«Edilizia, new deal da 350 milioni»
Il piano di Confartigianato per salvare il comparto: taglio Irpef e ristrutturazioni
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Le imprese sarde delle Costruzioni lanciano un «new deal» per la ripresa del comparto nell'isola e chiedono sostegno per 350 milioni di euro. Ed è proprio su queste basi che Confartigianato edilizia ha voluto ragionare su 5 punti urgenti per pianificare la «rinascita» del comparto, che mette insieme oltre 22 mila imprese, di cui 13mila artigiane, e più di 40mila addetti, per un giro d'affari di 1 miliardo e 657 milioni e con un valore aggiunto del 5,6%. «Non abbiamo tempo per piangerci addosso ma, con estrema urgenza, servono immediate misure ad hoc per le costruzioni – afferma il presidente Giacomo Meloni – per questo abbiamo calcolato come occorra una spinta regionale da 350 milioni di euro, per generare 1 miliardo di giro d'affari e accompagnare il rilancio del comparto per 5 anni. In aggiunta, la detrazione Irpef al 100% su «ristrutturazioni e risparmio energetico» genererebbe 500 milioni di investimenti. Il tutto unito al sostegno ai cittadini, investimenti pubblici e taglio di burocrazia e tasse». Per gli imprenditori edili il rilancio del settore dovrà svilupparsi parallelamente sul piano nazionale e su quello regionale. Nel primo caso «è necessario portare al 100%, per almeno 2 anni, la detrazione per gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico», mentre nel secondo caso «sono necessari 300 milioni di euro di fondi regionali per un maxi piano di riqualificazione delle strutture turistico-ricettive, 50 milioni di euro per ri-incentivare il recupero e l'ammodernamento degli immobili privati sardi, 4 miliardi sui lavori pubblici per l'ammodernamento delle infrastrutture pubbliche isolane».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
