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Altre quattro vittime due nelle case di riposo

Altre quattro vittime due nelle case di riposo

Tutti i decessi nel Sassarese. La buona notizia: 12 guariti in più in 24 ore

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SASSARI. La salita è ancora lunga ma a dare una speranza sulla discesa all’orizzonte ci sono almeno due fattori: l’aumento costante del numero delle persone guarite e il calo dei ricoveri nelle terapie intensive. I decessi purtroppo però continuano e le vittime sono nella maggior parte dei casi anziani ospiti delle case di riposo, molte delle quali ospitano importanti focolai. E non si placa l’allarme per i contagi nelle strutture ospedaliere, con medici e infermieri particolarmente a rischio. Nelle ultime 24 ore sono state 4 le vittime per un totale di 73 e 28 i nuovi positivi, di cui 18 tra Sassari e Gallura.

I numeri. Al momento sono 1.091 i casi di positività accertati nell’isola. A dirlo è l’Unità di crisi regionale che fornisce anche il dato complessivo suoi tamponi eseguiti: sono 10.120, di cui 9029 negativi. Significa che in 24 ore i test sono stati 676, un numero superiore rispetto agli ultimi giorni quando generalmente non si superava quota 500: un dato basso, al punto che la Sardegna è agli ultimi posti della classifica nazionale sul numero di tamponi eseguiti da quando è scoppiata l’emergenza Covid-19. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 137, di cui 24 in terapia intensiva, mentre 751 sono le persone in isolamento domiciliare (8 in più). Il dato progressivo dei casi positivi comprende 97 pazienti guariti, più altri 33 guariti clinicamente: in totale sono 130, con un aumento di 12 in 24 ore.

Le vittime. Sono quattro i decessi riportati nel bollettino regionale, per un totale di 73. I nuovi decessi, tre donne e un uomo, sono tutti nel Sassarese: si tratta di due donne di Ossi e di Sassari, rispettivamente di 81 e 87 anni, e una terza di Torralba di 95 anni. Ancora a Ossi, non ce l’ha fatta un uomo di 72 anni. All’elenco ufficiale bisogna aggiungere una quinta vittima: si tratta di un anziano ospite dalla casa di riposo Divina Provvidenza di Sanluri, un 94enne che combatteva la sua battaglia contro il virus da alcune settimane. Attualmente nella struttura per anziani ci sono 20 ospiti di cui 17 positivi al coronavirus. Hanno contratto il virus anche tre operatori che sono attualmente in isolamento domiciliare e due suore. E provengono da due case di riposo anche la vittima di Torralba, la signora di 95 anni, e la donna di Ossi: la prima era ospite di “Casa Bonaria” dove i positivi, tra pazienti e personale, sono 37, mentre l’altra viveva nella struttura Villa Gardenia che ha già pianto altre vittime: la donna era stata ricoverata in Rianimazione a Sassari e le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. È morto in ospedale, al Policlinico sassarese, anche il 72enne di Ossi. Tutte le ultime vittime soffrivano di patologie pregresse molto gravi. Arrivano notizie confortanti invece dal Policlinico Duilio Casula di Monserrato, dove venerdì un paziente è deceduto. Gli ultimi tamponi effettuati – fa sapere l’Aou di Cagliari – hanno dato esito negativo e l’ospedale è regolarmente in funzione. «A pazienti e dipendenti sarà ripetuto il tampone e il test sierologico sia martedì sia giovedì. Restano in vigore tutte le disposizioni già emanate: ingresso solo dai blocchi centrali e verifica della temperatura, obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione personale, stop a tutte le visite e ai ricoveri non urgenti». I casi di positività al coronavirus accertati al Policlinico Casula restano dunque 17 nel totale: 6 pazienti e 11 operatori sanitari (3 oss, 7 infermieri e 1 medico).

Nel territorio. Dei 1.091 casi positivi complessivamente accertati, 185 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+6 rispetto all'ultimo aggiornamento), 82 (+2) nel Sud Sardegna, 33 (+2) a Oristano, 67 a Nuoro, 724 (+18) a Sassari. Il Nord Sardegna, in particolare Sassari, resta l’area più colpita. Solo nella zona intorno al capoluogo i positivi sono più di 500. E sempre nel Nord Sardegna è molto più alta rispetto al resto dell’isola la percentuale di contagi tra il personale sanitario: il 23% il totale regionale, più del doppio tra il Sassarese e la Gallura. Proprio perché in queste aree i focolai sono scoppiati più grossi sono scoppiati all’interno degli ospedali e delle case di riposo. Proprio per questo nel Nord Sardegna è stato eseguito il maggior numero dei tamponi e questo spiegherebbe almeno in parte l’alto numero di positivi rispetto al resto del territorio isolano. (si. sa.)



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