[EMPTYTAG]«Minacciati se usavamo le mascherine»
«Ci minacciavano se usavamo le mascherine, non dovevamo spaventare i pazienti». Sono i racconti di alcuni infermieri e operatori raccolti nell'inchiesta della Procura di Milano su presunte...
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«Ci minacciavano se usavamo le mascherine, non dovevamo spaventare i pazienti». Sono i racconti di alcuni infermieri e operatori raccolti nell'inchiesta della Procura di Milano su presunte irregolarità nella gestione dell'emergenza Coronavirus nelle case di riposo. Stando ai racconti dei lavoratori e ad una lettera di diffida che era stata inviata dai sindacati Cisl-Cgil ai vertici della struttura (tra cui il dg Giuseppe Calicchio, indagato per epidemia e omicidio colposi) gli operatori avrebbero ricevuto le mascherine per proteggere loro stessi e gli anziani ospiti oltre un mese dopo lo scoppio dell'epidemia in Lombardia, il 23 marzo scorso. E gli stessi sindacati avevano parlato delle «velate minacce» agli operatori. Il Trivulzio in un documento scrive che già «dal 22 febbraio» iniziò a isolare i pazienti con sintomi, anche se non poteva fare tamponi perché riservati solo «agli ospedali», e che ha sempre fornito le mascherine pur nelle difficoltà di approvvigionamento. Nel frattempo, si indaga anche sul ricovero di pazienti con polmoniti già da gennaio nel reparto di degenza geriatrica Pringe del Pat, oltre che sui noti trasferimenti di pazienti Covid nelle altre Rsa.
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