Regioni avanti in ordine sparso
In attesa dell’esecutivo, ogni governatore ha in testa un piano per la ripartenza
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[FIRMA&LUOGO]di Domenico Palesse
<MC>ROMA
[TESTO]Regole nazionali ma anche specificità locali. Le regioni italiane invocando una cornice di regole valide per tutti cercano di declinare in sintonia con la territorialità la Fase 2. In attesa dunque delle indicazioni che arriveranno nei prossimi giorni dal governo elaborano strategie diverse per la nuova «normalità» prossima a venire. Distanza, dispositivi di protezione, digitalizzazione e diagnosi sono le 4 D su cui punta la Lombardia, la regione che più di tutte è stata travolta dalla pandemia. Il governatore, Attilio Fontana, continua a difendere la riapertura omogenea nazionale e non scaglionata tra regioni. Intanto si lavora per la riapertura dei cantieri e alla revisione del sistema dei trasporti. Le prime filiere che dovrebbero tornare a produrre sono, oltre all'edilizia, il tessile e l'automotive. Il Piemonte punta sulla riapertura progressiva delle imprese, ma in contemporanea, forse già da giugno, anche alla ripartenza degli asili nido «mentre i genitori lavorano», come ha spiegato il governatore, Alberto Cirio. Tra le questioni principali allo studio c'è anche quella del trasporto pubblico. Far ripartire l'economia è la priorità del governatore del Veneto, Luca Zaia, che già nei giorni scorsi ha sdoganato più volte la «fine del lockdown». La fase 2 andrà di pari passo con le misure di sicurezza, dall'obbligo delle mascherine a piani di prevenzione nelle aziende. Sono molti i settori strategici, come moda, mobili, automotive, edilizia privata, che 'spingonò affinché il governo conceda aperture anticipate. Chiede il via libera alla riapertura di cantieri, spiagge e parrucchieri, invece, la Liguria. Un'idea presentata al governo che prevede anche la ripresa di tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande in modalità asporto, comprese le pasticcerie. Punta alla ripresa delle filiere con maggiore impatto sull'export, già da lunedì 27 aprile, l'Emilia-Romagna che propone screening sierologici nelle aziende e l'istituzione di controllori «per legge» in fabbriche e scuole. Nel Lazio saranno previste fasce orarie diversificate per negozi e uffici, riapertura progressiva di aziende, negozi, parrucchieri, bar, ristoranti e centri sportivi. E poi un focus sui trasporti, fondamentali per città come Roma con contapassegeri, percorsi dedicati e distanziati in entrata e in uscita, posti contingentati e segnaletica sui bus e i vagoni della metro, ma anche alle fermate, per mantenere la distanza droplet. Per la fine del lockdown la Campania allarga le maglie sulle passeggiate, ma non in gruppo, e alla ripartenza dei cantieri e delle attività produttive, ma anche apertura delle spiagge. Previsto anche un alleggerimento della stretta sul delivery, mentre la riapertura di bar e ristoranti appare lontana. La Sardegna si prepara per il debutto, in settimana, dei test sierologici. A questi sarà affiancata anche l'indagine epidemiologica della Regione. In Umbria e Abruzzo, infine, si attendono le linee guida di palazzo Chigi prima di muovere i primi passi.
<MC>ROMA
[TESTO]Regole nazionali ma anche specificità locali. Le regioni italiane invocando una cornice di regole valide per tutti cercano di declinare in sintonia con la territorialità la Fase 2. In attesa dunque delle indicazioni che arriveranno nei prossimi giorni dal governo elaborano strategie diverse per la nuova «normalità» prossima a venire. Distanza, dispositivi di protezione, digitalizzazione e diagnosi sono le 4 D su cui punta la Lombardia, la regione che più di tutte è stata travolta dalla pandemia. Il governatore, Attilio Fontana, continua a difendere la riapertura omogenea nazionale e non scaglionata tra regioni. Intanto si lavora per la riapertura dei cantieri e alla revisione del sistema dei trasporti. Le prime filiere che dovrebbero tornare a produrre sono, oltre all'edilizia, il tessile e l'automotive. Il Piemonte punta sulla riapertura progressiva delle imprese, ma in contemporanea, forse già da giugno, anche alla ripartenza degli asili nido «mentre i genitori lavorano», come ha spiegato il governatore, Alberto Cirio. Tra le questioni principali allo studio c'è anche quella del trasporto pubblico. Far ripartire l'economia è la priorità del governatore del Veneto, Luca Zaia, che già nei giorni scorsi ha sdoganato più volte la «fine del lockdown». La fase 2 andrà di pari passo con le misure di sicurezza, dall'obbligo delle mascherine a piani di prevenzione nelle aziende. Sono molti i settori strategici, come moda, mobili, automotive, edilizia privata, che 'spingonò affinché il governo conceda aperture anticipate. Chiede il via libera alla riapertura di cantieri, spiagge e parrucchieri, invece, la Liguria. Un'idea presentata al governo che prevede anche la ripresa di tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande in modalità asporto, comprese le pasticcerie. Punta alla ripresa delle filiere con maggiore impatto sull'export, già da lunedì 27 aprile, l'Emilia-Romagna che propone screening sierologici nelle aziende e l'istituzione di controllori «per legge» in fabbriche e scuole. Nel Lazio saranno previste fasce orarie diversificate per negozi e uffici, riapertura progressiva di aziende, negozi, parrucchieri, bar, ristoranti e centri sportivi. E poi un focus sui trasporti, fondamentali per città come Roma con contapassegeri, percorsi dedicati e distanziati in entrata e in uscita, posti contingentati e segnaletica sui bus e i vagoni della metro, ma anche alle fermate, per mantenere la distanza droplet. Per la fine del lockdown la Campania allarga le maglie sulle passeggiate, ma non in gruppo, e alla ripartenza dei cantieri e delle attività produttive, ma anche apertura delle spiagge. Previsto anche un alleggerimento della stretta sul delivery, mentre la riapertura di bar e ristoranti appare lontana. La Sardegna si prepara per il debutto, in settimana, dei test sierologici. A questi sarà affiancata anche l'indagine epidemiologica della Regione. In Umbria e Abruzzo, infine, si attendono le linee guida di palazzo Chigi prima di muovere i primi passi.
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