La Nuova Sardegna

Le Regioni divise sulle riaperture

di Domenico Palesse
Le Regioni divise sulle riaperture

Non tutti i governatori hanno recepito nello stesso modo il Dpcm. Lockdown totale anche in Sardegna

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ROMA. Non è certo la Fase 2, ma è almeno il primo timido passo di un nuovo inizio. Tra gel e mascherine, oggi librerie, cartolerie e negozi d'abbigliamento per l'infanzia riapriranno i battenti, con tutte le precauzioni del caso. Ma non sarà così in tutta Italia. Non sono poche le regioni - Sardegna compresa- che hanno deciso di mantenere le forti restrizioni del lockdown, mentre altre hanno invece cominciato ad allentare le maglie dei divieti sulla scia dei dati ormai stabili, se non in lieve calo, dei contagi da coronavirus. E non è escluso che la prossima settimana possano riaprire i battenti anche altri settori dell'industria, come quello della moda, dell'auto o della metallurgia, anche se il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, invita alla calma: «Al momento si tratta di ipotesi premature». In un Paese ancora blindato anche sul fronte della mobilità - con le limitazioni confermate domenica dal Ministero dei trasporti sul traffico aereo, automobilistico, ferroviario e marittimo - da oggi si tenterà, dunque, la lenta ripresa. Non sarà così in Lombardia. L'ordinanza firmata sabato dal governatore Attilio Fontana vieta la riaperture di librerie e cartolerie, anche se consente invece quella dei negozi di abbigliamento per l'infanzia. «In questi ultimi giorni dobbiamo cercare di essere più rigorosi possibile», ha detto il presidente, che ha disposto anche l'uso di mascherine all'aperto (o comunque l'obbligo di coprire naso e bocca con qualunque indumento) e lo stop ad alberghi e strutture ricettive. Gli studi professionali, poi, potranno aprire solo per servizi indifferibili e urgenti. Rigore anche da parte del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha confermato la chiusura di librerie e cartolerie, limitando poi l'apertura dei negozi di abbigliamento per i più piccoli a due mattine la settimana e vietando il cibo d'asporto. Resta lo stop totale in Sardegna e in Piemonte «per non vanificare gli sforzi fatti finora», come ha detto il governatore, Alberto Cirio.

Il Lazio posticipa al 20 aprile la riapertura delle librerie per consentire ai proprietari di mettere in sicurezza i locali. In Emilia-Romagna resta la stretta sulle cosiddette zone arancioni, cioè le province di Piacenza, Rimini e sulla città di Medicina. Leggera riapertura, invece, in Liguria, dove il governatore, Giovanni Toti, ha firmato l'ordinanza che consente di andare agli orti e ai frutteti, di riprendere i lavori di giardinaggio e di procedere alla manutenzione degli stabilimenti balneari e dei chioschi in vista della stagione estiva (misure analoghe a quelle consentite in Abruzzo). «Soft lockdown», invece, in Veneto. La nuova ordinanza del presidente Zaia consente di fare attività motoria anche oltre i 200 metri da casa, «ma non si può certo arrivare a 4-5 km». Per uscire di casa, però, ci sarà bisogno di mascherina, guanti, e gel, mentre chi ha più di 37.5 di febbre non potrà scendere in strada. Aumentato anche il distanziamento sociale che passa da uno a 2 metri. La Sicilia proroga le misure restrittive. Obbligo di mascherine all'aperto in Friuli, dove sarà consentito fare attività motoria ma solo vicino casa. Sì alla riaperture di librerie e cartolibrerie in Toscana, ma solo se gestori e clienti indosseranno la mascherina. In Trentino restano chiusi i negozi per l'infanzia e le librerie, mentre potranno riprendere le attività produttive all'aperto e nei cantieri, stradali ed edili.

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