[EMPTYTAG]Spunta l’obbligo di vaccino Sileri: «Bisognerà imporlo»
[EMPTYTAG]Le frasi del vice ministro della Salute aprono il dibattito nel mondo scientifico
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[FIRMA&LUOGO]di Maria Emilia Bonaccorso
<MC>ROMA
[TESTO]Introdurre un obbligo di vaccinazione contro il coronavirus: un'ipotesi ancora non formalizzata ma che ha provocato, dopo essere stata pronunciata dal vice ministro 5 Stelle Pierpaolo Sileri, reazioni e dibattito. Lo sguardo è rivolto ad un futuro che ci si augura sia il più vicino possibile, per organizzare le chiamate vaccinali e chiudere una delle emergenza sanitarie più gravi della storia. Per il momento si era parlato solo di obblighi per le vaccinazioni infantili ma era stata la proposta del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, di introdurre la vaccinazione obbligatoria contro l'influenza a riproporre il tema delle immunizzazioni «per legge», dopo la lunga polemica che aveva accompagnato negli scorsi anni l'approvazione in Italia dell'obbligo, contro la quale i novax avevano alzato le barricate. Con il vaccino anti-Covid «sconfiggeremo questo virus. Visti i danni che ha creato il virus, non ho dubbi sul fatto che un vaccino del genere debba essere obbligatorio», ha affermato Sileri durante un'intervista a Radio Cusano Tv Italia. «Una volta che saranno garantite efficacia e sicurezza del vaccino - ha detto - dovremmo avere una copertura tale per non far più contagiare nessuno». Gli esperti in realtà temono che l'arrivo del vaccino provochi un effetto opposto alla fuga, cioè una corsa a ottenere l'immunizzazione contro il virus che sta mettendo in ginocchio il mondo. E si pensa già a come organizzare la «fase 2», con un rafforzamento dei servizi vaccinali per fare fonte alle lunghe file che ci si aspetta quando arriverà il vaccino ma anche per garantire le coperture contro le altre malattie messe a rischio dalle chiusure dei centri in questi mesi di crisi. «Non ci sarà bisogno di introdurre l'obbligo per il vaccino contro il Coronavirus perché la gente ha sperimentato cosa significa avere paura di una malattia», spiega Walter Ricciardi, componente Oms e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Per quello che riguarda invece la futura organizzazione per garantire al meglio la distribuzione del vaccino, quando arriverà, Ricciardi ha spiegato che all'interno del comitato tecnico scientifico si sta valutando, con il sostegno del ministro Speranza, un rafforzamento dei centri vaccinali, per far fronte all'emergenza ma anche per ristabilire un servizio indebolito a causa della crisi che ha «provocato un forte abbassamento delle coperture vaccinali». «Si rischia ora - ha spiegato Ricciardi - di tornare a morire di morbillo». L'esperto non teme invece problemi per quello che riguarda la distribuzione delle dosi nei paesi: «Stiamo sviluppando un meccanismo di grande coordinamento, è una bella sfida». Proprio su questo aspetto si è espresso il ministro Speranza che durante al riunione dei ministri della salute del G7 ha sottolineato l'importanza che i Paesi lavorino insieme alla ricerca per superare al più presto l'emergenza Covid-19. «Una volta trovato il vaccino sarà fondamentale farsi carico di distribuirlo a tutti. Anche a quei Paesi che non hanno la possibilità di garantirlo ai loro cittadini», ha aggiunto. Quando il vaccino contro il Sars Cov-2 arriverà, «il problema dell'obbligatorietà, almeno per qualche tempo, probabilmente non si porrà» ma dovremo invece «superare l'ostacolo legato alla quantità disponibile, ovvero scegliere a chi destinare le dosi, dando la precedenza ad anziani, malati cronici e operatori sanitari. E un ulteriore elemento da valutare è l'esclusione di chi è già immune», ha spiegato Giancarlo Icardi, coordinatore del Gruppo Vaccini della Società Italiana di Igiene. Per Icardi, professore di Igiene all'Università di Genova, il problema è che, «inizialmente non possiamo pensare di vaccinare 30 milioni di persone con 10 milioni dosi».
<MC>ROMA
[TESTO]Introdurre un obbligo di vaccinazione contro il coronavirus: un'ipotesi ancora non formalizzata ma che ha provocato, dopo essere stata pronunciata dal vice ministro 5 Stelle Pierpaolo Sileri, reazioni e dibattito. Lo sguardo è rivolto ad un futuro che ci si augura sia il più vicino possibile, per organizzare le chiamate vaccinali e chiudere una delle emergenza sanitarie più gravi della storia. Per il momento si era parlato solo di obblighi per le vaccinazioni infantili ma era stata la proposta del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, di introdurre la vaccinazione obbligatoria contro l'influenza a riproporre il tema delle immunizzazioni «per legge», dopo la lunga polemica che aveva accompagnato negli scorsi anni l'approvazione in Italia dell'obbligo, contro la quale i novax avevano alzato le barricate. Con il vaccino anti-Covid «sconfiggeremo questo virus. Visti i danni che ha creato il virus, non ho dubbi sul fatto che un vaccino del genere debba essere obbligatorio», ha affermato Sileri durante un'intervista a Radio Cusano Tv Italia. «Una volta che saranno garantite efficacia e sicurezza del vaccino - ha detto - dovremmo avere una copertura tale per non far più contagiare nessuno». Gli esperti in realtà temono che l'arrivo del vaccino provochi un effetto opposto alla fuga, cioè una corsa a ottenere l'immunizzazione contro il virus che sta mettendo in ginocchio il mondo. E si pensa già a come organizzare la «fase 2», con un rafforzamento dei servizi vaccinali per fare fonte alle lunghe file che ci si aspetta quando arriverà il vaccino ma anche per garantire le coperture contro le altre malattie messe a rischio dalle chiusure dei centri in questi mesi di crisi. «Non ci sarà bisogno di introdurre l'obbligo per il vaccino contro il Coronavirus perché la gente ha sperimentato cosa significa avere paura di una malattia», spiega Walter Ricciardi, componente Oms e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Per quello che riguarda invece la futura organizzazione per garantire al meglio la distribuzione del vaccino, quando arriverà, Ricciardi ha spiegato che all'interno del comitato tecnico scientifico si sta valutando, con il sostegno del ministro Speranza, un rafforzamento dei centri vaccinali, per far fronte all'emergenza ma anche per ristabilire un servizio indebolito a causa della crisi che ha «provocato un forte abbassamento delle coperture vaccinali». «Si rischia ora - ha spiegato Ricciardi - di tornare a morire di morbillo». L'esperto non teme invece problemi per quello che riguarda la distribuzione delle dosi nei paesi: «Stiamo sviluppando un meccanismo di grande coordinamento, è una bella sfida». Proprio su questo aspetto si è espresso il ministro Speranza che durante al riunione dei ministri della salute del G7 ha sottolineato l'importanza che i Paesi lavorino insieme alla ricerca per superare al più presto l'emergenza Covid-19. «Una volta trovato il vaccino sarà fondamentale farsi carico di distribuirlo a tutti. Anche a quei Paesi che non hanno la possibilità di garantirlo ai loro cittadini», ha aggiunto. Quando il vaccino contro il Sars Cov-2 arriverà, «il problema dell'obbligatorietà, almeno per qualche tempo, probabilmente non si porrà» ma dovremo invece «superare l'ostacolo legato alla quantità disponibile, ovvero scegliere a chi destinare le dosi, dando la precedenza ad anziani, malati cronici e operatori sanitari. E un ulteriore elemento da valutare è l'esclusione di chi è già immune», ha spiegato Giancarlo Icardi, coordinatore del Gruppo Vaccini della Società Italiana di Igiene. Per Icardi, professore di Igiene all'Università di Genova, il problema è che, «inizialmente non possiamo pensare di vaccinare 30 milioni di persone con 10 milioni dosi».
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