La Nuova Sardegna

Nei farmaci anti Covid un rischio per i fabici

di Claudio Zoccheddu
Nei farmaci anti Covid un rischio per i fabici

L’allarme dell’Istituto di sanità su clorochina e l’idrossiclorochina: possono provocare crisi emolitiche 

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SASSARI. Sono considerati tra i farmaci potenzialmente in grado di curare il Covid-19. Le capacità della clorochina e dell’idrossiclorochina non sono state certificate dagli sciamani di turno sui social ma i due “antimalarici” hanno ricevuto l’endrosement dell’Organizzazione mondiale della sanità, che appunto li giudica potenzialmente efficaci, e diversi scienziati hanno iniziato a consigliarli, magari sottovoce, anche a scopo profilattico. Risultato: i farmaci come il Plaquenil (il nome commerciale dell’idrossiclorochina) stanno andando a ruba in tutta Europa. E quando non si trovano in farmacia, vengono ordinati on line, sempre che siano disponibili. Ci sono però diverse controindicazioni da non sottovalutare, di cui potrebbe avere effetti devastanti soprattutto in Sardegna: i due antimalarici possono causare danni alle persone affette da enzimopenia G6pd, il nome scientifico del favismo. Una condizione particolarmente sviluppata nell’isola, dove si stima interessi in 13 per cento della popolazione, con picchi vicini e superiori al 20 per cento in alcune zone dell’Oristanese e del Cagliaritano.

Le raccomandazioni. Vista la corsa all’acquisto, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha ribadito a pazienti e operatori sanitari che la clorochina e l’idrossiclorochina devono essere utilizzati solo negli studi clinici o nei programmi di utilizzo in emergenza per il trattamento del Covid-19. A mettere in evidenza in rischi per i fabici, ci ha pensato qualche giorno L’Istituto superiore di sanità (Iss) con una nota destinata soprattutto ai medici impegnati nell’emergenza sanitaria. L’assunzione di clorochina o di idrossiclorochina, infatti, potrebbe favorire l’insorgere di crisi emolitiche e renderle più violente e pericolose: «Al fine di garantire una corretta presa in carico del paziente Sars-CoV-2 positivo è necessario assicurarsi del suo status G6pd prima di iniziare il trattamento farmacologico con clorochina o idrossiclorochina – comunicano dall’Iss –. Per i soggetti portatori del deficit di G6pd l’assunzione di questi farmaci rappresenta un fattore aggiuntivo di rischio». L’Istituto superiore di sanità raccomanda inoltre “di non utilizzarli senza prescrizione medica e senza la supervisione di un medico” sottolineando che “eventuali prescrizioni valgono solo in caso di sperimentazioni cliniche o di protocolli concordati a livello nazionale”.

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