Bloccati in Argentina il rientro è un’odissea
di Claudio Zoccheddu
Due sardi in attesa a Buenos Aires da 40 giorni. Il volo per Roma costa 4mila euro E i posti disponibili finiscono in un attimo: «Alitalia gioca con le nostre vite»
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SASSARI. Ritornare in Sardegna non potrebbe essere più complicato. E costoso. Due biglietti aerei su un volo Alitalia da Buenos Aires a Roma costano quasi 4mila euro e non è detto che pagare sull’unghia una cifra esorbitante, e del tutto fuori mercato, possa essere una garanzia. Anzi. Potrebbe capitare che i posti disponibili non siano sufficienti e che la promessa governativa del “nessuno resterà indietro” debba essere rimasterizzata sui toni della beffa.
Oltre alla studentessa 17enne di Quartu sorpresa dal Covid-19 durante un’esperienza di studio proprio in Argentina, e costretta a pagare quasi 1900 euro per un biglietto per Roma, ne sanno qualcosa Dionigi Loddo ed Elisabetta Piredda, impegnati da giorni a risolvere un rebus complicatissimo: riportare a casa il figlio e la nuora bloccati in Argentina da più di un mese. «Nostro figlio Francesco si trova a Buenos Aires con la moglie da oltre 40 giorni. Era andato in Argentina per sostenere un colloquio di lavoro ma il Coronavirus ha bloccato tutto, compresi loro». Dionigi racconta l’avventura del figlio passo dopo passo: «Si sono rivolti al Consolato ed hanno atteso per oltre 30 giorni che la situazione si sbloccasse. Nonostante le preoccupazione e lo stress, la situazione era quella e bisognava accettarla». Intanto, dalla Sardegna, si provavano tutte le mosse possibili della surreale partita a scacchi: «Io e mia moglie – continua Dionigi – abbiamo contattato la Farnesina, l’ambasciata e chiunque potesse fare qualcosa senza risolvere nulla. Non parliamo del tentativo di telefonare all’Unità di crisi della Farnesina, sempre caduto nel vuoto anche dopo lunghe attese». All’improvviso, però, lunedì 20 la situazione sembra risolta: «Mio figlio è stato avvisato che sul sito dell’Alitalia stava per essere inserito il volo e, quindi, avrebbe dovuto effettuare la prenotazione. Noi ci teniamo pronti e, temendo di farci trovare impreparati, restiamo incollati al sito sino a notte fonda ma i biglietti compaiono alle 6.30 del mattino di martedì, quando scopriamo che costano 4mila euro. La mia carta arriva a 3mila – aggiunge Dionigi –. Allora esco in fretta, ricarico una prepagata e ritorno a casa per scoprire che i biglietti erano esauriti, nonostante tutti sapessero il numero esatto delle persone bloccate. Sembra quasi che il volo stia stato organizzato per far rientrare solo i più facoltosi. Mio figlio, e tanti altri tra cui alcuni che hanno bisogno di farmaci, sono ancora bloccati mentre Alitalia gioca con le nostre vite».
Oltre alla studentessa 17enne di Quartu sorpresa dal Covid-19 durante un’esperienza di studio proprio in Argentina, e costretta a pagare quasi 1900 euro per un biglietto per Roma, ne sanno qualcosa Dionigi Loddo ed Elisabetta Piredda, impegnati da giorni a risolvere un rebus complicatissimo: riportare a casa il figlio e la nuora bloccati in Argentina da più di un mese. «Nostro figlio Francesco si trova a Buenos Aires con la moglie da oltre 40 giorni. Era andato in Argentina per sostenere un colloquio di lavoro ma il Coronavirus ha bloccato tutto, compresi loro». Dionigi racconta l’avventura del figlio passo dopo passo: «Si sono rivolti al Consolato ed hanno atteso per oltre 30 giorni che la situazione si sbloccasse. Nonostante le preoccupazione e lo stress, la situazione era quella e bisognava accettarla». Intanto, dalla Sardegna, si provavano tutte le mosse possibili della surreale partita a scacchi: «Io e mia moglie – continua Dionigi – abbiamo contattato la Farnesina, l’ambasciata e chiunque potesse fare qualcosa senza risolvere nulla. Non parliamo del tentativo di telefonare all’Unità di crisi della Farnesina, sempre caduto nel vuoto anche dopo lunghe attese». All’improvviso, però, lunedì 20 la situazione sembra risolta: «Mio figlio è stato avvisato che sul sito dell’Alitalia stava per essere inserito il volo e, quindi, avrebbe dovuto effettuare la prenotazione. Noi ci teniamo pronti e, temendo di farci trovare impreparati, restiamo incollati al sito sino a notte fonda ma i biglietti compaiono alle 6.30 del mattino di martedì, quando scopriamo che costano 4mila euro. La mia carta arriva a 3mila – aggiunge Dionigi –. Allora esco in fretta, ricarico una prepagata e ritorno a casa per scoprire che i biglietti erano esauriti, nonostante tutti sapessero il numero esatto delle persone bloccate. Sembra quasi che il volo stia stato organizzato per far rientrare solo i più facoltosi. Mio figlio, e tanti altri tra cui alcuni che hanno bisogno di farmaci, sono ancora bloccati mentre Alitalia gioca con le nostre vite».
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