La Nuova Sardegna

Appello della regina Elisabetta E Johnson finisce in ospedale

di Alessandro Logroscino
Appello della regina Elisabetta E Johnson finisce in ospedale

I britannici esortati ad avere una grande determinazione per affrontare l’emergenza «Momento di sconvolgimento della vita del Paese, cambiamenti enormi nella vita quotidiana»

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LONDRA. Un appello «all'autodisciplina» e alla risolutezza di fronte alla più grave avversità che incombe sul suo Regno e sul mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma anche un monito alla consapevolezza della dimensione di un evento, l'emergenza coronavirus, che ha portato e porterà inevitabilmente con sé lutti e «cambiamenti enormi nella vita quotidiana». L'inossidabile Elisabetta II incoraggia e sprona i sudditi in uno storico discorso dagli schermi della tv: appena il quarto in 68 anni di regno - al di fuori della tradizione dei messaggi di Natale - dopo quelli tenuti in occasione del primo conflitto in Iraq o dei funerali di lady Diana e l'ultimo per la scomparsa di sua madre ultracentenaria nel 2002.

Nello stesso giorno, il primo ministro Boris Johnson è stato ricoverato in ospedale «per esami», 10 giorni dopo essere risultato positivo al coronavirus. Lo riferisce la Bbc. Il premier britannico non ha superato in questi giorni i sintomi, continuando a manifestare febbre e tosse. «Su consiglio del suo medico, il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi a esami», ha annunciato una portavoce di Downing Street. «Questa - ha assicurato - è una misura precauzionale poiché il primo ministro continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus 10 giorni dopo essere stato testato positivo». Boris Johnson, ha aggiunto la portavoce, «ringrazia il personale dell'Nhs (il servizio sanitario nazionale britannico) per l'incredibile duro lavoro che sta svolgendo e sollecita la popolazione a continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa, proteggere l'Nhs e salvare vite» umane.

Il discorso di Elisabetta è stato trasmesso con toni che riflettono l'urgenza del momento in un giorno nel quale i dati fanno segnare oltremanica un nuovo picco di contagi, quasi 6.000 in più in 24 ore, con una conta di morti totali censiti arrivata quasi a quota 5.000. Mentre lo stesso governo conservatore di Boris Johnson, allineatosi da due settimane alla strategia globale del lockdown dopo gli indugi e forse qualche illusione iniziale, è costretto a minacciare di bandire persino l'esercizio fisico all'aperto dinanzi alle trasgressioni di quella parte di popolazione isolana che insiste a considerare come una prova di libertà individuale il rifiuto di assoggettarsi alle cautele. L'epidemia, avverte severa Sua Maestà dalla Drawing Room del castello di Windsor, non fa sconti, è un tempo di prova, di «crescente difficoltà». «Un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese», rimarca, che ha già «portato dolore ad alcuni, problemi finanziari a molti ed enormi cambiamenti alla vita quotidiana di tutti». L'invito e la sfida al suo popolo, espressi con echi alla Winston Churchill, primo ministro all'epoca della sua incoronazione, è a mostrare le qualità migliori, con «orgoglio». Ad essere degno del giudizio del posteri. «Spero che chi verrà dopo di noi possa dire dei britannici di questa generazione che sono stati forti» come le altre, scandisce con fermezza da matriarca la sovrana, 94 anni fra due settimane, guardando all'orizzonte d'una storia di cui è stata protagonista per decenni, anche in momenti più tormentati di quello attuale. Si tratta di testimoniare che «l'autodisciplina, la determinazione e la fratellanza» sono ancora parte del «carattere di questo Paese».

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