La Nuova Sardegna

Coronavirus, la proroga delle chiusure consigliata dagli esperti

Umberto Aime
Coronavirus, la proroga delle chiusure consigliata dagli esperti

Per il Comitato scientifico non ci sono le condizioni per l’allentamento

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CAGLIARI. Il parere insindacabile del comitato tecnico-scientifico è stato decisivo. Martedì 14 librerie, cartolerie e negozi per bambini sono rimasti chiusi, in Sardegna, perché «non era certo questo il momento per allentare le restrizioni». Il picco è dietro l’angolo, ma non è stato ancora raggiunto. La discesa è prossima ma non vicina, e quindi «allargare oggi le maglie avrebbe vanificato i sacrifici fatti finora», è stata questa la sentenza degli scienziati. Ascoltate queste parole, poi messe nero su bianco dai quattro esperti (Pietro Cappuccinelli, Luca Pani, Francesco Cucca e Stefano Vella) il governatore Christian Solinas ha firmato l’ordinanza. Pubblicata alle 24.30 di lunedì, ha confermato: «Resterà tutto chiuso». Qualche ora dopo, soprattutto sui social, s’è scatenato un inevitabile furioso scontro fra favorevoli e contrari, dai forti connotati politici e anche costituzionali. Polemiche a parte, c’è per ora una sola quasi certezza: lunedì 27 aprile per i sardi potrebbe essere il primo giorno della fase 2.

Data finale. Beni di necessità esclusi, la serrata totale, in Sardegna, durerà quindi fino a domenica 26 aprile – così c’è scritto nell’ordinanza – anche se qualche spiraglio per alcune, prossime e timide aperture pare esserci. In questa settimana, come annunciato dal governatore, sarà proprio il comitato tecnico-scientifico a monitorare «l’andamento della curva dei contagi e se ci fosse una flessione, prenderemmo in considerazione eventuali correzioni volanti». Per ora fino al 26 aprile, librerie, cartolerie, negozi per bambini e studi professionali rimarranno chiusi nonostante il via libera nazionale. Tra l’altro le serrande rimarranno abbassate, comprese quelle di market e supermarket, anche sabato 25 aprile (Festa della Liberazione) e venerdì Primo maggio (Festa del lavoro), oltre che nelle domeniche 19 e 26 aprile.

Spiagge chiuse. È un’altra delle novità restrittive dell’ultima ordinanza. Oltre a parchi e giardini pubblici, il blocco è stato allargato alle spiagge. Questo perché, sempre secondo il comitato tecnico-scientifico, la buona stagione sarà una «tentazione in più per frequentare soprattutto gli arenili all’interno del Comune di residenza e quindi va imposto un ulteriore divieto». In altre parole, da Platamona al Poetto di Cagliari, dalle Bombarde a Goloritzè, Torregrande e Rena Bianca saranno tutte off limits fino a domenica 26 aprile.

Passeggiate libere o quasi. Se l’uscita con il cane dovrà essere ancora massimo entro i 200 metri da casa, da oggi quelle ludiche potranno avere un percorso più lungo. Seppure – è scritto nell’ordinanza – «nelle immediate vicinanze dall’abitazione» e comunque «da soli, con la garanzia della distanza di almeno un metro da altre persone e con indosso la mascherina». Resta da capire come sarà misurata dalle forze dell’ordine la clausola delle immediate vicinanze: un chilometro sarà poco o molto? Due, un’esagerazione? Chissà.

Mascherine e guanti. Per fare la spesa, oltre al metro di distanza quando si è per strada in fila indiana, i consumatori dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina e i guanti monouso, che – testuale – «dovranno essere mantenuti per l’intero periodo di permanenza nella struttura commerciale». Quindi: chi non indosserà mascherina e guanti, non potrà entrare nei negozi e nel caso dovesse superare i controlli all’ingresso, sarà multato se trovato sprovvisto all’interno di market e supermarket. Quest’articolo dell’ordinanza però qualche problema lo scatenerà: a parte quelle fai da te, che continuano a essere poco sicure, le mascherine omologate non sono ancora facili da trovare. Tempo fa il governatore aveva assicurato: «Con la grande distribuzione, abbiamo raggiunto l’accordo che le protezioni individuali saranno distribuite fuori dalle strutture». Ma finora la distribuzione capillare non c’è stata. Comincerà adesso?

Le conferme. Incrociando fra loro le 19 ordinanze firmate finora da Solinas e sovrapponendole poi ai decreti del Governo, continueranno a essere vietati gli spostamenti da un Comune all’altro se non per comprovate esigenze di lavoro, salute e necessità impellente. Questo vuol dire che bisognerà avere sempre in tasca o in auto l’ultima versione del modulo di autocertificazione. Poi continuerà a essere vietato l’uso della bicicletta se non per raggiungere il posto di lavoro. Infine, porti e aeroporti rimarranno comunque chiusi fino al 3 maggio. Esclusi quello di Cagliari (due al giorno per Roma, uno per Milano) e il trasporto merci via mare. Tutti gli altri viaggi, com’è stato finora, dovranno essere autorizzati invece dalla Protezione civile regionale.
 

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