La Nuova Sardegna

Germania, il virus accelera Picco di contagi in Spagna

di Eloisa Gallinaro
Germania, il virus accelera Picco di contagi in Spagna

Il pericolo è ormai globale: oltre 90.000 decessi e un milione e mezzo di casi

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ROMA. Oltre un milione e mezzo di contagi e più di 90 mila morti nel mondo. Mentre i singoli Stati valutano qualche decina di casi in più o in meno per stabilire se finalmente sia stato doppiato l'atteso picco e si possa allentare il lockdown che tiene confinati in casa quattro miliardi di persone, i numeri della pandemia da coronavirus continuano inesorabilmente a crescere insieme ai dati di una debacle economica su scala planetaria che è solo all'inizio. Il «contatore» della Johns Hopkins University continua a scandire malati e morti e le cronache del disastro arrivano anche da quei Paesi che per molti giorni erano sembrati, in Europa, lontani dallo scenario apocalittico di Italia e Spagna. Se dalla Germania arriva il dato rassicurante che i posti liberi in terapia intensiva sono 10 mila, sale l'allarme per i malati che hanno superato quota 113 mila e le vittime, divenute più di 2.300. E cresce anche la preoccupazione degli industriali tedeschi che sperano in una ripresa graduale delle attività produttive dopo Pasqua e scrivono a Confindustria che «hanno bisogno dei loro fornitori e partner italiani». Sono in calo le vittime in Spagna, 683 in 24 ore (74 in meno del giorno precedente), ma i morti superano i 15.200. «Abbiamo raggiunto il picco e adesso comincia la de-escalation», ha osservato Pedro Sanchez, rimarcando tuttavia che il ritorno alla normalità sarà «graduale». Il premier ha spiegato senza mezzi termini che fra due settimane tornerà in parlamento per chiedere «altri 15 giorni di proroga» per il lockdown, la terza. In altre parole non se ne parla prima del 10 maggio, anche se dal prossimo lunedì inizieranno i primi passi verso la fase 2, «scaglionati e cauti» perché «l'ultima cosa che ci possiamo permettere è un errore, in quanto più che un passo indietro comporterebbe una ricaduta». Serve almeno un'altra settimana per raggiungere il picco in Gran Bretagna, dove i morti non sfondano la soglia psicologica dei 1.000 in 24 ore ma sono comunque 881 per un totale di quasi 8 mila e più di 60 mila contagi. L'allentamento del confinamento sociale non è dietro l'angolo e il lockdown decretato quasi tre settimane fa, ha avvertito Dominic Raab, resterà in vigore «fino a quando non avremo prove che dimostrino che saremo passati oltre il picco» dell'epidemia. Il sostituto di Boris Johnson - che «continua a migliorare ma resta in terapia intensiva» - non ha formalizzato la durata della proroga ma la verifica prevista per il lunedì di Pasqua porterà probabilmente a un'estensione. La paura rasenta il panico in Francia per il disastroso ticket epidemia-crisi. La previsione di recessione illustrata a Les Echos dal ministro dell'Economia Bruno Le Maire è passata da -1% a -6% e il piano d'emergenza di sostegno sale a 100 miliardi contro i 45 annunciati inizialmente. Sale il numero dei morti, oltre 12 mila, e dei contagi, più di 83 mila. Un report di Nomura sull'occupazione in Europa osserva che i «forti aumenti della disoccupazione» provocati dal coronavirus «peggioreranno molto da aprile» e che i Paesi più colpiti saranno quelli più legati a viaggi e turismo, e quelli con più lavori temporanei, ad esempio Regno Unito, Italia e Spagna. Intanto negli Usa, dove i casi di contagio hanno superato i 432 mila, si rilegge Manzoni e tiene banco la traduzione in inglese dei capitoli sulla peste dei Promessi Sposi, messa online dal sito LitHube.

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