Morta a 12 anni, Belgio sotto choc
di Giuseppe Maria Laudani
È la vittima più giovane d’Europa. Adolescenti deceduti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna
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BRUXELLES . L'Europa piange la sua vittima più giovane nella guerra al coronavirus, una ragazzina di appena 12 anni che viveva a Gand, in Belgio. Uno choc per il Paese e non solo. Una morte che ha lasciato senza parole, oltre che familiari e amici, anche le autorità sanitarie locali, che l'hanno definita «un caso raro». E a piangere in queste ore sono anche la Gran Bretagna, che piange la morte di un ragazzo di appena 13 anni; e l'America, dopo che New York ha registrato il primo decesso di un bambino a causa del virus. Le autorità non hanno rivelato l'età, limitandosi ad aggiungere che aveva delle patologie preesistenti. Solo sabato scorso, sempre negli Stati Uniti, aveva destato commozione e sconcerto la morte di un bebè di meno di un anno in Illinois. Nel triste elenco dei minorenni deceduti c'è anche una adolescente di 16 anni, morta a Parigi qualche giorno fa. Insomma, il virus che sembrava risparmiare almeno i più giovani in realtà sta colpendo in tutte le fasce d'età: stando infatti ai dati pubblicati in Francia, tra i casi confermati di positività il 30,6% ha tra i 15 e i 44 anni. I responsabili delle autorità sanitarie belghe non hanno nascosto lo sgomento nell'annunciare la morte della dodicenne. «È un momento difficile a livello emotivo perché riguarda una ragazzina», un caso che «tocca anche la comunità scientifica», ha detto quasi in lacrime il virologo Emmanuel André nella consueta conferenza stampa, precisando che si tratta di «un evento molto raro» ma «che ci ha sconvolti». Uno shock per il Paese ma in particolare per i suoi familiari, ai quali i responsabili sanitari hanno voluto inviare un messaggio di vicinanza. Lo stato di salute della giovanissima vittima del coronavirus, di cui non si conoscono le generalità tranne l'età, è peggiorato dopo tre giorni di febbre, ha spiegato il virologo Steven Van Gucht. Secondo la tv VTM, la ragazzina non soffriva di alcuna patologia pregressa prima di essere contagiata ma tutto ciò al momento è ancora da confermare. Di certo c'è il fatto che non andava a scuola dallo scorso 13 marzo e da allora non ha avuto contatti né con gli insegnanti né con gli studenti. Tre giorni dopo, il 16 marzo, il Belgio ha deciso la chiusura di tutte le scuole. In un Paese di poco più di 11 milioni di abitanti, il Covid-19 ha già ucciso 705 persone. Nel corso delle ultime 24 ore si sono registrati 98 decessi, e avanzano anche i contagi. Da lunedì altri 876 sono risultati positivi, di cui 467 nelle Fiandre, 189 a Bruxelles e 203 in Vallonia. Complessivamente i contagiati sono 12.775. L'emergenza sta mettendo a dura prova gli ospedali dove, secondo il virologo André, i letti di terapia intensiva dedicati alla gestione dell'epidemia sono pari al 53% della disponibilità totale. Le situazioni più complicate si registrano a Bruxelles, Limburgo e Hainaut. Restano ovviamente in vigore le strette misure di contenimento, prorogate fino al 19 aprile. E a tutti i cittadini viene chiesto di restare a casa.
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