La Nuova Sardegna

Medici precari, l’Ats fa marcia indietro

Medici precari, l’Ats fa marcia indietro

Stop alla circolare che li equiparava ai dipendenti dal punto di vista fiscale

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. L’Azienda unica ha fatto marcia indietro. O meglio, ha ascoltato le proteste dei medici precari, in prima linea contro il coronavirus nelle guardie mediche o negli istituiti di pena. Sono quelli che a marzo, all’improvviso, s’erano visti modificare il regime fiscale: da collaboratori esterni a tassati come fossero lavoratori dipendenti ma senza esserlo, con un danno di almeno 200-300 euro al mese. Con una circolare e dopo aver ricordato che «la decisione di applicare il nuovo regime era basata innanzitutto su un parere autentico dell’Agenzia delle entrate proprio sul tipo di tassazione», l’Ats ha fatto sapere di «aver comunque sospeso il cambiamento (quindi con il ritorno al precedente vecchio regime fiscale) in attesa di un nuovo parere della stessa Agenzia delle entrate». Però sempre sul fronte del precariato c’è da segnalare anche un’altra presa di posizione ed è quella dell’Associazione giovani medici. «Da questo mese – è scritto in un comunicato della segreteria regionale – molti colleghi in servizio negli ospedali, dove continua a essere alta l’emergenza coronavirus, e col contratto in scadenza non avranno l’incarico rinnovato dall’Ats. Questo perché avrebbero superato il tetto massimo dei 36 mesi possibili per le assunzioni a tempo determinato». Secondo l’Associazione: «Appare paradossale che il sistema sanitario regionale, in una situazione di generalizzata carenza del personale in molti reparti ospedalieri, voglia oggi privarsi di chi ha accumulato esperienza, nonostante esistano gli strumenti legislativi per stabilizzare i precari».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative