LA NUOVA VITA DELLE EDICOLE
di DANIELA SCANO
Ammodernando, potenziando e valorizzando una rete di chioschi e di rivendite che esiste già ed è capillare.Le edicole sono tanti fari accesi e, in modo particolare nelle piccole realtà e nei paesi,...
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Ammodernando, potenziando e valorizzando una rete di chioschi e di rivendite che esiste già ed è capillare.
Le edicole sono tanti fari accesi e, in modo particolare nelle piccole realtà e nei paesi, in queste settimane queste realtà rappresentano anche gli unici punti di riferimento per la gente disorientata. L’edicolante è molto di più di un professionista che vende i giornali, gli uomini e le donne che hanno scelto di fare questo lavoro lo svolgono con dedizione encomiabile, facendo già adesso molto di più di porgere un giornale o una rivista ai clienti.
Non a caso le edicole non rientrano, con le farmacie e le parafarmacie, tra gli esercizi di cui nessun capo di stato, nessun governatore, nessun sindaco può ordinare la chiusura. Rispettando le prescrizioni e senza approfittarne per fare altro, in edicola si può andare tutti i giorni compresa la domenica.
Lo si può fare perché informarsi è un diritto garantito dalla Costituzionale, così come è un diritto curarsi. In un mondo di tuttologi laureati all’Università dei social, si sta riscoprendo il valore della corretta informazione. Ricordiamocene, quando parleremo di ciò che era importante ai tempi del Covid-19.
Ampliare l’offerta delle edicole è quindi una bellissima idea praticabile da subito. In Lombardia, epicentro italiano della pandemia, lo hanno capito da tempo e nelle edicole è possibile concentrare tante piccole commissioni che spingerebbero l’utente a fare il giro di uffici ed esporsi così al rischio di contagio.
Quanti e quali potrebbero essere questi servizi è un esercizio di creatività e di intelligenza.
Le edicole devono essere incentivate e sostenute fino a farle diventare ciò che in fondo già sono: presìdi culturali, infopoint, copisterie (chiedete agli studenti dei piccoli paesi chi in questi giorni sta stampando le copie dei testi che i prof inviano per mail), succursali degli uffici postali e anche delle farmacie.
Gli edicolanti sono anche, soprattutto nei piccoli centri, anche gli uomini e le donne che salvano i genitori dai capricci dei loro piccoli reclusi per una volta perfettamente giustificati. Quando ripenseremo a questo periodo, ricorderemo soprattutto l’assenza dei bambini nelle strade e nei parchi.
I piccoli sono spariti dalla vista degli adulti che si avventurano all’esterno per fare la spesa, comprare le medicine e il giornale.
Nei luoghi, e sono tanti, dove ci sono solo il negozio di alimentari e l’edicola è qui che un genitore, un nonno o uno zio può trovare il regalino, il giocattolo o la rivista per l’infanzia che al ritorno spianerà un sorriso che apre il cuore alla speranza.
Può sembrare una piccola cosa, ma solo chi si è specchiato nel sorriso spensierato di un bambino può capire quanto sia importante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le edicole sono tanti fari accesi e, in modo particolare nelle piccole realtà e nei paesi, in queste settimane queste realtà rappresentano anche gli unici punti di riferimento per la gente disorientata. L’edicolante è molto di più di un professionista che vende i giornali, gli uomini e le donne che hanno scelto di fare questo lavoro lo svolgono con dedizione encomiabile, facendo già adesso molto di più di porgere un giornale o una rivista ai clienti.
Non a caso le edicole non rientrano, con le farmacie e le parafarmacie, tra gli esercizi di cui nessun capo di stato, nessun governatore, nessun sindaco può ordinare la chiusura. Rispettando le prescrizioni e senza approfittarne per fare altro, in edicola si può andare tutti i giorni compresa la domenica.
Lo si può fare perché informarsi è un diritto garantito dalla Costituzionale, così come è un diritto curarsi. In un mondo di tuttologi laureati all’Università dei social, si sta riscoprendo il valore della corretta informazione. Ricordiamocene, quando parleremo di ciò che era importante ai tempi del Covid-19.
Ampliare l’offerta delle edicole è quindi una bellissima idea praticabile da subito. In Lombardia, epicentro italiano della pandemia, lo hanno capito da tempo e nelle edicole è possibile concentrare tante piccole commissioni che spingerebbero l’utente a fare il giro di uffici ed esporsi così al rischio di contagio.
Quanti e quali potrebbero essere questi servizi è un esercizio di creatività e di intelligenza.
Le edicole devono essere incentivate e sostenute fino a farle diventare ciò che in fondo già sono: presìdi culturali, infopoint, copisterie (chiedete agli studenti dei piccoli paesi chi in questi giorni sta stampando le copie dei testi che i prof inviano per mail), succursali degli uffici postali e anche delle farmacie.
Gli edicolanti sono anche, soprattutto nei piccoli centri, anche gli uomini e le donne che salvano i genitori dai capricci dei loro piccoli reclusi per una volta perfettamente giustificati. Quando ripenseremo a questo periodo, ricorderemo soprattutto l’assenza dei bambini nelle strade e nei parchi.
I piccoli sono spariti dalla vista degli adulti che si avventurano all’esterno per fare la spesa, comprare le medicine e il giornale.
Nei luoghi, e sono tanti, dove ci sono solo il negozio di alimentari e l’edicola è qui che un genitore, un nonno o uno zio può trovare il regalino, il giocattolo o la rivista per l’infanzia che al ritorno spianerà un sorriso che apre il cuore alla speranza.
Può sembrare una piccola cosa, ma solo chi si è specchiato nel sorriso spensierato di un bambino può capire quanto sia importante.
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