gli esperimenti
La ricerca per il vaccino cerca le vie più rapide
[FIRMA&LUOGO]di Enrica Battifoglia ROMA[TESTO]Sperimentazioni parallele, tecnologie già collaudate, sostanze adiuvanti e collaborazione: si cercano le vie più rapide per arrivare al vaccino anti...
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[FIRMA&LUOGO]di Enrica Battifoglia
<MC>ROMA
[TESTO]Sperimentazioni parallele, tecnologie già collaudate, sostanze adiuvanti e collaborazione: si cercano le vie più rapide per arrivare al vaccino anti Covid-19. Lo stanno facendo tutti i gruppi impegnati nella ricerca sui 62 candidati vaccini inclusi nell'elenco stilato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Di questi sono due quelli arrivati alla sperimentazione clinica di fase 1, condotta cioè su un piccolo numero di volontari sani per verificare la sicurezza: sono i vaccini dell'americana Moderna, che conduce la sperimentazione in collaborazione con l'Istituto Usa di ricerca sulle malattie infettive (Niaid), e quello della cinese CanSino, con l'istituto di Biotecnologie di Pechino. Gli altri 60 sono in fase di sperimentazione preclinica. È una lunga strada, ma mai come adesso la ricerca sta accelerando per trovare prima possibile una soluzione a «un'emergenza senza confini», come l'ha definita una delle massime autorità internazionali in tema di vaccini, Rino Rappuoli, chief scientist e head of external R&D della Gsk vaccine. Proprio la Gsk ha unito le forze con la Sanofi: i due colossi dell'industria farmaceutica hanno firmato ieri un accordo di collaborazione per accelerare la ricerca sul vaccino in modo da cominciare la sperimentazione clinica nella seconda metà dell'anno; in caso di successo il vaccino potrebbe essere disponibile nella seconda metà del 2021. «Se vogliamo sconfiggere questo virus - ha osservato Rappuoli - l'unica arma è la vaccinazione ma per eliminarlo dalla faccia della terra dobbiamo pensare a come proteggere le persone di tutti i Paesi del mondo, anche quelli più svantaggiati». L'accordo, da perfezionare nelle prossime settimane, prevede che la Sanofi contribuisca al vaccino con l'antigene alla proteina S, o Spike, che il coronavirus SarsCoV2 utilizza per aggredire le cellule, ottenuto con la tecnologia del Dna ricombinante. La Gsk mette a disposizione la sua tecnologia per l'adiuvante, la sostanza in grado di potenziare l'azione del vaccino, permettendo di produrre più dosi.
<MC>ROMA
[TESTO]Sperimentazioni parallele, tecnologie già collaudate, sostanze adiuvanti e collaborazione: si cercano le vie più rapide per arrivare al vaccino anti Covid-19. Lo stanno facendo tutti i gruppi impegnati nella ricerca sui 62 candidati vaccini inclusi nell'elenco stilato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Di questi sono due quelli arrivati alla sperimentazione clinica di fase 1, condotta cioè su un piccolo numero di volontari sani per verificare la sicurezza: sono i vaccini dell'americana Moderna, che conduce la sperimentazione in collaborazione con l'Istituto Usa di ricerca sulle malattie infettive (Niaid), e quello della cinese CanSino, con l'istituto di Biotecnologie di Pechino. Gli altri 60 sono in fase di sperimentazione preclinica. È una lunga strada, ma mai come adesso la ricerca sta accelerando per trovare prima possibile una soluzione a «un'emergenza senza confini», come l'ha definita una delle massime autorità internazionali in tema di vaccini, Rino Rappuoli, chief scientist e head of external R&D della Gsk vaccine. Proprio la Gsk ha unito le forze con la Sanofi: i due colossi dell'industria farmaceutica hanno firmato ieri un accordo di collaborazione per accelerare la ricerca sul vaccino in modo da cominciare la sperimentazione clinica nella seconda metà dell'anno; in caso di successo il vaccino potrebbe essere disponibile nella seconda metà del 2021. «Se vogliamo sconfiggere questo virus - ha osservato Rappuoli - l'unica arma è la vaccinazione ma per eliminarlo dalla faccia della terra dobbiamo pensare a come proteggere le persone di tutti i Paesi del mondo, anche quelli più svantaggiati». L'accordo, da perfezionare nelle prossime settimane, prevede che la Sanofi contribuisca al vaccino con l'antigene alla proteina S, o Spike, che il coronavirus SarsCoV2 utilizza per aggredire le cellule, ottenuto con la tecnologia del Dna ricombinante. La Gsk mette a disposizione la sua tecnologia per l'adiuvante, la sostanza in grado di potenziare l'azione del vaccino, permettendo di produrre più dosi.
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