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Appello lanciato da scienziati e intellettuali

Appello lanciato da scienziati e intellettuali

Nel testo le coordinate per far ripartire il Paese in sicurezza e evitare un ritorno della pandemia

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SASSARI. Come ripartire. La domanda se la pongono 150 accademici. Che non spingono sull’acceleratore per partire subito, ma vogliono che si parta bene. Che si facciano le mosse giuste per evitare nuove ondate e altri lockdown. E lo fanno con un appello manifesto che indica le regole precise da seguire per ritornare alla vita in sicurezza. «È evidente che non si può immaginare di tenere bloccato il Paese ancora per mesi perché le conseguenze sociali ed economiche rischierebbero di produrre danni irreversibili, probabilmente più gravi di quelli prodotti dal virus stesso – riporta il documento –. Le prospettive economiche sono devastanti. L'ufficio studi di Confindustria prevede un calo del Pil pari al 10%per il primo semestre 2020. Ogni settimana in più di blocco delle attività produttive costerà lo 0,75% di Pil. Molte imprese sono destinate a fallire e molti lavoratori a perdere l'occupazione. Si profila un quadro di fragilità e impoverimento del Paese». E ipotizzano una fase 2. «Per poter riavviare i motori del sistema produttivo bisogna mettere in sicurezza i lavoratori. L’esperienza della Corea del Sud, che sta utilizzando l’intelligenza artificiale può indicare una strada utile. Si è riusciti a contenere la diffusione del virus senza bloccare l’intero sistema. Il contenimento attivo della progressione del contagio ha evitato la saturazione degli ospedali, limitando la mortalità dei contagiati. Riteniamo che si possano ottenere risultati comparabili in Italia. Occorrono tamponi e test sierologici generalizzati. Le app di tracciamento sono sotto questo profilo decisive, è dunque necessario l’avvio di una politica di geolocalizzazione che deroghi temporaneamente alle norme sulla privacy. Più in generale, il ricorso all’intelligenza artificiale è strategico per un efficace e risolutivo contrasto dell’epidemia. Ma serve anche l’ obbligo delle mascherine per tutti coloro che frequentano luoghi pubblici o dove si possono riunire più persone: uffici pubblici e privati, supermercati, mezzi di trasporto. Si devono altresì prevedere forme di isolamento e monitoraggio con adeguata quarantena dei positivi per evitare il contagio dei conviventi e dei loro contatti stretti. Queste misure potrebbero richiedere l’uso di hotel e case vacanze. Dal momento che è possibile un ritorno dell'epidemia in autunno, è fondamentale preparare e attivare fin da subito una fase 2».

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