La Nuova Sardegna

Negli Usa 20mila morti e più di 500mila contagi

di Serena Di Ronza
Negli Usa 20mila morti e più di 500mila contagi

Gli Stati Uniti sono il nuovo focolaio mondiale, hanno superato l’Italia per vittime Ora Trump è indeciso sulla riapertura: «Ascolterò tutti, ma alla fine deciderò io»

3 MINUTI DI LETTURA





NEW YORK. Più di mezzo milione di casi e oltre 20.000 morti. Gli Stati Uniti si confermano il focolaio mondiale del coronavirus superando anche l'Italia per il numero di decessi. Nonostante i numeri da brivido, soprattutto nell'area di New York dove solo nelle ultime 24 ore sono morte 783 persone, il dibattuto è acceso su quando riaprire l'America. Donald Trump vuole farlo il prima possibile, ma i governatori dei maggiori stati sono cauti, se non addirittura scettici, all'ipotesi di una riapertura a breve, già in maggio. Decidere come e soprattutto quando «liberare» gli americani dalle restrizioni e consentire alle aziende di tornare operative «è la decisione più grande di tutta la mia vita», ammette il presidente assicurando che si circonderà delle «menti migliori» per prenderla. «Ascolterò tutti ma alla fine la decisione è la mia», aggiunge. Trump frena comunque sull'ipotesi di riaprire agli inizi di maggio: non c'è infatti una data scritta nella pietra, tutto dipenderà dalle considerazioni sanitarie. Il peggio negli Stati Uniti è stato evitato con le restrizioni imposte e il distanziamento sociale: rimuoverle dopo soli 30 giorni rischia di far precipitare la situazione in estate causando un numero elevato di morti, mettono in guardia i Dipartimenti per la Sicurezza Nazionale e per la Sanità. Il timore è proprio quello di una seconda ondata nel caso in cui ci si affretti ad aprire e a farlo senza le dovute precauzioni. Una preoccupazione talmente forte che diversi stati stanno già valutando di ridimensionare i festeggiamenti per il 4 luglio, il giorno dell'Indipendenza. Trump è preso per la giacchetta fra Wall Street e gli industriali che gli chiedono di riaprire e gli esperti sanitari che lo invitano ad attendere. Ognuno ha le sue motivazioni: da una parte milioni di posti di lavoro che rischiano di andare all'aria e dall'altra decine di migliaia di persone che potrebbero morire. A fronte di indicazioni poco chiare i governatori e le autorità locali si muovono autonomamente. La contea di Los Angeles ha allungato le restrizioni fino al 15 maggio, quella di San Francisco fino al 3 maggio. Le linee guida dell'amministrazione sulle restrizioni durano fino al 30 aprile ed è probabile che se dalla Casa Bianca arrivassero nuovi indicazioni molti stati le seguirebbero. Lo farebbero probabilmente la Florida e il Texas, guidate da due governatori repubblicani che stanno già scalpitando per riaprire e tornare a girare a pieno rimo. «Riaprire è una questione di salute pubblica ed economica e non è mia intenzione separarle», dice il governatore democratico di New York Andrew Cuomo ribadendo che senza test non è possibile la ripresa in sicurezza. «Se avessi l'autorità prevista dal Defense Production Act», la legge varata negli anni 1950 durante la guerra di Corea per riorientare la produzione di alcune industrie, «la userei per la produzione di test», aggiunge Cuomo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative