Più tutele per il marchio del Pecorino romano
Via libera del Consiglio europeo all’accordo col Vietnam a protezione di 169 indicazioni geografiche
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CAGLIARI. Un accordo di libero scambio tra Unione europea e Vietnam consentirà di tutelare meglio il marchio del Pecorino romano dop. L’accordo prevede un contrasto alle contraffazioni, maggiore tutela della salute dei consumatori, tariffe doganali ridotte del 99 per cento, burocrazia e normative al minimo indispensabile, apertura del mercato dei servizi e degli appalti pubblici, protezione delle indicazioni geografiche.
«Sono questi - scrive in una nota il Consorzio del Pecorino romano Dop - i punti principali dell’accordo che punta a favorire il commercio e assicurare una protezione agli investimenti».
L’accordo protegge 169 Indicazioni geografiche europee (delle quali 17 italiane tra cui appunto il Pecorino romano Dop)e ha ottenuto il via libera dal Consiglio europeo.
In base a questo nuovo quadro normativo, l’uso della denominazione Pecorino romano Dop sarà riservato ai soli prodotti importati dalle zone di produzione italiane definite dal disciplinare di produzione: dunque Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto. «È un risultato importante, che il Consorzio ha conseguito seguendo i negoziati e collaborando con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e Forestali - dice il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano Dop, Salvatore Palitta -. Gli accordi di libero scambio e la definizione di un quadro internazionale comune di tutela delle indicazioni geografiche, concorrono ad ampliare i mercati ai quali il Consorzio di tutela guarda per ampliare i mercati, pur non trascurando i mercati tradizionali».
«Anche in occasione di questo moderno accordo commerciale, il cui quadro normativo è stato definito insieme al Vietnam, l’Ue ha prestato notevole attenzione all’aspetto della protezione del proprio patrimonio culturale e gastronomico, di cui le indicazioni geografiche sono l'ossatura, per contrastare la contraffazione alimentare, proteggere la salute dei consumatori, consolidare la loro fiducia - conclude Palitta - Alta qualità e originalità sono i punti di forza delle nostre IG, su cui dobbiamo puntare per tutelare non solo i prodotti ma anche la nostra economia, soprattutto in questo delicato momento».
«Sono questi - scrive in una nota il Consorzio del Pecorino romano Dop - i punti principali dell’accordo che punta a favorire il commercio e assicurare una protezione agli investimenti».
L’accordo protegge 169 Indicazioni geografiche europee (delle quali 17 italiane tra cui appunto il Pecorino romano Dop)e ha ottenuto il via libera dal Consiglio europeo.
In base a questo nuovo quadro normativo, l’uso della denominazione Pecorino romano Dop sarà riservato ai soli prodotti importati dalle zone di produzione italiane definite dal disciplinare di produzione: dunque Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto. «È un risultato importante, che il Consorzio ha conseguito seguendo i negoziati e collaborando con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e Forestali - dice il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano Dop, Salvatore Palitta -. Gli accordi di libero scambio e la definizione di un quadro internazionale comune di tutela delle indicazioni geografiche, concorrono ad ampliare i mercati ai quali il Consorzio di tutela guarda per ampliare i mercati, pur non trascurando i mercati tradizionali».
«Anche in occasione di questo moderno accordo commerciale, il cui quadro normativo è stato definito insieme al Vietnam, l’Ue ha prestato notevole attenzione all’aspetto della protezione del proprio patrimonio culturale e gastronomico, di cui le indicazioni geografiche sono l'ossatura, per contrastare la contraffazione alimentare, proteggere la salute dei consumatori, consolidare la loro fiducia - conclude Palitta - Alta qualità e originalità sono i punti di forza delle nostre IG, su cui dobbiamo puntare per tutelare non solo i prodotti ma anche la nostra economia, soprattutto in questo delicato momento».
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