Operai in arrivo dal Nord per loro niente quarantena
di Antonello Sechi
L’allarme del sindaco di Berchidda dopo il riavvio del cantiere sulla Sassari-Olbia Ma per una circolare della Regione l’isolamento non è necessario per i lavoratori
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OLBIA. «Non credo che il virus scelga le persone da contagiare in base alle motivazioni per cui rientrano in Sardegna». Ovvero: se arrivi dalla penisola per motivi di lavoro e te ne vai dritto in cantiere senza fare la quarantena, c’è il rischio che tu, che non sai di avere il Covid-19, possa infettare gli altri lavoratori. Un rischio troppo elevato perché lo si possa accettare. E infatti non lo accettano i potenziali contagiati. Né lo accetta Andrea Nieddu, il sindaco di Berchidda, che da alcuni giorni cerca risposte al dilemma che gli è stato posto da chi è all’opera nel lotto 5 della nuova strada Sassari-Olbia, il tratto della quattro corsie che attraversa il suo territorio comunale. Il fatto è che, finite le ferie di Pasqua, alcuni lavoratori – tecnici, pare – delle imprese del continente al lavoro nel grande cantiere sono rientrati in Sardegna. Ma, a differenza di quanto avveniva nelle scorse settimane, non avrebbero rispettato l’obbligo di quarantena previsto dall’ordinanza numero 5 firmata il 9 marzo dal presidente della Regione, Christian Solinas. Obbligo che impone di starsene al chiuso per 14 giorni. Qualcuno, nelle imprese, è andato a leggersi tutti i provvedimenti della Regione in materia di coronavirus e ha scoperto che, sempre con la firma di Solinas, il giorno dopo l’ordinanza è stata diffusa una nota esplicativa della stessa ordinanza. Che dice questo: chi si muove per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, obblighi connessi all’adempimento di un dovere, motivi di salute, trasporto merci è esentato dall’obbligo «della permanenza domiciliare». Dunque, chi arriva per lavoro può andarsene in cantiere: quello del lotto 5 o di qualunque altra opera dell’isola. Oppure, se è un autista, può ad esempio attraversare la Sardegna da Olbia a Sassari, o a Cagliari, per consegnare un carico di merci a un supermercato.
«Ma che ne sappiamo – sbotta il sindaco di Berchidda – di chi hanno incontrato a Milano o magari a Bergamo? Che ne sappiamo se sono positivi o no al virus?». Dal lotto 5 e dal paese si sono rivolti a lui. Anche perché c’è il timore che dopo i primi arrivi ne seguano altri. Gli hanno chiesto di intervenire e imporre lui la quarantena. Quando, per decidere che cosa fare, ha chiesto spiegazioni gli è stata mostrata la circolare esplicativa. «L’interpretazione è univoca – spiega Nieddu – prefettura, protezione civile, forze dell’ordine leggono quello che leggiamo tutti: i lavoratori arrivati dal continente sono esenti dall’obbligo della quarantena. Ma è una situazione assurda: l’ordinanza dispone la permanenza domiciliare, la circolare dice un’altra cosa. Per quanto mi riguarda, la quarantena va applicata a prescindere. Ho posto il quesito all’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni, ndr) e alla Regione». Il sindaco di Berchidda non ha ancora ricevuto risposte e “La Nuova” ha chiesto chiarimenti alla presidenza della giunta regionale. La risposta dell’ufficio stampa si può sintetizzare così: «Chi arriva in Sardegna deve compilare un modulo in cui indica da dove proviene e dove va, si impegna a non andarsene in giro fuori dal lavoro e a rispettare le norme sul distanziamento ecc.; e sindaci che hanno dubbi su come comportarsi devono scrivere a un indirizzo email (urp.emergenza@regione.sardegna.it), riceveranno risposta entro 12 ore». Andrea Nieddu, al quale la risposta è stata girata, ha preso nota. Ma non si è convinto, per niente: «Ribadisco: noi non sappiamo se quei lavoratori sono positivi o no. Per me dovrebbero fare la quarantena. Non credo che potrà essere questo a fermare i lavori della Sassari-Olbia».
«Ma che ne sappiamo – sbotta il sindaco di Berchidda – di chi hanno incontrato a Milano o magari a Bergamo? Che ne sappiamo se sono positivi o no al virus?». Dal lotto 5 e dal paese si sono rivolti a lui. Anche perché c’è il timore che dopo i primi arrivi ne seguano altri. Gli hanno chiesto di intervenire e imporre lui la quarantena. Quando, per decidere che cosa fare, ha chiesto spiegazioni gli è stata mostrata la circolare esplicativa. «L’interpretazione è univoca – spiega Nieddu – prefettura, protezione civile, forze dell’ordine leggono quello che leggiamo tutti: i lavoratori arrivati dal continente sono esenti dall’obbligo della quarantena. Ma è una situazione assurda: l’ordinanza dispone la permanenza domiciliare, la circolare dice un’altra cosa. Per quanto mi riguarda, la quarantena va applicata a prescindere. Ho posto il quesito all’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni, ndr) e alla Regione». Il sindaco di Berchidda non ha ancora ricevuto risposte e “La Nuova” ha chiesto chiarimenti alla presidenza della giunta regionale. La risposta dell’ufficio stampa si può sintetizzare così: «Chi arriva in Sardegna deve compilare un modulo in cui indica da dove proviene e dove va, si impegna a non andarsene in giro fuori dal lavoro e a rispettare le norme sul distanziamento ecc.; e sindaci che hanno dubbi su come comportarsi devono scrivere a un indirizzo email (urp.emergenza@regione.sardegna.it), riceveranno risposta entro 12 ore». Andrea Nieddu, al quale la risposta è stata girata, ha preso nota. Ma non si è convinto, per niente: «Ribadisco: noi non sappiamo se quei lavoratori sono positivi o no. Per me dovrebbero fare la quarantena. Non credo che potrà essere questo a fermare i lavori della Sassari-Olbia».
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