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La Regione pensa a tamponi all’imbarco

La Regione pensa a tamponi all’imbarco

Il governatore: potrebbero essere fatti alla partenza sui voli da Roma e Milano

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SASSARI. La Regione mette a punto anche una fase 2 dei cieli. Per ora è solo un’ipotesi che i tecnici studiano, ma il governatore Christian Solinas l’ha già anticipata. L’idea è fare della Sardegna una regione covid free, e quindi monitorare tutte le persone che arrivano nell’isola. Ma la Regione pensa di farlo prima che ci si imbarchi verso la Sardegna. E in questa fase si pensa di farlo dagli scali di Roma e Milano.

La Regione vuole creare un’area grigia accanto agli imbarchi in cui effettuare il controllo della temperatura e test rapidi per garantire che chiunque metta piede in Sardegna non sia affetto da coronavirus. Un piano ambizioso che la Regione vorrebbe completare in breve tempo. E dovrà farlo prima del 4 maggio, data in cui la fine del lockdown e con molta probabilità del blocco di porti e aeroporti, segneranno l’inizio del ritorno verso la normalità.

Ma resta complicato capire come si riusciranno a gestire gli ingressi sulle altre rotte che saranno coperte fuori dalla continuità territoriale. Perché non solo chi vive di turismo, ma anche i sardi sperano di ritornare ad avere più collegamenti. Resta da capire cosa farà il governo. Quali saranno le prescrizioni imposte e se si potrà davvero riprendere a volare tra i diversi Stati dell’Europa. Una scelta che diventa fondamentale perché senza turisti una stagione già compromessa rischia di diventare tragica. Anche perché se non vengono garantiti da subito i voli e il flusso dei vacanzieri per molte strutture non sarà conveniente aprire. Difficile pensare a una stagione che parta da oltre metà luglio, come hanno ribadito da Federalberghi. Solinas lo sa e cerca di garantire il via in tempi rapidi.

L’assessore ai Trasporti Giorgio Todde sa di trovarsi a gestire una situazione drammatica. «Abbiamo un tavolo aperto con i tre scali sardi per monitorare non solo la situazione attuale, ma quello che accadrà nelle prossime settimane – spiega Todde –. Per prima cosa si dovrà capire se la gente oltre alla necessità avrà il coraggio di spostarsi. Se ci sarà di nuovo fiducia. E dobbiamo farci trovare pronti».

L’assessore mette in evidenza l’aspetto principale. «Per prima cosa c’è da comprendere quali saranno le regole che il governo imporrà. Quali saranno le misure di sicurezza richieste per poter riaprire il sistema dei voli».

Todde dà quasi per scontato che i numeri del traffico aereo risentiranno in modo pesante degli effetti del coronavirus. «Ma proprio in questo momento diventa ancora più importante che ci sia la continuità territoriale – afferma –. Pensate cosa sarebbe accaduto in queste settimane se non ci fosse stato l’obbligo per le compagnie di garantire il servizio minimo. È vero che volano pochissimi aerei anche in continuità e sono mezzo vuoti, ma danno un servizio essenziale. Ecco perché non si può lasciare tutto al libero mercato».

La Regione è già oltre il lockdown e lavora per garantire i voli durante la stagione turistica. «Abbiamo un dialogo importante con le compagnie e in particolare con quelle low cost che nei mesi estivi assicurano i collegamenti tra l’isola e il resto dell’Europa. Abbiamo colto tanta attesa e il timore che non ci sia la possibilità di viaggiare liberamente tra i vari Stati. E questa incertezza danneggia in modo ulteriore una stagione che si annuncia già complicata».

Ma l’assessore ai Trasporti con un occhio guarda anche alla stagione turistica. E non nasconde la sua preoccupazione. Perché molte compagnie potrebbero non volare anche per il semplice motivo che non avranno liquidità per riprendere quota dopo il lockdown. E una grande parte della filiera turistica vive proprio delle compagnie che organizzano charter carichi di turisti. «Per ora non ci sono grandi cancellazioni su agosto – spiega Todde –, ma la grande incertezza sulle regole rende complicato pianificare un progetto coerente e omogeneo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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