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Bonus famiglia in ritardo, è caos nei Comuni

Bonus famiglia in ritardo, è caos nei Comuni

Norme poco chiare e troppe possibilità di interpretazione: i sindaci chiedono aiuto alla Regione

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CAGLIARI. Gli 800 euro per le famiglie non saranno pagati prima di metà della prossima settimana. Nonostante le accelerazioni e gli anticipi della Regione, i Comuni – non per colpo loro – continuano a muoversi in ordine sparso. Alcuni non hanno pubblicato l’avviso, altri lo hanno fatto ma solo lunedì cominceranno a setacciare l’elenco di chi potrebbe incassarlo o meno. Dunque, c’è ancora un bel po’ di confusione fino al punto che, in queste ore, c’è stato un convulso botta e risposta fra la Regione e i sindaci proprio sui criteri di assegnazione. Ecco, una dopo l’altra, quali sono state le domande più frequenti. 1) Se un cittadino risiede nel Comune X ed è domiciliato nel Comune Y può beneficiare del bonus? Sì, ma dovrà presentare la domanda in quello di residenza. 2) Dal bonus dovranno essere detratti altri benefici? Sì, l’importo complessivo del contributo non dovrà superare comunque gli 800 euro, mentre sono esclusi dal cumulo gli indennizzi concessi per interventi diversi dall’emergenza coronavirus. 3) Chi è in casa integrazione, sempre a causa di quest’emergenza, potrà richiedere comunque il bonus? Sì, se l’importo che ha ottenuto come cassa integrazione è inferiore a 800 euro e quindi gli dovrà essere riconosciuta solo la differenza. 4) Gli 800 euro mensili sono sempre erogati a prescindere dal reddito familiare mensile? No, se un nucleo ha dichiarato ad esempio 600 euro, gli sarà erogata solo la differenza, 200. 5) Qual è il limite massimo di contributo? È sempre 800 euro più altri 100 per ogni componente oltre i tre. 6) Chi ha chiesto i 600 euro previsti dallo Stato per le Partite Iva potrà accedere al bonus? Sì, ma il Comune dovrà attendere l'esito della precedente richiesta e il contributo gli sarà erogato solo nel caso in cui l’Inps rigetti la prima domanda. 7) Chi sono gli esclusi dal beneficio? Le famiglie con un reddito superiore agli 800 euro mensile nel periodo 23 febbraio-24 marzo, o quelle in cui sia presente uno stipendio o una pensione superiore a quello stesso importo. 8) Sono previsti controlli per verificare autocertificazioni mendaci? Sì, è prevista una verifica a campione sul 5 per cento delle domande presentate e in caso di erogazioni non dovute il contributo dovrà essere recuperato dal Comune. Ma nonostante il botta e risposta, sono state oltre una ventina le richieste di chiarimento da parte dei Comuni, i dubbi sarebbero ancora diversi. Tant’è che il consigliere regionale di Leu, partito d’opposizione, Eugenio Lai ha scritto: «Migliaia di famiglie rischiano di essere tagliate fuori dalle misure straordinarie a causa delle troppe interpretazioni da parte dei funzionari della Regione e di cui molte in netto contrasto con quanto previsto dalla legge. Basta con le restrizioni e la burocrazia. Sia fatta chiarezza una volta per tutte e il contributo sia erogato immediatamente». (ua)

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