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[EMPTYTAG]Controlli rafforzati per i «ponti» Droni e qu[EMPTYTAG]ad, sanzioni per il 3,8%

[EMPTYTAG]Controlli rafforzati per i «ponti» Droni e qu[EMPTYTAG]ad, sanzioni per il 3,8%

Viminale in apprensione per il rischio di assembramenti per il 25 aprile e per la festa dei lavoratori [EMPTYTAG]Quelli festivi sono i giorni con il picco di denunce: oltre 16.000 i multati in occasione della Pasquetta 

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[FIRMA&LUOGO]di Massimo Nesticò

<MC>ROMA

[TESTO]Sorvegliati dall'alto dai droni, braccati in spiaggia dai quad, gli italiani si sono adeguati - in larghissima maggioranza - ai divieti di spostamento imposti per frenare la diffusione del Coronavirus. Dall'11 marzo i trasgressori si attestano infatti intorno al 3,8% dei controllati. In attesa della tanto agognata «fase 2», al Viminale si guarda ora con apprensione ai Ponti del 25 aprile e dell'1 maggio per verificare la tenuta delle prescrizioni. Tenendo conto che il picco delle denunce (oltre 16mila) si è avuto a Pasquetta. E dopo il 3 maggio non ci sarà il «liberi tutti», considerando che il distanziamento sociale sarà ancora una necessità, ma una revisione delle misure che porterà probabilmente all'ennesima versione del modulo per l'autocertificazione a disposizione dei cittadini, con i nuovi limiti imposti ai movimenti.
Sabato i denunciati sono stati 8.800 (su 257.227 controllati), in lieve aumento rispetto agli 8.200 registrati nella giornata di venerdì. A conferma che sono sempre i festivi i giorni in cui è più difficile resistere alla tentazione di uscire di casa. In 8.742 (su 257.227 controllati) sono stati sanzionati sabato per spostamenti non legittimi, 57 per false dichiarazioni e 26 per violata quarantena. Mentre le verifiche nei confronti di 92.264 esercizi commerciali ha portato a 151 titolari denunciati e 35 attività chiuse. Complessivamente, dall'11 marzo sono state fermate dalle forze dell'ordine (con il concorso di militari e polizia locale) 8.617.602 persone. I denunciati si aggirano intorno a 327mila, pari al 3,8% del totale. A Pasquetta, quando si è registrato il maggior numero di trasgressori, la quota è quasi raddoppiata (6,6%).
Il dato sui sanzionati indica comunque che il messaggio «io resto a casa» ha fatto breccia e gli italiani sono stati nel complesso molto disciplinati. La stessa ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha lodato la «grande prova di maturità e di responsabilità» dimostrata dai cittadini. Ora l'obiettivo è tener duro fino al fatidico 3 maggio, evitando «sbrachi» nei prossimi due Ponti di primavera. Come già per il lungo weekend pasquale, per il 25 aprile e l'1 maggio, i controlli sulle strade saranno rafforzati, con un'attenzione particolare alle strade verso i litorali ed agli spostamenti nelle seconde case. Poi sarà tempo di «fase 2».
Nel frattempo, la cronaca continua a segnalare casi particolarmente curiosi, come quello del runner aggredito nel Padovano perché correva con il proprio cane senza indossare la mascherina come da prescrizione regionale. La lite sarebbe iniziata prima con insulti da parte di un uomo e dal figlio che si trovavano sul ciglio della strada. Lo «sportivo» è quindi tornato indietro per affrontarli ed avrebbe ricevuto un pugno dal più giovane. Per il governatore veneto Luca Zaia l'aggressione «è da condannare, ma è deplorevole anche chi esce senza mascherina». A Trieste la polizia ha sanzionato 30 persone che stavano celebrando la Pasqua ortodossa in Chiesa incuranti delle disposizioni anti-assembramento disposte per evitare contagi. La denuncia - arrivata dopo una «soffiata» da parte dei vicini, pratica ormai sempre più in voga nelle ultime settimane in ogni angolo dello Stivale - è scattata anche per i due celebranti.

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