Ok al decreto imprese Bazooka da 400 miliardi
di Serenella Mattera e Michele Esposito
Una potenza di fuoco totale da 750 miliardi per aiutare le aziende in difficoltà Via libera del Cdm dopo la tensione M5s-Tesoro. Conte: «Una nuova primavera»
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ROMA. Un «bazooka» da 750 miliardi in totale per le imprese: 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l'export si sommano ai 350 già previsti, con l'arrivo di una copertura fino al 100% per prestiti fino a 800mila euro. Il rinvio delle scadenze fiscali per le aziende danneggiate dalla crisi. Il rafforzamento del golden power, lo scudo per tutelare le aziende italiane da scalate ostili. Il rinvio all'autunno di elezioni regionali e comunali. La chiusura dei tribunali fino al 3 maggio. Ecco le misure che compongono il nuovo «decretone» varato oggi dal governo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. «Con il decreto appena approvato diamo liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell'export. È una potenza di fuoco», assicura in serata il premier Giuseppe Conte assicurando gli italiani che «quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera e che presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici». Conte, dopo un Consiglio dei ministri fiume, spiega poi, insieme al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e al titolare del Mise, Stefano Patuanelli, i nuovi interventi per dare credito alle società in affanno: è l'atto primo di una settimana cruciale per costruire la «fase 2» di convivenza col virus e la graduale ripresa delle attività. Un provvedimento «poderoso» accompagnato da un altro decreto - molto atteso dagli italiani - per salvare l'anno scolastico nel caso, non remoto, che le scuole restino chiuse anche dopo il 18 maggio: niente esame di terza media, maturità telematica solo orale, nelle altre classi tutti promossi. È assai travagliato il varo delle nuove misure che dura quasi 12 ore, in un susseguirsi di riunioni, liti e mediazioni. Sono le 9 quando Conte convoca i capi delegazione con il ministro Gualtieri e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. Due nodi, su tutti, dividono la maggioranza e riguardano entrambi il tema della liquidità alle imprese. Sulle garanzie Italia viva, senza arrivare a porre veti, mantiene costante il suo pressing perché siano per tutti al 100% - ma la normativa Ue lo consente fino agli 800mila euro - in modo da velocizzare le pratiche in banca. Ma la tensione si alza e la discussione si attorciglia soprattutto sul ruolo che avrà Sace nel prestare quelle garanzie. Gualtieri vorrebbe dare al ministero dell'Economia il potere di indirizzo su Sace, anche se la società continuerà a far capo a Cassa depositi e prestiti. Il M5s si oppone e Luigi Di Maio pretende che alla Farnesina resti una competenza sul ruolo che Sace eserciterà nel sostegno all'export e alla internazionalizzazione delle imprese. Il Consiglio dei ministri inizia intorno alle 12 e, non senza discussioni, approva il decreto sulla scuola. Ma visto che sul decreto per la liquidità alle imprese un'intesa non c'è, il Cdm viene sospeso e per riprendere alle 19. Solo nel pomeriggio, dopo un altro vertice, viene annunciata un'intesa: la Farnesina conserva un ruolo e per il 2020 dovrebbero arrivare 50 miliardi di garanzie per l'export, più 200 miliardi nel 2021 per nuovi investimenti. Arrivano fondi anche per il commissario Domenico Arcuri, per reperire mascherine e altri strumenti sanitari. Potrebbe nei prossimi giorni prendere forma la «cabina di regia» con enti locali e parti sociali tanto caldeggiata dal Pd, anche se poco gradita al M5s. In quella cabina di regia potrebbe entrare il governatore del Veneto Luca Zaia. È il tentativo, secondo alcuni, di parlare alla parte più moderata del centrodestra. C'è tempo anche per una conferma: a Pasqua gli italiani devono rimanere tutti a casa: «sarebbe irresponsabile andare in giro e allentare la fiducia e la responsabilità. Pasqua significa passaggio dalla schiavitù e anche riscatto: speriamo che possa portarci questa libertà. Io vivo questa festività con fede, come redenzione. Speriamo che in una versione più laica sia un passaggio verso un definitivo riscatto», si augura il premier.
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