truffe online
Bloccate raccolte di fondi fittizie
Promettevano di donare il ricavato allo Spallanzani e al San Camillo
2 MINUTI DI LETTURA
[FIRMA&LUOGO]di Simona Tagliaventi
<MC>ROMA
[TESTO]Speculare sul dolore per trarne profitto, approfittando delle mani messe al portafogli da ingenui cittadini. La Polizia postale ha scoperto due truffe che promettevano raccolte fondi a favore degli ospedali Spallanzani, in prima linea sulla lotta al coronavirus, e San Camillo di Roma. Le pagine web delle due raccolte sono state oscurate e al momento sono state indagate due persone, un pensionato e sua figlia. Il conto corrente virtuale sul quale chiedevano di far confluire le donazioni è stato sequestrato. La prima raccolta fondi non autorizzata era in favore della terapia intensiva dello Spallanzani. L'iniziativa, pubblicizzata sulla nota piattaforma internazionale per la raccolta fondi gofundme (che è assolutamente estranea agli illeciti accertati) si prefiggeva l'obiettivo di raggiungere la somma di 100.000 euro e, per rendere ancor più credibile l'iniziativa, all'interno della pagina web era stato riportato indebitamente il logo della Regione Lazio, venendo indicato quale persona di riferimento l'attuale Presidente. L'altra raccolta fondi illecita era pubblicata su una pagina facebook e l'apparente beneficiario delle somme raccolte sarebbe stato l'Ospedale San Camillo. Le indagini hanno però consentito di accertare che l'Ospedale non era a conoscenza della raccolta e che le somme di denaro donate sarebbero confluite su una carta di credito ricaricabile intestata a una persona di Roma. Per questi motivi, la Polizia Postale di Roma, coordinata dal pool reati informatici della Procura della Repubblica di Roma, ha provveduto ad oscurare le due pagina web, mentre continuano le indagini per identificare ulteriori responsabili dei reati di truffa aggravata. «Desidero ringraziare le forze dell'ordine e la polizia postale per il grande lavoro che stanno portando avanti. Chi specula sulle raccolte fondi così come sui dispositivi di sicurezza è doppiamente criminale e va perseguito duramente - ha commentato il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori - È necessario stringere ancora di più i controlli, anche della polizia municipale per bloccare eventuali speculazioni sulle certificazioni e sui prezzi delle mascherine vendute ai cittadini che - conclude Leodori - devono essere garantiti».
<MC>ROMA
[TESTO]Speculare sul dolore per trarne profitto, approfittando delle mani messe al portafogli da ingenui cittadini. La Polizia postale ha scoperto due truffe che promettevano raccolte fondi a favore degli ospedali Spallanzani, in prima linea sulla lotta al coronavirus, e San Camillo di Roma. Le pagine web delle due raccolte sono state oscurate e al momento sono state indagate due persone, un pensionato e sua figlia. Il conto corrente virtuale sul quale chiedevano di far confluire le donazioni è stato sequestrato. La prima raccolta fondi non autorizzata era in favore della terapia intensiva dello Spallanzani. L'iniziativa, pubblicizzata sulla nota piattaforma internazionale per la raccolta fondi gofundme (che è assolutamente estranea agli illeciti accertati) si prefiggeva l'obiettivo di raggiungere la somma di 100.000 euro e, per rendere ancor più credibile l'iniziativa, all'interno della pagina web era stato riportato indebitamente il logo della Regione Lazio, venendo indicato quale persona di riferimento l'attuale Presidente. L'altra raccolta fondi illecita era pubblicata su una pagina facebook e l'apparente beneficiario delle somme raccolte sarebbe stato l'Ospedale San Camillo. Le indagini hanno però consentito di accertare che l'Ospedale non era a conoscenza della raccolta e che le somme di denaro donate sarebbero confluite su una carta di credito ricaricabile intestata a una persona di Roma. Per questi motivi, la Polizia Postale di Roma, coordinata dal pool reati informatici della Procura della Repubblica di Roma, ha provveduto ad oscurare le due pagina web, mentre continuano le indagini per identificare ulteriori responsabili dei reati di truffa aggravata. «Desidero ringraziare le forze dell'ordine e la polizia postale per il grande lavoro che stanno portando avanti. Chi specula sulle raccolte fondi così come sui dispositivi di sicurezza è doppiamente criminale e va perseguito duramente - ha commentato il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori - È necessario stringere ancora di più i controlli, anche della polizia municipale per bloccare eventuali speculazioni sulle certificazioni e sui prezzi delle mascherine vendute ai cittadini che - conclude Leodori - devono essere garantiti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
