LE MISURE»SÌ AI 120 MILIONI PER LE FAMIGLIE
di Umberto Aime
CAGLIARI. A parte rivoltare come un calzino l’ultima Finanziaria e sperare subito dopo che lo Stato paghi molto più velocemente del previsto il bonus accantonamenti, sono un miliardo e 600 milioni...
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CAGLIARI. A parte rivoltare come un calzino l’ultima Finanziaria e sperare subito dopo che lo Stato paghi molto più velocemente del previsto il bonus accantonamenti, sono un miliardo e 600 milioni ora spalmato fino al 2033, la Regione dovrà per forza indebitarsi. Dovrà accendere un mutuo, per attenuare, con soldi freschi, gli effetti collaterali e devastanti dell’emergenza coronavirus. «Siamo pronti a intraprendere anche questa strada. Ci rivolgeremo al mercato per capire chi ci farà le condizioni migliori e poi chiederemo quanto sarà indispensabile», ha confermato il governatore Christian Solinas. Non c’è altra scelta possibile: la coperta è già corta e potrebbe esserlo ancora di più a causa del moltiplicarsi della spesa sanitaria durante la pandemia. Quindi se per recuperare i 110-120 milioni pronta cassa, destinati nelle prossime ore alle famiglie stremate, la Giunta finirà col mischiare le carte della Finanziaria, poi dovrà trattare col mercato nel momento in cui saranno necessari tutti gli altri miliardi. E quindi gran parte di quei 2,6 miliardi che fra pochi mesi, come annunciato da Solinas, saranno indispensabili per «attenuare con forza e decisione il contraccolpo Covid-19».
Manovre interne. In una riunione straordinaria, la Giunta ha messo assieme l’annunciata delibera salva famiglie. Con un bel po’ di correzioni, ha rimodulato lo schema della Finanziaria tecnica approvata a marzo dal Consiglio. «Tirando la cinghia dov’è stato possibile», ha detto il governatore, «sono saltati fuori i soldi». È stata quasi un’impresa riuscirci visto che da sempre sono minimi i margini di manovra fra le diverse voci del bilancio, tolte le spese fisse. Centrifugata la Finanziaria, alla fine l’operazione è riuscita. Oggi la delibera sarà discussa dal governatore con i capigruppo del Consiglio e poi dovrà essere approvata dall’Aula. Nella stessa seduta, la prossima settimana, dovrebbe essere dato il via libera alla tranche di 60 milioni, destinati alle imprese, bloccati da fine marzo.
Trattativa con lo Stato. Con l’accordo di novembre, quello che ha chiuso finalmente la diatriba sugli accantonamenti, il governo Conte ha riconosciuto alla Sardegna un trasferimento extra di un miliardo e 600 milioni per infrastrutture e investimenti. L’altro giorno Solinas ha fatto capire che buona parte di quel bonus vorrebbe spenderlo dopo la fine di quest’emergenza. C’è un problema però: le rate sono spalmate fino al 2033 e quindi chissà quando arriveranno in cassa. La Regione, a questo punto, pare intenzionata ad aprire una nuova trattativa con Palazzo Chigi, per accelerare i pagamenti e avere così maggiore liquidità nel momento della ripartenza. O comunque proverà a farsi anticipare le future rate dalla Cassa depositi e prestiti.
Fondi europei. C’è un confronto in corso col Governo per rimodulare in fretta i finanziamenti 2014-2020 dell’Ue non ancora impegnati, come proposto dal segretario regionale della Cisl Gavino Carta. Il via libera da Roma potrebbe arrivare a breve e, secondo la Giunta, ritornerebbero disponibili altri 100 milioni per il rilancio dell’economia.
Indebitamento. È questa la strada che la Regione dovrà percorrere per poter contare sul secondo miliardo Salva Sardegna. «Prima di tutto – ha detto Solinas – solleciteremo al Governo la massima flessibilità sulla spesa corrente. Oggi invece siamo bloccati: non possiamo produrre disavanzo visto che siamo sottoposti al vincolo del pareggio di bilancio». Poi sul possibile indebitamento ha concluso: «Cassa depositi e prestiti o sistema bancario? Vedremo. Siamo comunque pronti a bussare a tutte le porte possibili e decideremo in base alle proposte sui tassi che ci arriveranno. Lo confermo: la Regione s’indebiterà pur di salvare i sardi dal disastro economico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Manovre interne. In una riunione straordinaria, la Giunta ha messo assieme l’annunciata delibera salva famiglie. Con un bel po’ di correzioni, ha rimodulato lo schema della Finanziaria tecnica approvata a marzo dal Consiglio. «Tirando la cinghia dov’è stato possibile», ha detto il governatore, «sono saltati fuori i soldi». È stata quasi un’impresa riuscirci visto che da sempre sono minimi i margini di manovra fra le diverse voci del bilancio, tolte le spese fisse. Centrifugata la Finanziaria, alla fine l’operazione è riuscita. Oggi la delibera sarà discussa dal governatore con i capigruppo del Consiglio e poi dovrà essere approvata dall’Aula. Nella stessa seduta, la prossima settimana, dovrebbe essere dato il via libera alla tranche di 60 milioni, destinati alle imprese, bloccati da fine marzo.
Trattativa con lo Stato. Con l’accordo di novembre, quello che ha chiuso finalmente la diatriba sugli accantonamenti, il governo Conte ha riconosciuto alla Sardegna un trasferimento extra di un miliardo e 600 milioni per infrastrutture e investimenti. L’altro giorno Solinas ha fatto capire che buona parte di quel bonus vorrebbe spenderlo dopo la fine di quest’emergenza. C’è un problema però: le rate sono spalmate fino al 2033 e quindi chissà quando arriveranno in cassa. La Regione, a questo punto, pare intenzionata ad aprire una nuova trattativa con Palazzo Chigi, per accelerare i pagamenti e avere così maggiore liquidità nel momento della ripartenza. O comunque proverà a farsi anticipare le future rate dalla Cassa depositi e prestiti.
Fondi europei. C’è un confronto in corso col Governo per rimodulare in fretta i finanziamenti 2014-2020 dell’Ue non ancora impegnati, come proposto dal segretario regionale della Cisl Gavino Carta. Il via libera da Roma potrebbe arrivare a breve e, secondo la Giunta, ritornerebbero disponibili altri 100 milioni per il rilancio dell’economia.
Indebitamento. È questa la strada che la Regione dovrà percorrere per poter contare sul secondo miliardo Salva Sardegna. «Prima di tutto – ha detto Solinas – solleciteremo al Governo la massima flessibilità sulla spesa corrente. Oggi invece siamo bloccati: non possiamo produrre disavanzo visto che siamo sottoposti al vincolo del pareggio di bilancio». Poi sul possibile indebitamento ha concluso: «Cassa depositi e prestiti o sistema bancario? Vedremo. Siamo comunque pronti a bussare a tutte le porte possibili e decideremo in base alle proposte sui tassi che ci arriveranno. Lo confermo: la Regione s’indebiterà pur di salvare i sardi dal disastro economico».
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