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[EMPTYTAG]Si lavora al decreto aprile Allo studio un bonus figli

[EMPTYTAG]Si allungano i tempi per l’approvazione del nuovo scostamento di bilancio Consiglio dei ministri in programma per mercoledì, in esame anche il Def

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[LUOGO]ROMA

[TESTO]Si allungano di un paio di giorni i tempi per l'approvazione da parte del consiglio dei ministri dello scostamento di bilancio, da presentare in Parlamento prima del nuovo decreto aprile. Previsto inizialmente per la giornata di domani, il cdm si terrà quindi con tutta probabilità mercoledì, per poter esaminare contemporaneamente tutto il quadro macroeconomico contenuto all’interno del Def, il Documento di programmazione che porterà con sé le stime sulla caduta (inevitabile) del Pil, sull'aumento del deficit e sulla conseguente impennata anche del debito pubblico, previsto dal Fondo monetario superiore al 155%. Il consiglio dei ministri si occuperà di entrambe le questioni in una sola volta e probabilmente anche il Parlamento, alle prese con le tensioni interne alla maggioranza sul Mes, sarà chiamato a votare in un'unica soluzione sia lo scostamento che la risoluzione al Def. Il rinvio, per quanto di soli due giorni, farà slittare in avanti di qualche giorno anche il decreto con le misure di sostegno alla sanità, alle imprese e alle famiglie, prevedibile a questo punto - tra le ire della Lega - per la fine del mese. Per il provvedimento si era parlato inizialmente di tempi più rapidi, Pasqua o metà aprile, ma negli ultimi giorni il premier, Giuseppe Conte, aveva già pronosticato un allungamento in avanti che ora crea «sconcerto» tra i seguaci di Matteo Salvini. Sulle misure si sta ancora ragionando, anche in base alle risorse a disposizione, e tra le ultime ipotesi al ministero della Famiglia si sta studiando la possibile introduzione di un «bonus figli» probabilmente una tantum. Di certo ci sarà il prolungamento di cig e Naspi, con un costo che potrebbe essere ben superiore a quello previsto per il Cura Italia, di almeno 15 miliardi. Il reddito di emergenza, che dovrebbe affiancare il reddito di cittadinanza, dovrebbe invece assorbire nelle intenzioni di Nunzia Catalfo circa 3 miliardi, ma la cifra potrebbe alla fine dei conti essere inferiore. Per la garanzia alla liquidità delle imprese lo stanziamento sarà complessivamente di circa 30 miliardi di euro tra Fondo di garanzia per le Pmi e Sace, mentre l'aumento del bonus autonomi da 600 a 800 euro farà lievitare il totale di 3 miliardi del mese di marzo, a meno che non si opti per interventi più selettivi al momento della richiesta del sussidio. Al momento l'Inps ne ha già liquidati 3,1 milioni, con 500.000 che sono ancora in fase di istruttoria. Stefano Patuanelli è al lavoro sugli indennizzi a fondo perduto alle imprese, con uno stanziamento minimo di 4 miliardi che però potrebbe lievitare anche a decine di miliardi se si decidesse di prendere a punto di riferimento l'esempio della Germania, che ha concesso ristori per 10.000 euro ad impresa. Alle Pmi potrebbe infine essere concessa anche una sospensione delle tariffe energetiche, con finanziamenti che andrebbero a ridurre gli oneri di sistema in bolletta.

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