Senologia riparte su un percorso sicuro
di Nadia Cossu
L’Aou riprende gli interventi. Il direttore Rubino: «Nessuno lasciato indietro»
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SASSARI. Dopo quindici giorni di stop “forzato” e di liste d’attesa che rischiavano di diventare ogni giorno più lunghe, a Sassari sono ricominciati gli interventi chirurgici per le donne con tumore al seno. E questo è stato possibile grazie alla realizzazione di un percorso in sicurezza che mira a preservare sia le pazienti che gli operatori dal rischio di infezione e contagio da Covid-19.
La procedura attivata dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari ha permesso di operare sei donne e di programmare altri sei interventi per questa settimana.
Come funziona il percorso? Il primo passaggio è il pre-triage telefonico durante il quale viene chiesto alla paziente se nell’ultimo periodo abbia rispettato le norme sulle distanze sociali, se ha febbre e sintomi di difficoltà respiratoria. Quindi, una volta fissata la data del suo ingresso in reparto, nell’ambulatorio dedicato viene sottoposta al test del tampone da operatori sanitari che indossano i dispositivi di protezione individuali. La donna, inoltre, viene fornita di mascherina chirurgica. Se risulta positiva al test, deve tornare a casa per la quarantena.
«Il percorso – spiega il professore Corrado Rubino, direttore del dipartimento Oncoematologico – è stato messo a punto dai chirurghi senologici per rendere sicura la permanenza della paziente e garantire gli stessi operatori sanitari».
L’attività di chirurgia senologica in realtà non si è mai interrotta. Si è registrato un rallentamento e una riduzione degli interventi «ma adesso – rassicura Rubino – stiamo riorganizzando tutti i percorsi per garantire alle pazienti l’assistenza». Da parte delle strutture coinvolte, quindi, vengono messe in campo tutte le azioni che consentono di programmare settimanalmente le attività chirurgiche senologiche. Si punta a realizzare gli interventi non rinviabili, ossia i casi di emergenza urgenza e tutte quelle attività oncologiche non rimandabili.
L’Azienda tiene a puntualizzare che per i pazienti oncologici sono sempre attive la radioterapia, la medicina nucleare, l’anatomia patologica, l’oncologia medica. Tutte le unità operative del dipartimento Oncoematologico stanno mettendo in campo percorsi di sicurezza per i pazienti.
Per l’emergenza Covid-19 invece, continuano a essere sospese le attività non urgenti e di routine. «Abbiamo registrato un rallentamento delle liste d’attesa – prosegue Corrado Rubino – e questo è dipeso anche dalla riduzione delle disponibilità delle sale operatorie, che devono essere lasciate a disposizione per l’emergenza sanitaria. Ma, attraverso programmi ad hoc, saremo in grado di recuperare, perché non abbiamo mai lasciato indietro nessuno, anche se le risorse sono limitate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La procedura attivata dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari ha permesso di operare sei donne e di programmare altri sei interventi per questa settimana.
Come funziona il percorso? Il primo passaggio è il pre-triage telefonico durante il quale viene chiesto alla paziente se nell’ultimo periodo abbia rispettato le norme sulle distanze sociali, se ha febbre e sintomi di difficoltà respiratoria. Quindi, una volta fissata la data del suo ingresso in reparto, nell’ambulatorio dedicato viene sottoposta al test del tampone da operatori sanitari che indossano i dispositivi di protezione individuali. La donna, inoltre, viene fornita di mascherina chirurgica. Se risulta positiva al test, deve tornare a casa per la quarantena.
«Il percorso – spiega il professore Corrado Rubino, direttore del dipartimento Oncoematologico – è stato messo a punto dai chirurghi senologici per rendere sicura la permanenza della paziente e garantire gli stessi operatori sanitari».
L’attività di chirurgia senologica in realtà non si è mai interrotta. Si è registrato un rallentamento e una riduzione degli interventi «ma adesso – rassicura Rubino – stiamo riorganizzando tutti i percorsi per garantire alle pazienti l’assistenza». Da parte delle strutture coinvolte, quindi, vengono messe in campo tutte le azioni che consentono di programmare settimanalmente le attività chirurgiche senologiche. Si punta a realizzare gli interventi non rinviabili, ossia i casi di emergenza urgenza e tutte quelle attività oncologiche non rimandabili.
L’Azienda tiene a puntualizzare che per i pazienti oncologici sono sempre attive la radioterapia, la medicina nucleare, l’anatomia patologica, l’oncologia medica. Tutte le unità operative del dipartimento Oncoematologico stanno mettendo in campo percorsi di sicurezza per i pazienti.
Per l’emergenza Covid-19 invece, continuano a essere sospese le attività non urgenti e di routine. «Abbiamo registrato un rallentamento delle liste d’attesa – prosegue Corrado Rubino – e questo è dipeso anche dalla riduzione delle disponibilità delle sale operatorie, che devono essere lasciate a disposizione per l’emergenza sanitaria. Ma, attraverso programmi ad hoc, saremo in grado di recuperare, perché non abbiamo mai lasciato indietro nessuno, anche se le risorse sono limitate».
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