Salva imprese, in arrivo in Sardegna i primi 100 milioni
Accordo Regione-Banca europea per gli investimenti. Solinas: pratiche veloci e zero burocrazia
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CAGLIARI. L’accordo con la Banca europea per gli investimenti è questione di ore e da lì arriveranno i primi 100 milioni per il salva imprese. È a buon punto anche la trattativa con i vertici della Cassa depositi e prestiti per ottenere un congruo anticipo del miliardo e mezzo che il Governo s’è impegnato a girare alla Regione come contropartita per la vertenza accantonamenti. In attesa che lo schema del disegno di legge sia pubblicato, il governatore Christian Solinas ha cominciato a spiegare quali saranno le fonti di finanziamento per far fronte all’emergenza economica. Però una premessa importante l’ha fatta: «Come sostenuto di recente da fonti autorevoli, nei prossimi anni il debito pubblico sarà più alto dappertutto e gli Stati dovranno farsi anche carico anche di quello privato perché l’economia è rimasta bloccata a causa dell’emergenza sanitaria». Per aggiungere subito dopo: «È fondamentale, a questo punto, che l’Europa capisca tutto questo e dimostri di essere federalista e solidale, e non ostaggio, ancora una volta, di tecnocratici e burocrati».
Banca europea. Il protocollo che sta per essere definito prevede un investimento della Bei di 100 milioni. Insieme agli altri 100 messi dalla Regione, costituiranno la cassaforte del pacchetto «Faremo da garanti al 100 per cento dei finanziamenti che chiederanno le imprese al sistema bancario», ha detto il governatore. Saranno pratiche veloci, zero burocrazia, perché «gli interventi dovranno arrivare in tempi rapidi a un sistema che ha necessità di riprendersi e ritornare a essere competitivo dopo il lungo stop». Va detto che il disegno di legge, in cui è previsto il meccanismo delle cosiddette garanzie, deve passare ancora al vaglio del Consiglio regionale. Tanto che le opposizioni hanno sollecitato «l’invio della delibera in tempi per evitare che ogni giorno di ritardo in più finisca per allargare lo squarcio esistente». Un primo passaggio nelle commissioni bilancio e lavoro ci sarà martedì, anche se riguarderà solo lo spostamento dei Fondi europei non ancora assegnati ad altri capitoli di spesa. Anche questa rimodulazione sarà un’altra delle fonti di finanziamento del salva imprese.
Cassa depositi. Il governatore non ha accennato alla possibilità che la Regione si indebiti, con un prestito obbligazionario. Anche se, in un recente passato, quest’ipotesi era stata presentata come una delle più probabili per immettere sul mercato un miliardo di soldi freschi. È possibile che la strategia del prestito sia ancora allo studio, mentre – ha detto Solinas – con la «Cassa depositi e prestiti abbiamo raggiunto l’intesa per ottenere un’importante anticipazione del miliardo e mezzo ottenuto grazie all’accordo sugli accantonamenti». Però, in questo caso, bisognerà aspettare comunque il via libera dell’Europa, perché quei soldi possano transitare da spesa destinata agli investimenti a spesa corrente. In ogni caso, è evidente la volontà della Regione di recuperare, anche se c’è ancora molto da chiarire sul come ci riuscirà, quei 3 miliardi che saranno necessari per far fronte al tonfo annunciato del Prodotto interno lordo regionale: almeno un meno 10 per cento su 33 miliardi. (ua)
Banca europea. Il protocollo che sta per essere definito prevede un investimento della Bei di 100 milioni. Insieme agli altri 100 messi dalla Regione, costituiranno la cassaforte del pacchetto «Faremo da garanti al 100 per cento dei finanziamenti che chiederanno le imprese al sistema bancario», ha detto il governatore. Saranno pratiche veloci, zero burocrazia, perché «gli interventi dovranno arrivare in tempi rapidi a un sistema che ha necessità di riprendersi e ritornare a essere competitivo dopo il lungo stop». Va detto che il disegno di legge, in cui è previsto il meccanismo delle cosiddette garanzie, deve passare ancora al vaglio del Consiglio regionale. Tanto che le opposizioni hanno sollecitato «l’invio della delibera in tempi per evitare che ogni giorno di ritardo in più finisca per allargare lo squarcio esistente». Un primo passaggio nelle commissioni bilancio e lavoro ci sarà martedì, anche se riguarderà solo lo spostamento dei Fondi europei non ancora assegnati ad altri capitoli di spesa. Anche questa rimodulazione sarà un’altra delle fonti di finanziamento del salva imprese.
Cassa depositi. Il governatore non ha accennato alla possibilità che la Regione si indebiti, con un prestito obbligazionario. Anche se, in un recente passato, quest’ipotesi era stata presentata come una delle più probabili per immettere sul mercato un miliardo di soldi freschi. È possibile che la strategia del prestito sia ancora allo studio, mentre – ha detto Solinas – con la «Cassa depositi e prestiti abbiamo raggiunto l’intesa per ottenere un’importante anticipazione del miliardo e mezzo ottenuto grazie all’accordo sugli accantonamenti». Però, in questo caso, bisognerà aspettare comunque il via libera dell’Europa, perché quei soldi possano transitare da spesa destinata agli investimenti a spesa corrente. In ogni caso, è evidente la volontà della Regione di recuperare, anche se c’è ancora molto da chiarire sul come ci riuscirà, quei 3 miliardi che saranno necessari per far fronte al tonfo annunciato del Prodotto interno lordo regionale: almeno un meno 10 per cento su 33 miliardi. (ua)
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