Aiuti dopo Pasqua con l’autocertificazione
Via libera dalla commissione: oggi in Consiglio regionale il voto sulla distribuzione dei 120 milioni
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CAGLIARI. Alla fine sarà decisiva l’autocertificazione. Il tetto dei 35mila euro l’anno, dichiarati nel 2018, è saltato. La legge salva famiglie è stata riscritta quasi del tutto dai capigruppo di maggioranza e opposizione. Oggi, dopo il via libera delle commissioni sanità e bilancio, sarà approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.
I beneficiari. Con l’annunciato maxi pacchetto di 120 milioni, stando a una stima, saranno almeno 50mila le famiglie che riceveranno un contributo di 800 euro per due mesi e lo avranno attraverso i Comuni. Alla fine di una lunga mediazione tutti i partiti sono usciti soddisfatti dall’incontro e, come promesso, i contributi saranno assegnati subito dopo Pasqua.
I nuovi criteri. Gli 800 euro per due mesi saranno assegnati ai nuclei familiari, composti da una o tre persone, dei lavoratori dipendenti e autonomi «costretti, a causa dell’emergenza coronavirus, a sospendere o ridurre l’attività, ma anche ai disoccupati fino al 23 febbraio che abbiano ricevuto un Reddito mensile d’inclusione sociale inferiore agli 800 euro e agli stagionali del 2019 il cui contratto non sarà però rinnovato quest’anno». Anche chi è già in cassa integrazione, quindi precedente a quella in deroga prevista dal recente decreto Cura Italia, riceverà il sussidio purché abbia incassato finora meno di 800 mensili. Per dimostrare di avere questi requisiti basterà un’autocertificazione in cui «il nucleo familiare dovrà dimostrare che, nei primi tre mesi dell’anno, ha percepito un reddito inferiore a 800 euro mensili (quindi 2.400 in totale) e non abbia depositati in banca o alle Poste più di 10mila euro». A favore dei nuclei familiari più numerosi, oltre le tre persone, è previsto un bonus aggiuntivo di 100 euro per ogni altro componente.
Contributo cumulabile. Fino a raggiungere il tetto degli 800 euro mensili per due mesi sarà comunque possibile cumulare il contributo regionale anche con altri interventi a sostegno delle famiglie messe in ginocchio dagli effetti collaterali della pandemia. Per fare un esempio: se una Partiva Iva ha incassato i 600 euro previsti dal decreto nazionale, il primo mese dal Comune incasserà 200 euro, mentre nel successivo avrà riconosciuta l’intera quota regionale. E lo stesso vale per chi percepisce il Reis: incasserà la differenza fino ad arrivare ad 800 euro mensili.
Gli esclusi. Dal contributo saranno esclusi, invece, i nuclei familiari fino a tre persone in cui «almeno uno dei componenti percepisca la pensione, o redditi di lavoro dipendente o autonomo non sospeso a causa del coronavirus oppure uguale o superiore ad 800 euro».
Il ruolo dei Comuni. Come proposto dal presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, la ripartizione dei 120 milioni seguirà questo schema: il 30 per cento sarà suddiviso in parti uguali fra i comuni, il 35 rispetto al numero dei disoccupati e un ulteriore 35 in base alla popolazione. «C’è bisogno di un immediato sforzo straordinario per impedire che questa terribile emergenza sanitaria diventi un’emergenza sociale», era stato l’appello lanciato da Deiana all’inizio della giornata. In serata i partiti hanno trovato la soluzione, anche se ancora potrebbero esserci due o tre correzioni dell’ultim’ora. (ua)
I beneficiari. Con l’annunciato maxi pacchetto di 120 milioni, stando a una stima, saranno almeno 50mila le famiglie che riceveranno un contributo di 800 euro per due mesi e lo avranno attraverso i Comuni. Alla fine di una lunga mediazione tutti i partiti sono usciti soddisfatti dall’incontro e, come promesso, i contributi saranno assegnati subito dopo Pasqua.
I nuovi criteri. Gli 800 euro per due mesi saranno assegnati ai nuclei familiari, composti da una o tre persone, dei lavoratori dipendenti e autonomi «costretti, a causa dell’emergenza coronavirus, a sospendere o ridurre l’attività, ma anche ai disoccupati fino al 23 febbraio che abbiano ricevuto un Reddito mensile d’inclusione sociale inferiore agli 800 euro e agli stagionali del 2019 il cui contratto non sarà però rinnovato quest’anno». Anche chi è già in cassa integrazione, quindi precedente a quella in deroga prevista dal recente decreto Cura Italia, riceverà il sussidio purché abbia incassato finora meno di 800 mensili. Per dimostrare di avere questi requisiti basterà un’autocertificazione in cui «il nucleo familiare dovrà dimostrare che, nei primi tre mesi dell’anno, ha percepito un reddito inferiore a 800 euro mensili (quindi 2.400 in totale) e non abbia depositati in banca o alle Poste più di 10mila euro». A favore dei nuclei familiari più numerosi, oltre le tre persone, è previsto un bonus aggiuntivo di 100 euro per ogni altro componente.
Contributo cumulabile. Fino a raggiungere il tetto degli 800 euro mensili per due mesi sarà comunque possibile cumulare il contributo regionale anche con altri interventi a sostegno delle famiglie messe in ginocchio dagli effetti collaterali della pandemia. Per fare un esempio: se una Partiva Iva ha incassato i 600 euro previsti dal decreto nazionale, il primo mese dal Comune incasserà 200 euro, mentre nel successivo avrà riconosciuta l’intera quota regionale. E lo stesso vale per chi percepisce il Reis: incasserà la differenza fino ad arrivare ad 800 euro mensili.
Gli esclusi. Dal contributo saranno esclusi, invece, i nuclei familiari fino a tre persone in cui «almeno uno dei componenti percepisca la pensione, o redditi di lavoro dipendente o autonomo non sospeso a causa del coronavirus oppure uguale o superiore ad 800 euro».
Il ruolo dei Comuni. Come proposto dal presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, la ripartizione dei 120 milioni seguirà questo schema: il 30 per cento sarà suddiviso in parti uguali fra i comuni, il 35 rispetto al numero dei disoccupati e un ulteriore 35 in base alla popolazione. «C’è bisogno di un immediato sforzo straordinario per impedire che questa terribile emergenza sanitaria diventi un’emergenza sociale», era stato l’appello lanciato da Deiana all’inizio della giornata. In serata i partiti hanno trovato la soluzione, anche se ancora potrebbero esserci due o tre correzioni dell’ultim’ora. (ua)
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