obbligo di rendicontazione a terzi di quanto speso. Si tratta tuttavia di un’operazione complessa, che deve tener conto di molti fattori, tra questi: la creazione di un elenco degli esercizi commerciali, individuandone le tipologie; l'individuazione dei beneficiari dei buoni; la scelta dei criteri di priorità dei beneficiari; l'eventuale coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore e l'eventuale integrazione del finanziamento assegnato con fondi propri. Definito anche l'elenco dei prodotti di prima necessità, che dovrebbe comprendere pasta, riso, latte, farina e olio di oliva. Finora, tra l'altro, non è ancor stata definita la periodicità di erogazione né è ancora stato determinato l’ammontare dei buoni, lasciando quindi alla valutazione dei Servizi Sociali modalità e tempistica, sulla base delle situazioni e dei bisogni. I Sindaci ora sono chiamati a soddisfare le necessità delle famiglie meno abbienti, nonostante proprio ieri abbiano denunciato, in tanti, di poter contare su risorse esigue, almeno in questa prima fase. Su questo in giornata ha cercato di tranquillizzare gli animi, forse anche a nome del governo, il viceministro al Mise Stefano Buffagni, secondo il quale sui buoni spesa «400 milioni per due settimane sono capienti, non creiamo allarmismi». In piena sintonia il viceministro all'Interno Matteo Mauri: «Deve essere chiaro a tutti che i 400 milioni sono destinati a chi non riesce a comprare da mangiare. E che da domani invece lo potrà fare. E altri ne arriveranno nei prossimi interventi, che già sono in preparazione». Nel frattempo a Napoli il sindaco Luigi de Magistris ha spiegato che ai 7 milioni e 300mila euro che arriveranno dal governo, l'amministrazione comunale aggiungerà le risorse del fondo partenopeo di solidarietà, chiamato 'Cuore di Napolì, in cui confluiranno risorse dell'amministrazione e donazioni di privati. «Esprimo un giudizio positivo rispetto ai fondi stanziati dal Governo - ha spiegato - anche se nulla è sufficiente in questa fase. Noi ci siamo mossi in anticipo istituendo il fondo comunale». A Genova è stato definito il valore dei buoni spesa: ognuno avrà un valore intorno ai 100 euro e le famiglie in difficoltà che ne avranno diritto potranno averne uno per ogni componente del nucleo. A Bergamo, ha annunciato il primo cittadino Giorgio Gori, «siamo già pronti ad aiutare concretamente i nostri concittadini con i buoni spesa annunciati dal Governo; abbiamo lavorato con impegno per stabilire criteri certi e venire quindi incontro da subito alle esigenze delle famiglie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
