Caccia alle mascherine introvabili e supercostose
di Alessandro Pirina
Alcuni comuni le hanno rese obbligatorie per uscire e presto li imiterà la Regione Ma reperirle è ancora una missione impossibile. Prezzi saliti alle stelle in 2 mesi
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SASSARI. Da due mesi è in corso il dibattito sulle mascherine: servono, non servono, sono utili solo per i malati, è invece necessario che tutti le indossino. Virologi, scienziati, politici, nessuno si è risparmiato dal dire la sua sulle mascherine, spesso con teorie contrastanti. Ieri la doccia fredda dell’Organizzazione mondiale della sanità: non c’è alcuna prova scientifica che servano. Una posizione che ha fatto sobbalzare Roberto Burioni, uno dei virologi più presenti sui media: l’Oms è una delusione. Al di là di queste differenze di vedute l’Italia ormai è orientata a trasformare le mascherine in un indumento necessario, o meglio obbligatorio, viste le ordinanze in tal senso emanate da tantissimi comuni e dalle regioni. Eppure ancora oggi trovare una mascherina è una missione quasi impossibile, e quando l’impresa riesce si è costretti a sborsare cifre che fino a qualche mese fa erano impensabili.
Nel frattempo però in molti comuni è vietato uscire senza mascherina. Il primo è stato, ormai un paio di settimane fa, il comune di Cabras, negli ultimi giorni imitato da centri più grandi come Cagliari, Sassari, Olbia, Porto Torres. Nelle ordinanze i sindaci, consapevoli del non facile recupero di mascherine, hanno precisato che comunque per entrare nei supermercati o negli uffici pubblici bisognerà sempre coprirsi bocca e naso con una sciarpa o un foulard. Ma ben presto l’obbligo sarà in vigore in tutta la Sardegna. Dopo la Lombardia e la Toscana - che però a differenza della prima ne ha messe tre a disposizione gratuitamente per ogni cittadino - anche l’isola è pronta a vietare l’uscita di casa senza mascherina. Un accessorio che si appresta a diventare necessario quando si deve fare qualsiasi cosa fuori dalle mura domestiche.
Ne è consapevole anche Roberto Cadeddu, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Sassari. «Le mascherine dovremo portarle a lungo», dice. Per poi aggiungere che ancora oggi riuscire a reperirle è un’impresa quasi impossibile. «Adesso come adesso la disponibilità è scarsa – spiega Cadeddu –, nella farmacie non si trovano. Rispetto ai giorni scorsi la situazione si sta sbloccando, grazie anche alla riconversione di diverse aziende nella produzione di mascherine, e dunque fra qualche settimana la situazione dovrebbe essere abbastanza regolare. Ancora però ci sono molti problemi. A influire sono soprattutto i trasporti: ti dicono che la consegna di un ordine sarà entro 7 giorni lavorativi e invece ce ne vogliono 25». Cadeddu comunque è fiducioso che dopo Pasqua la situazione si normalizzi, anche alla luce del fatto che presto l’obbligo di indossarle sarà in vigore in tutta l’isola. «Come tempi di consegna ormai dicono dopo il 20 aprile. La situazione è in via di miglioramento rispetto ai giorni scorsi, quando era impossibile reperire mascherine, alcol, disinfettanti per le mani, guanti».
Mascherine, dunque, come merce rara. Tanto che anche i prezzi sono saliti alle stelle. «Fino a qualche mese fa – racconta Cadeddu – una mascherina chirurgica costava un euro, anche 90 centesimi. Ora la fanno pagare a noi 1,30-1,50 euro più Iva. Sono aumentati i costi di importazione, e i problemi di approvvigionamento hanno fatto salire anche i prezzi dei grossisti. Noi farmacisti ci siamo messi il problema e abbiamo anche fatto una chat per segnalare situazioni particolari. Finora non sono arrivate segnalazioni. Ovviamente – aggiunge – la gente che comprava la mascherina tre mesi fa la pagava molto meno, ora si rende conto della differenza, ma la situazione è cambiata del tutto».
Intanto, sono già arrivate nell’isola le 1.400 casse con 1,7 milioni di mascherine che la Regione distribuirà al personale degli ospedali, alle forze delle ordine, a tutti gli operatori in prima linea contro il coronavirus. Con l’obiettivo di metterle a disposizione anche all’esterno dei supermarket. «Se la Regione vuole – conclude Cadeddu – noi siamo disponibilissimi a distribuirle gratuitamente nelle nostre farmacie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel frattempo però in molti comuni è vietato uscire senza mascherina. Il primo è stato, ormai un paio di settimane fa, il comune di Cabras, negli ultimi giorni imitato da centri più grandi come Cagliari, Sassari, Olbia, Porto Torres. Nelle ordinanze i sindaci, consapevoli del non facile recupero di mascherine, hanno precisato che comunque per entrare nei supermercati o negli uffici pubblici bisognerà sempre coprirsi bocca e naso con una sciarpa o un foulard. Ma ben presto l’obbligo sarà in vigore in tutta la Sardegna. Dopo la Lombardia e la Toscana - che però a differenza della prima ne ha messe tre a disposizione gratuitamente per ogni cittadino - anche l’isola è pronta a vietare l’uscita di casa senza mascherina. Un accessorio che si appresta a diventare necessario quando si deve fare qualsiasi cosa fuori dalle mura domestiche.
Ne è consapevole anche Roberto Cadeddu, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Sassari. «Le mascherine dovremo portarle a lungo», dice. Per poi aggiungere che ancora oggi riuscire a reperirle è un’impresa quasi impossibile. «Adesso come adesso la disponibilità è scarsa – spiega Cadeddu –, nella farmacie non si trovano. Rispetto ai giorni scorsi la situazione si sta sbloccando, grazie anche alla riconversione di diverse aziende nella produzione di mascherine, e dunque fra qualche settimana la situazione dovrebbe essere abbastanza regolare. Ancora però ci sono molti problemi. A influire sono soprattutto i trasporti: ti dicono che la consegna di un ordine sarà entro 7 giorni lavorativi e invece ce ne vogliono 25». Cadeddu comunque è fiducioso che dopo Pasqua la situazione si normalizzi, anche alla luce del fatto che presto l’obbligo di indossarle sarà in vigore in tutta l’isola. «Come tempi di consegna ormai dicono dopo il 20 aprile. La situazione è in via di miglioramento rispetto ai giorni scorsi, quando era impossibile reperire mascherine, alcol, disinfettanti per le mani, guanti».
Mascherine, dunque, come merce rara. Tanto che anche i prezzi sono saliti alle stelle. «Fino a qualche mese fa – racconta Cadeddu – una mascherina chirurgica costava un euro, anche 90 centesimi. Ora la fanno pagare a noi 1,30-1,50 euro più Iva. Sono aumentati i costi di importazione, e i problemi di approvvigionamento hanno fatto salire anche i prezzi dei grossisti. Noi farmacisti ci siamo messi il problema e abbiamo anche fatto una chat per segnalare situazioni particolari. Finora non sono arrivate segnalazioni. Ovviamente – aggiunge – la gente che comprava la mascherina tre mesi fa la pagava molto meno, ora si rende conto della differenza, ma la situazione è cambiata del tutto».
Intanto, sono già arrivate nell’isola le 1.400 casse con 1,7 milioni di mascherine che la Regione distribuirà al personale degli ospedali, alle forze delle ordine, a tutti gli operatori in prima linea contro il coronavirus. Con l’obiettivo di metterle a disposizione anche all’esterno dei supermarket. «Se la Regione vuole – conclude Cadeddu – noi siamo disponibilissimi a distribuirle gratuitamente nelle nostre farmacie».
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